Attacco acido. Le formiche pazze che rendono deformi le berte delle Hawaii (Fotogallery)

[11 febbraio 2015]

Le Hawaii sono uno dei pochi posti del pianeta dove non esistevano formiche, ma con l’arrivo degli occidentali in queste isole, poi diventate uno Stato Usa, insieme ai maiali, alle capre, all’uva spina delle Barbados, sono riuscite a sbarcare diverse specie di insetti e ragni “alieni”. Ma l’invasore più devastante per gli uccelli marini endemici delle Hawaii potrebbe rivelarsi la formica gialla pazza (Anoplolepis gracilipes).

Jason Bittel su On Earth racconta che «Questi predoni hanno detto per la prima volta aloha alle Hawaii nel 1952, quando sono arrivate nascoste sulle navi da carico. Da allora stanno attaccando i pulcini degli uccelli marini con l’acido. Si tratta di uno spettacolo straziante».

Le coppie di berta codacuneata (Puffinus cuneatus), che formano legami che possono durare anni,  allevano i loro pulcini nelle isole del Pacifico. Questi uccelli nelle Hawaii vengono chiamati ‘ua’u Kani , che significa “petrelli che si lamentano” per i richiami che mettono le coppie per riconoscersi e trovarsi. Sheldon Plentovich, coordinatorore del  Pacific Islands coastal program dell’U.S. Fish and Wildlife Service, spiega su On Earth che «Questi uccelli marini possono essere incredibilmente fedeli ai siti e questo significa che vengono davvero molestati dalle formiche gialle pazze».

Questi terribili insetti sono quello che gli entomologi chiamano “formica vagabonda”, appartengono cioè a quelle specie che sembrano  essersi evolute per la conquista. A differenza di altre specie invasive, le Anoplolepis gracilipes non  sono eccessivamente aggressive verso le altre specie, ma sembrano lavorare in cooperazione con loro, espandendo però il territorio e impossessandosi delle risorse come un’orda di predoni unni, intanto si dedicano a costruire super-colonie, una specie di impero delle formiche governato da più regine. In realtà si sa ancora poco di questi terribili nomadi, nemmeno di dove hanno avuto origine. Alcuni scienziati dicono Africa occidentale, ma tutti sanno che l’impero delle formiche gialle pazze, grazie all’uomo, si estende ormai dal Madagascar alle Galapagos, e la conquista continua.

Queste formiche non mordono o pungono e non sono di grandi dimensioni,  per questo gli esseri umani non hanno prestato loro molta attenzione, ma quello che alle Anoplolepis gracilipes manca in termini di dimensioni lo compensano con le armi chimiche, cioè con l’acido formico. Plentovich dice che quando un gruppo abbastanza folto di formiche gialle pazze comincia a spruzzare acido, l’aria diventa acre e il naso brucia. Ma questo acido ha un effetto molto peggiore sugli uccelli marini  nidificanti, in particolare sui pulcini non ancora coperti dalle piume e vulnerabili. L’acido formico provoca ulcerazioni ai piedi e colpisce gli  occhi degli uccelli. Quando la presenza di formiche gialle pazze diventa insopportabile diverse berte adulte abbandonano i loro siti di nidificazione che hanno usato per anni. Eppure alcune coppie sono in grado di sopportare questa tortura per abbastanza tempo da covare un pulcino. Però è proprio qui che le cose diventano davvero brutte.

Plentovich spiega ancora: «I pulcini sono adattati a rimanere in quella tana per sicurezza e riparo, così staranno lì e basta mentre le formiche sciamano loro addosso. I genitori continuano a dar loro da mangiare, quindi vediamo pulcini con grandi pance grasse, ma man mano che crescono, i pulcini sviluppano queste anomalie orribili». Il campionario dei danni inflitti dall’acido delle formiche gialle pazze è davvero impressionante: becchi deformi, dita dei piedi mancanti, lesioni agli occhi, piume inzaccherate,  … alcuni pulcini sono così feriti da acido delle formiche che crescono le loro narici si chiudono e la pelle copre del tutto la palpebra.

Plentovich ed il suo team di ricerca sperano di pubblicare a breve i loro risultati di una loro indagine, ma i dati preliminari dipinge un quadro desolante. Nei siti con un presenza di formiche gialle pazze, quasi ogni pulcino mostra segni di anomalie indotte dall’acido, infatti nelle zone dove non sono ancora arrivate le Anoplolepis gracilipes queste anomalie non esistono.

Un pulcino di berta senza occhi è condannato alla morte, ma se riuscisse ad involarsi abbastanza integro dopo dovrebbe fare i conti comunque con le terribili formiche, visto che ormai il loro impero acido interessa l’intero ecosistema.

Gli uccelli marini come berte codacuneate escono in mare aperto per cibarsi di pesci e calamari, e quando tornano ai loro nidi, depositano questi nutrienti sul suolo sotto forma di guano, una risorsa preziosa non solo per le piante ma anche per diversi animali. Così, quando le formiche scacciano una colonia di uccelli marini, è come se spruzzassero di acido la catena alimentare di un’intera isola.

Quando si tratta di specie invasive, gli scienziati sanno che non ci sono risposte facili, soprattutto per una specie come la formica gialla pazza che è riuscita ad invadere e devastare anche la biodiversità dell’Australia. Su due isolotti delle Hawaii, Mokuauia e Moku Nui, il team di Plentovich ha eradicato  un’altra specie di formiche invasive, le Pheidole megacephala – che gli americani chiamano bigheaded ant e gli australiani coastal brown ant  – solo per vedere che subito dopo le isole erano state invase dalle formiche gialle pazze. Plentovich dice sconsolato: «Il migliore controllo per una formica invasiva è un’altra formica invasiva. C’è ancora molto che non capiamo di queste formiche».

Ma il team dell’U.S. Fish and Wildlife Service non ha mollato e si è armato di cibo per gatti condito con veleno ed ha scoperto che utilizzandolo nel modo giusto è una potente arma per eradicare, almeno per un po,’ l’avanguardia dell’esercito delle formiche gialle pazze dalle isole più remote. Però gli scienziati ammettono di non essere attualmente in grado di sconfiggere l’impero delle Anoplolepis gracilipes in tutte le  Hawaii: la specie ha ormai insediamenti troppo solidi nelle principali isole e le isole minori vicine potrebbero essere troppo facilmente ricolonizzate anche con un unico pezzo di legno galleggiante con sopra qualche formica gialla pazza.

Non resta altro che la mitigazione. Per questo l’U.S. Fish and Wildlife Service punta ad eradicare completamente  le infernali formiche da due siti – Kanehoe Bay e Mokuauia, nota anche come Goat Island – a partire da marzo, quando le berte faranno ritorno alle Hawaii per nidificare. Se tutto va bene, i ricercatori statunitensi saranno in grado di contenere l’invasione quel tanto che basta per permettere agli  ‘ua’u Kani  di accoppiarsi, deporre le uova e allevare alcuni pulcini. Sperando che riescano ad involarsi senza deformazioni e con gli occhi ben aperti.