Attentato incendiario nella riserva naturale regionale Tevere-Farfa (FOTOGALLERY)

AIDAP: «Il nuovo Medioevo delle Aree Protette». Interrogazione parlamentare di Realacci

[23 dicembre 2015]

Tevere Farfa 0

Quello che è successo alla riserva naturale regionale Tevere-Farfa rappresenta un attacco senza precedenti ad un ente di gestione di un’area protetta italiana: nella notte tra il  21 e il 22 dicembre sono stati dati alle fiamme tutti i mezzi della riserva naturale, Federparchi evidenzia che «Si tratta di un atto gravissimo che impedisce l’operatività dell’ente, fortemente  impegnato in questi mesi nell’attività di contrasto al commercio illegale di selvaggina e nelle consuete attività di controllo del territorio. Sono stati distrutti un’automobile, un fuoristrada, un trattore, due moduli antincendio, tre motori nautici, un pulmino (nuovo) per il trasporto collettivo attrezzato per i disabili, oltre ai danni al parcheggio coperto e alla rimessa delle attrezzature da lavoro. Da una prima stima si valuta il danno in circa 150 mila euro».

E’ evidente che gli incendiari hanno voluto colpire le attività di contrasto al bracconaggio ed al commercio illegale di selvaggina e le altre attività di controllo del territorio portate avanti dalla Riserva. Il direttore e i  dipendenti della riserva sono preoccupati ma non intimoriti e in un comunicato sottolineano: «personaggi che non esitiamo a definire delinquenti, hanno appiccato il fuoco alle autovetture della Riserva, nonché al trattore ed ai motori dei natanti, con i risultati che si possono ben vedere nelle foto pubblicate. Come dipendenti esprimiamo il nostro più vivo sdegno e indignazione per il gesto criminale, che avviene nel momento in cui tutti noi, nonostante le gravi difficoltà economiche, stiamo sostenendo con il massimo impegno il rilancio della Riserva». Il lavoratori del riserva naturale regionale Tevere-Farfa spiegano che «i mezzi bruciati servivano, tra l’altro, al trasporto delle persone con disabilità, alle attività di educazione ambientale e anti incendio boschivo, alla manutenzione dell’area protetta e alla vigilanza del territorio da parte dei Guardiaparco. I dipendenti non intendono farsi intimidire da queste azioni e condannano fermamente questi vili atti che danneggiano la comunità tutta».

Anche Maurizio Gubbiotti, commissario straordinario di Roma Natura e coordinatore di Federparchi Lazio si dice molto preoccupato che un’area protetta, a due passi da Roma, subisca un attentato di questo tipo: «L’incendio dei mezzi è davvero un brutto segnale. Come coordinamento siamo vicini al commissario straordinario della riserva, il dottor Dario Esposito, al direttore Pierluigi Capone e a tutto il personale. Sono sconcertato per questo grave atto intimidatorio al quale non si riesce a dare spiegazione, un gesto inconcepibile nei confronti di una realtà importante per quanto riguarda la salvaguardia ambientale del comprensorio di Nazzano, Torrita Tiberina e Montopoli in Sabina».

Giampiero Sammuri,  presidente di Federparchi Europarc Italia, si schiera decisamente con la riserva e i lavoratori colpiti: «La continua e coraggiosa attività che stanno conducendo il commissario Esposito, il direttore Capone e i dipendenti tutti in difesa della legalità e per il rispetto delle prerogative della Riserva riveste un grande valore, che va oltre l’aspetto della tutela dell’ambiente. In un contesto difficile, a volte ostile all’interesse collettivo, la Riserva rappresenta un riferimento per gli onesti che intendono agire secondo le regole. Insieme a tutti i colleghi delle aree protette italiane siamo al fianco della Riserva regionale Tevere Farfa anche e soprattutto in questo momento e denunciamo ancora una volta l’azione di chi usa la forza e la violenza per tentare di intimidire le istituzioni e magari piegarle al proprio volere criminoso. C’è da augurarsi che questo nuovo episodio possa suscitare, a tutti i livelli, una reazione adeguata».

Anche da Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio, arriva «Piena solidarietà alla Riserva Regionale di Nazzano Tevere-Farfa e ai dipendenti stessi del parco. Atti intimidatori di tale portata vanno denunciati a gran voce da tutti coloro che si battono per la salvaguardia della biodiversità e per la vittoria della legalità in ogni territorio. Un parco come questo, non è solo il simbolo reale di un nuovo modo di coniugare la modernità insieme al rispetto della natura, ma è anche un fondamentale presidio di legalità nonché uno scrigno che racchiude e protegge in sé una natura straordinaria».

Ma la condanna più dura arriva dall’Associazione italiana direttori e funzionari aree protette (AIDAP), che fa dell’incendio doloso la cartina di tornasole per quel che sta succedendo nelle aree protette italiane: «Quando si racconta la storia delle aree protette del nostro Paese – si legge in un comunicato AIDAP – ci si trova talvolta a narrare di brutte vicende vissute dai pionieri della conservazione, che diversi decenni fa dovevano combattere, rischiando anche l’incolumità, contro l’ignoranza, la prepotenza e la bestialità di chi sfruttava la natura a proprio uso e consumo. Storie che sembravano parte del passato ma che oggi tornano incredibilmente alla ribalta, dai lupi uccisi ed appesi alle ringhiere, fino all’assurdo attentato che ha subito la Riserva naturale regionale di Tevere Farfa, dove ignobili soggetti hanno incendiato nottetempo numerosi automezzi ed attrezzature. Non interessano i motivi del gesto, interessa piuttosto il fatto che anche questa volta il patrimonio di tutti e l’impegno per mantenere un ambiente naturale a vantaggio del pubblico vengano messi a repentaglio da qualche portatore di interessi personali senza scrupolo».

Anche l’AIDAP sottolinea che «La nuova gestione del Parco ha evidentemente dato fastidio a qualche equilibrio ed il Paese si ritrova in un attimo nel mezzo ad un nuovo tristissimo Medioevo culturale, che usa metodi mafiosi indegni della nostra civiltà. La giustizia farà il suo corso (anche se le nuove norme svuotacarceri stanno contribuendo a rendere sempre più impuniti ed arroganti moltissimi nemici dell’ambiente) ma ora serve uno scatto anche da parte della politica. AIDAP, nel denunciare con forza questo vile attentato e dando tutto il sostegno possibile al Commissario ed al Direttore, invita la Politica a reagire fortemente, restituendo alle aree protette del Paese la dignità e la centralità nelle strategie per i prossimi decenni».

All’AIDAP evidenziano che «I Parchi messi in ginocchio dai tagli e spesso anche dal disinteresse di una gran parte della classe politica, sono vittime più facili di aggressioni vigliacche come quella di Tevere Farfa. I Ministri, i Presidenti di Regione ed i loro Assessori, piuttosto che esprimere solidarietà per questo grave episodio, colgano l’occasione per visitare i loro parchi marini e terrestri, ascoltando chi ci vive e che ci lavora e portando nelle sedi decisionali i bisogni di questa bellissima parte d’Italia. Perché se davvero le risorse economiche di un tempo non ci sono più (ed è comunque tutto da dimostrare, come ci ricordava lo slogan del caffè all’anno che ci costano i parchi),  certamente ci sono ancora gli occhi, le orecchie e la bocca (ovviamente ben collegata ad un cervello lungimirante) per dare ascolto e per dare sostegno a quel meraviglioso scrigno che custodisce la natura d’Italia».

Secondo i direttori e funzionari aree protette, «La miglior risposta ai cretini incendiari è una vera strategia nazionale per le aree protette, che spieghi loro che per i prossimi cinquant’anni almeno dovranno rassegnarsi perché i Parchi marini e terrestri saranno al centro delle politiche del Paese. Quei politici che parlano di parchi come di robe inutili che devono autofinanziarsi totalmente, sono il miglior scudo per chi i Parchi vuole solo distruggerli. C’è qualcuno che raccoglie questa sfida?»

La prima risposta della politica nazionale arriva da Ermete Realacci, presidente della commissione ambiente della Camera, che esprime dura condanna per il grave attentato: «Un atto di natura chiaramente dolosa e intimidatoria nei confronti del Commissario di Tevere Farfa Dario Esposito e del Direttore Pierluigi Capone, ai quali va tutta la mia solidarietà, e della loro azione improntata alla salvaguardia della Riserva, al contrasto del bracconaggio e di attività illegali quali il commercio clandestino di selvaggina. Un vile attentato su cui è importante fare piena luce. Con questo obiettivo e per sapere quali provvedimenti intendano adottare per rafforzare il controllo del territorio e garantire una maggiore protezione della Riserva ho presentato una interrogazione ai ministri degli Interni e dell’Ambiente».