Bacino dell’Arno: verso il Piano di gestione del rischio alluvioni

[2 settembre 2013]

L’Autorità di bacino dell’Arno è ripartita dal Pai (Piano di assetto idrogeologico), per predisporre la  mappatura della pericolosità e rischio alluvionale secondo i requisiti richiesti dalla direttiva 2007/60/CE, la cosiddetta direttiva “Alluvioni”. Come definito nel decreto di recepimento della direttiva (D.Lgs. n. 49/2010), le autorità competenti dovevano predisporre mappe di pericolosità e di rischio fatti salvi gli strumenti già realizzati nell’ambito della pianificazione di bacino in attuazione delle norme previgenti.

«Le mappe di pericolosità e rischio idraulico del bacino dell’Arno hanno preso origine partendo dal cospicuo lavoro svolto nell’ambito del Pai realizzato già nel 1999 e quindi continuamente aggiornato – hanno spiegato dall’Autorità di bacino – Partendo dalle elaborazioni svolte nel Pai dell’Arno, opportunamente integrato con le elaborazioni svolte nel bacino pilota dell’Ombrone, sono state realizzate le mappe di pericolosità ai sensi della direttiva “alluvioni” e del decreto di recepimento 49/2010».

Infatti già nel 2012, con lo scopo di sviluppare in un’area pilota le metodologie individuate per la determinazione della pericolosità e del rischio idraulico, era stato scelto come caso dimostrativo il bacino del fiume Ombrone, importante affluente dell’Arno. In questo sottobacino sono state applicati i criteri che poi sono stati sviluppati nel resto del bacino dell’Arno.  Le mappe realizzate nel giugno 2013, come previsto dalla scadenza comunitaria, sono state elaborate seguendo le indicazioni del ministero dell’Ambiente (Indirizzi operativi per la predisposizione delle mappe di pericolosità e rischio idraulico) che  considera sei macrocategorie di elementi a rischio a cui sono state attribuite classi di danno potenziale.

Le macrocategorie sono:

Zone urbanizzate (agglomerati urbani, nuclei abitati con edificazione diffusa e sparsa, zone di espansione, aree commerciali e produttive) con indicazione sul numero di abitanti potenzialmente interessati da possibili eventi alluvionali;

Strutture strategiche (ospedali e centri di cura pubblici e privati, centri di attività collettive civili, sedi di centri civici, centri di attività collettive militari);

Infrastrutture strategiche e principali (linee elettriche, metanodotti, oleodotti, gasdotti e acquedotti, vie di comunicazione di rilevanza strategica sia carrabili che ferrate, porti e aeroporti, invasi idroelettrici, grandi dighe);

Beni ambientali, storici e culturali di rilevante interesse (aree naturali, aree boscate, aree protette e vincolate, aree di vincolo paesaggistico, aree di interesse storico e culturale, zone archeologiche di cui al Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n.42 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – MIBAC; aree Protette Nazionali e Regionali di cui alla Legge Quadro 394/91 e Siti della Rete Natura 2000 (SIC, ZSC e ZPS) di cui alle Direttive 92/43/CEE “Habitat” e 2009/147/CE, ex 79/409/CEE “Uccelli”;

Distribuzione e tipologia delle attività economiche insistenti sull’area potenzialmente interessata;

Zone interessate da insediamenti produttivi o impianti tecnologici, potenzialmentepericolosi dal punto di vista ambientale (ai sensi di ai sensi di quanto individuato nell’allegato I del D.L. 59/2005),

zone estrattive, discariche, depuratori, inceneritori – e aree protette potenzialmente interessate.

Individuati gli elementi a rischio, il danno potenziale è stato incrociato con la pericolosità per avere le mappe del rischio suddivise secondo quattro classi di rischio crescente, da R1 a R4. Oltre alla relazione (disponibile sul sito dell’Adb) dove è illustrata la metodologia utilizzata e i criteri di rispondenza delle mappe, gli elaborati finali sono visibili tramite progetto web-gis al seguente link  con una scala di massima visualizzazione di 1:25.000.

Nelle fasi successive dovranno essere individuate le misure per ridurre il rischio alluvioni che rappresenteranno la parte più importante del Piano di gestione che dovrà essere approntato entro il 2015.