Il bacio della morte del vischio (e del cambiamento climatico)

Nei periodi di forte siccità le piante infestate possono anche morire

[13 dicembre 2017]

Si avvicina il Natale e mettere un rametto di vischio sopra una porta ci ricorda il lato romantico delle feste. Ma se baciarsi sotto il vischio fa sicuramente bene, il bacio che il vischio da alla sua pianta ospite può essere mortale.

Secondo la ricerca “Mistletoe infection alters the transpiration flow path and suppresses water regulation of host trees during extreme events” presentata da un team di ricercatori della Western Sydney University al 2017 American Geophysical Union Fall Meeting in c orso a New Orleans, questa pianta parassita a volte  può uccidere l’albero che la ospita, succhiando letteralmente la sua riserva d’acqua durante periodi di siccità.

Nel mondo ci sono circa 1.600 specie conosciute di vischio e tutte affondano le loro radici in alberi e arbusti per estrarne acqua, carbonio e sostanze nutritive. I vischi sono una parte importante degli ecosistemi in cui vivono, ma a volte possono creare problemi ai loro ospiti. Noi siamo abituati ad associare il vischio al freddo, ma gli alberi su cui cresce troppo vischio possono ammalarsi e persino morire quando il clima è caldo e secco. ,   troppo tempo.

Conme ha spiegato Anne Griebel, a capo del team di ricerca australiano che ha presentato le nuove scoperte sul vischio, «Non è una brutta cosa averlo come parte di un ecosistema. Ma se ce n’è troppo può causare la morte agli alberi».

Il problema è che molte specie di vischio vivono proprio in ecosistemi a ridotto contenuto d’acqua, «Pertanto – dicono i ricercatori – l’infestazione del vischio in combinazione con un aumento dello stress climatico può esacerbare lo stress idrico e potenzialmente accelerare il tasso di mortalità degli alberi infestati  durante gli eventi estremi. Questo è un problema emergente in Australia, poiché la distribuzione del vischio è in aumento e sono stati stabiliti chiari collegamenti tra l’infestazione del vischio e la mortalità. Tuttavia, osservazioni dirette su come i vischi alterano i processi fisiologici dell’ospite durante eventi estremi sono rari, il che impedisce la nostra comprensione dei meccanismi alla base dell’aumento dei tassi di mortalità degli alberi».

I ricercatori hanno cercato di capire meglio questo meccanismo monitorando continuamente il flusso di linfa nei tronchi e nei rami  e nelle foglie di due specie di eucalipto, in alberi infestati e non infestati, nell’Australia sud-orientale mentre era in corso una forte ondata di caldo.

Come previsto, quando il clima era più caldo e secco, gli alberi di eucalipto si adattano  chiudendo i piccoli pori sulle foglie, gli stomi, per ridurre al minimo la traspirazione e conservare l’acqua. Questo rallenta notevolmente la linfa che scorre attraverso i rami della pianta ospite, aiutando l’albero a conservare l’acqua.  Ma i ricercatori hanno scoperto che, nonostante il caldo, il livello dell’afflusso della linfa nei rami infestati dai vischi non rallentava per conservare l’acqua. Il vischio non ha l’adattamento al  clima caldo e secco che hanno gli eucalipti e quindi continua a vivere come se non ci fosse la siccità, continuando a succhiare acqua e sostanze nutritive dagli alberi di eucalipto.

Questo porta l’acqua a disperdersi dalle foglie del vischio ad un tasso molto più alto – e talvolta insostenibile – rispetto alla perdita di acqua dalle foglie di un eucalipto non infestato. «Questo tasso di evaporazione più alto potrebbe alla fine danneggiare il sistema di trasporto dell’acqua degli alberi e causare la morte degli eucalipti –  conclude la Griebel – Era come se gli alberi perdessero acqua. Gli alberi di eucalipto hanno sicuramente un modo molto efficace di “spegnersi”, dal tronco agli steli si può vedere chiaramente la differenza tra quelli con e senza vischio».

Visto dall’Australia, il vampiresco vischio sembra più una pianta da Halloween che da romantici baci natalizi o di fine anno.