I baci degli orangutan rivelano le origini della parola

Come e perché i nostri antenati hanno messo insieme una consonante e una vocale per formare la prima parola?

[10 febbraio 2017]

Lo studio “Proto-consonants were information-dense via identical bioacoustic tags to proto-vowels”, pubblicato su Nature Human Behaviour  da un team internazionale di ricercatori, ha  analizzato oltre 4.400 registrazioni individuali di richiami simili a consonanti e gli schiocchi di “baci” di 48 oranghi appartenenti a 4 diverse popolazioni. I ricercatori sottolineano che «Gli oranghi sono gli  unici tra i primati non umani ad avere questo loro tipo di rischiamo predominante, il “kiss squeaks”, senza vocalizzazioni».

Il team guidato da   Adriano Lameira, del  dipartimento di antropologia dell’università di Durham, spiega che «L’obiettivo della ricerca era  quello di capire se questi richiami non vocali, che possono includere anche schiocchi labiali, clic e pernacchie, potevano trasmettere informazioni simili ai richiami sonori, che somigliano più da vicino a suoni tipo le vocalizzazioni».

Il team ritiene che «La comprensione di quali informazioni contengono questi “kiss squeaks” simili a consonanti  potrebbero aiutare a mettere insieme i pezzi di come e perché possono essersi verificate le prime combinazioni di suoni simili alle vocali e simili alle consonanti.

I ricercatori sapevano già che in altre specie di primati l’appartenenza a una popolazione, la dimensione del corpo, l’identità individuale e le circostanze possono essere coinvolte nella frequenza del suono e la durata dei richiami vocali e sonori. Con questa nuova  ricerca, Lameira ei suoi colleghi hanno scoperto che «Anche la frequenza del suono e la durata dei “kiss squeaks”  degli  oranghi  varia a seconda di un  criterio analogo».

Dr Lameira spiega: «Abbiamo scoperto che le dimensioni fisiche di un orangutan influenzano in modo significativo la frequenza massima dei “kiss squeaks”, mentre il contesto in cui lo squeak viene prodotto ha effetti sulla durata del richiamo. Il nostro studio indica anche che l’appartenenza a una popolazione e l’identità individuale influenzano  la frequenza e la durata dei “kiss squeak”. Questi risultati suggeriscono che i richiami simili a consonanti sono potenzialmente un adattamento simile ai richiami vocali, in modo che le funzioni comunicative di entrambi i tipi di richiamo potrebbero essere  state uguali».

Adriano Reis, un altro ricercatore della Durham che ha partecipato allo studio, evidenzia che  «Il linguaggio umano è straordinariamente avanzato e complesso: praticamente siamo in grado di trasmettere qualsiasi informazione che vogliamo con il suono. Così si tende a pensare che forse le parole si siano evolute da qualche precursore rudimentale per trasmettere messaggi più complessi. Abbiamo praticamente usato il comportamento vocale degli orangutan come una macchina del tempo, per andare indietro nel tempo, quando i nostri antenati usavano quelli che sarebbe diventati i precursori delle consonanti e delle vocali. I “Kiss squeaks” non comportano l’azione delle corde vocali, quindi sono acusticamente simili alle consonanti».

Il team di ricercatori sostiene che «E’ più probabile che questi primi suoni, noti come “proto-consonanti” e “proto-vocali, siano stati combinati per trasmettere le stesse informazioni tramite diversi canali acustici. Questa combinazione di suoni di proto-vocali e proto-consonanti avrebbe potuto dare luogo alla prima sillaba o parola».

Un altro autore dello studio, Serge Wich, della  John Moores University di Liverpool, aggiunge: «Sono “mattoni” essenziali nell’evoluzione del linguaggio. La maggior parte delle lingua umane hanno molte più consonanti che vocali E se abbiamo più blocchi per costruire, abbiamo più combinazioni».

Lameira conclude: «La nostra ricerca indica che entrambi i tipi di suoni trasmettono informazioni simili, quindi la loro combinazione avrebbe rafforzato il messaggio del suono trasmesso, piuttosto che aggiungere nuove informazioni. Comprendere il significato che sta dietro queste prime consonanti e suoni vocalici ci aiuta a avvicinarci alla comprensione del punto dell’evoluzione del linguaggio in cui consonanti e vocali sono diventate inseparabili. In definitiva speriamo di essere in grado di ricostruire l’evoluzione del discorso, per capirne gli elementi di base, come si sono messi insieme e in quale ordine».