Riceviamo e pubblichiamo

Avvistata in Toscana una rarissima aquila imperiale iberica, primo caso in Italia

Wwf e Legambiente: «Popolazione conosciuta valutata in appena 375 - 390 coppie, che nidificano esclusivamente nella Penisola iberica»

[13 gennaio 2017]

In uno dei momenti più bui per la tutela dell’ambiente in Italia, la Natura ci manda dei segnali della sua vitalità. In questi giorni il freddo ha portato nei nostri territori dei rari visitatori invernali.

Negli anonimi campi della bonifica di Vecchiano è stata avvistata una rarissima aquila imperiale iberica (Aquila adalberti), un possente rapace con apertura alare che supera i due metri, che finora non era mai stato avvistato in Italia. Decine di fotografi e birdwatchers, provenienti da tutta Italia, si sono recati in zona per osservarla e fotografarla.

Oltre all’aquila, in questi giorni l’area ospita anche altre specie di rapaci che di rado svernano nei nostri  territori, come l’albanella pallida, l’aquila minore, di cui sono stati avvistati almeno 6 esemplari, cui se ne affiancano altri regolarmente presenti d’inverno come l’albanella reale, lo smeriglio, il falco pellegrino, oltre gli stanziali falco di palude e gheppio.

Purtroppo la zona è disseminata di appostamenti di caccia e frequentata da cacciatori che praticano l’attività venatoria in forma fissa e vagante. Si auspica un comportamento corretto da parte dei cacciatori, a tutela di un patrimonio naturalistico non solo nazionale, e si sottolinea la necessità che i sempre più scarsi organi di vigilanza ambientale si attivino per tutelare queste rare presenze faunistiche. Infatti l’aquila imperiale iberica è una specie rarissima a livello globale, con una popolazione conosciuta valutata in appena 375 – 390 coppie, che nidificano esclusivamente nella Penisola iberica.

La regione Toscana e il Parco naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, che appare sempre più come un soggetto evanescente e privo di guida, dovrebbero prendere coscienza di essere i custodi di un patrimonio naturale che appartiene a tutta la comunità, non solo nazionale. Difatti le specie migratrici, di cui l’Unione europea ci chiede una sempre maggiore tutela, appartengono al patrimonio dell’intera umanità e molte di esse sono tutelate dall’Unione europea.

Oltre che in bonifica, anche San Rossore e le aree circostanti ospitano gruppi di gru di importanza nazionale, oltre a oche selvatiche, oche lombardelle, caradriformi ed anatidi. Purtroppo la mancata gestione delle Lame e l’assenza di interventi contro l’erosione del litorale sta riducendo sempre più l’idoneità della zona ad ospitare queste rare presenze invernali.

Un’altra area del Parco di notevole importanza dal punto di vista ambientale e di grandi potenzialità, che andrebbe valorizzata in senso naturalistico, è la zona di bocca di Serchio. Encomiabile in questo senso appare la richiesta del comune di Vecchiano di eliminare il poligono di tiro. A questa operazione bisognerebbe affiancare una effettiva tutela dell’area e l’abbandono di sconsiderate proposte di usi turistico ricreativi incompatibili con una riserva naturale.

di Wwf Alta Toscana e Legambiente Versilia