Avvistamenti di lupi in Sila, Legambiente: «No a inutili allarmismi, anche sui social network»

Gli Enti locali si attivino sul tema dei cani vaganti e padronali non gestiti e sulle misure di sostegno agli allevatori per i cani aziendali

[19 gennaio 2018]

In questi giorni in diverse zone della Sila vengono segnalati avvistamenti di presunti lupi e diffuse sui social network e sulla stampa locale immagini e quelle che Legambiente Calabria definisce «Illazioni sugli animali immortalati, congetture e ricostruzioni fantasiose su possibili scenari del tutto destituiti da fondate ragioni». Per evitare inutili allarmismi, il Cigno Verde calabrese ricorda che «Non esistono evidenze storiche recenti di episodi di aggressione da parte di lupi alle persone, nella regione Calabria come nel resto del territorio nazionale ed europeo. Molti degli avvistamenti segnalati in varie situazioni ed in diversi contesti in Italia, spesso riguardano non lupi, ma canidi di diverso tipo e, sebbene nell’areale Silano il lupo sia ovviamente una presenza storica ormai accertata da tempo, è necessario dire che questo importante predatore dei nostri ambienti montani, che riveste un ruolo ecologico di grande importanza nel mantenere gli equilibri dei nostri ecosistemi, è estremamente elusivo e rifugge, quando possibile, la presenza dell’uomo. Avvistare un vero lupo, insomma, è un evento emozionante, ma anche estremamente raro».

Per questo gli ambientalisti chiedono che, in caso di avvistamenti o incontri ravvicinati, prima di diffondere immagini sui social media, «vengano informate le autorità competenti anche per accertare l’esatta portata delle informazioni disponibili. Diramare immagini senza queste precauzioni può essere un cattivo servizio offerto sia alla conservazione della specie, sia alla corretta gestione delle problematiche in tema di convivenza con l’uomo. Infatti, molto spesso, a causa anche del fenomeno dell’ibridazione tra cane e lupo, conseguenza degli effetti del randagismo/vagantismo canino – che è una delle cause di maggior minaccia alla conservazione del lupo in quanto mette a rischio la conservazione del genotipo originario della specie – una diagnosi esterna del fenotipo di un animale può mettere in difficoltà, nel corretto riconoscimento di un esemplare, anche i maggiori esperti sul tema, se in assenza di un’analisi più approfondita di ulteriori elementi distintivi se non addirittura di necessarie analisi genetiche».

Legambiente Calabria fa presente che  «Ci sono invece in circolazione, spesso non adeguatamente sorvegliati, esemplari di canidi appartenenti a razze relativamente recenti (ad esempio il cosiddetto lupo cecoslovacco) facilmente confondibili con il lupo. Su questo tema ricordiamo che il vagantismo canino e il recupero dei cani non custoditi sono una competenza dei Comuni e che, nelle aree protette, bisognerebbe gestire in maniera adeguata anche i cani padronali e quelli utilizzati dalle aziende zootecniche a guardiania degli allevamenti, al fine di evitare fenomeni di ibridazione con il lupo che resta una specie protetta e di prioritaria importanza come stabilito da normative nazionali ed internazionali».

Per questo l’associazione ambientalista torna a invitare il Parco Nazionale della Sila ad »attivare misure di sostegno agli allevatori per la corretta gestione dei cani aziendali da guardiania, e a promuovere una campagna contro l’abbandono dei cani e la gestione di quelli vaganti». Legambiente invita anche le forze dell’ordine «a vigilare sulla proliferazione di allevamenti di cani che custodiscono e commercializzano specie lupine che, a nostro avviso, dovrebbero essere vietate per ridurre i rischi potenziali che queste specie possono creare al lupo in caso di non corretta gestione da parte dei proprietari».