Attento a quel che mangi: polpo soffoca un delfino

Per i delfini mangiare polpi è pericoloso, ma è un rischio che vale la pena correre

[26 maggio 2017]

Al largo dell’Australia occidentale un delfino indopacifico (Tursiops aduncus) ha cercato di mangiare un boccone troppo grosso, un  gigantesco polpo maori (Macroctopus maorum), e ci ha lasciato la pelle: la massa dei tentacoli del cefalopode ha ostruito le vie aeree del cetaceo.

Il tursiope indopacifico era ben conosciuto dai ricercatori della zona, che lo chiamavano  “Gilligan”, e nell’agosto 2015 era stato trovato morto sulla spiaggia di Stratham, vicino alla città portuale di Bunbury. La cosa strana è che dalla sua bcca uscivano dei tentacoli.

Lo studio “Death by octopus (Macroctopus maorum): Laryngeal luxation and asphyxiation in an Indo-Pacific bottlenose dolphin (Tursiops aduncus)” pubblicato su  Marine Mammal Science da un team dell’università australiana di Murdoch – Western Australia e del Marine Mammal Center, di Sausalito – California, spiega che  un esame post mortem ha rivelato che un tentacolo del polpo si era infilato nell’esofago del delfino, mentre gli altri 7 avevano occluso la parte posteriore della gola. Le ventose del polpo maori avevano bloccato le pareti e le vie aeree del tursiope indopacifico, portandolo alla morte per soffocamento.

Il Macroctopus maorum è la più grande specie di polpo dell’Australia e la terza al mondo. Non è insolito che i delfini si nutrano di polpi, ma normalmente non cercano di inghiottirli interi: prima utilizzano quella che gli scienziati chiamano tecnica “shake-and-toss”  che consiste nello scuotere violentemente il popolo, farlo a pezzi e  lanciarlo più volte distante per impedire che si attacchi con le sue ventose.

Il principale autore dello studio,  Nahiid Stephens   della School of veterinary and life sciences dell’università di  Murdoch, che ha eseguito l’autopsia sul delfino, spiega su New Scientist che «Gilligan ha cercato di ingoiare intero un polpo di 2,1 chilogrammi senza una preparazione adeguata» e ha aggiunto che «Non sarebbe il primo delfino a fare questo errore.  I rangers del parco lungo la costa del Western Australia hanno descritto decessi simili di delfini e leoni marini legati ai polpi».

I polpi non sono una preda facile per i delfini anche in altre parti del mondo: New Scientist fa l’esempio del tursiope che nel 2012 è stato trovato in Grecia con un polpo avvinghiato ai suoi genitali.

Ma se cacciare i polpi è rischioso, per i delfini ci sono anche grandi benefici: i grandi cefalopodi forniscono un pasto robusto, pieno di proteine ​​di alta qualità e sono comunque più facili da catturare dei pesci perché perdono rapidamente velocità durante l’inseguimento, soprattutto dopo aver terminato la fase riproduttiva.

Stephens conclude: «Il loro consumo deve essere generalmente un rischio che vale la pena correre,  anche se nel caso di questo individuo non è andata bene»