Una banca del seme per salvare l’orso bruno marsicano

[3 dicembre 2014]

Nel gennaio 2013 la Società di storia della fauna “Giuseppe Altobello” aveva lanciato un appello in favore dell’orso bruno marsicano, facendo risaltare «l’anomalia della mancata previsione, tra le azioni a tutela del plantigrado, di una banca genetica a lui dedicata ed altre attività di conservazione ex situ. A nostro avviso un passo obbligato in presenza di una popolazione minacciata qual è quella che vive sulle nostre montagne». Oggi questo progetto è più vicino.

Si tratta di una strategia contemplata dalla Convention on biological diversity (Cbd), sottoscritta anche dall’Italia, e  che punta al mantenimento della variabilità genetica e della vitalità demografica di piccole popolazioni.

Per la  Società di storia della  fauna è  «un obiettivo da realizzarsi anche attraverso piani di allevamento, in condizioni controllate, delle specie in pericolo, con la finalità della loro reintroduzione nell’ambiente naturale.  Si tratta, in altre parole, di accantonare del prezioso patrimonio genetico che potrebbe rivelarsi risolutore nella malaugurata ipotesi che un evento imprevisto, ad esempio una epizoozia, porti sull’orlo dell’estinzione la esigua popolazione appenninica».

Una necessità già ribadita nel corso della tavola rotonda dedicata alle “Strategie di conservazione dell’orso bruno marsicano”, tenutasi a marzo a Roma. Oggi la Società di storia della  fauna  annuncia «un primo, concreto e importante, passo in questa direzione. Dopo mesi di contatti e relazioni, ad ampio raggio, siamo pervenuti alla costituzione di un Gruppo Tecnico di cui fanno parte docenti della Facoltà di Medicina Veterinaria della Università di Bologna, colleghi ricercatori della Università di Léon in e medici veterinari esperti in animali selvatici.  Le discipline messe in campo vanno dalla ecopatologia alla ostetricia e ginecologia veterinaria, dalla biochimica clinica all’anatomia patologica veterinaria fino alla etologia applicata. Altre competenze si aggiungeranno nelle prossime settimane».

La Società di storia della  fauna evidenzia in particolare la partecipazione dei ricercatori spagnoli dell’Università di Léon che da oltre 10 anni lavorano a un progetto simile che ha portato alla realizzazione di  una banca del seme dell’orso bruno che vive sulla Cordigliera Cantabrica. Le tecniche, l’esperienza e il know-how che hanno messo insieme saranno condivise con il gruppo di lavoro italiano.  Non appena definiti i dettagli, i protocolli operativi i saranno sottoposti al parere e alla autorizzazione degli enti e delle istituzioni che sono responsabili delle g decisioni e della gestione in questo campo.

«Questo risultato, che riteniamo di sicuro interesse – conclude la Società di storia della fauna – lo offriamo al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise come un nostro contributo di collaborazione alla salvaguardia di una popolazione animale di eccezionale valore quale è quella rappresentata dall’orso bruno marsicano».