Bandiera Nera al mega-porto di Nardò, nell’Area marina protetta pugliese

Goletta Verde: «Folle idea progettuale ripresentata al Comune nei giorni scorsi»

[28 luglio 2014]

Questa volta Goletta Verde ha “insignito” della Bandiera Nera, il poco ambito vessillo dei pirati del mare, per la società “Porto Nereo srl” che in questi giorni ha ripresentato il mega progetto per un porto da 600 posti barca nell’area di Sant’Isidoro del comune salentino di Nardò.

«Un’opera tanto mastodontica, quanto inutile, dannosa e controproducente per la stessa vocazione turistica del territorio di Nardò – dicono gli ambientalisti –  Una follia di puro cemento che andrebbe a intaccare la stessa Area Marina Protetta di Porto Cesareo».

Le Bandiera Nera va quindi alla società «Che si ostina a voler deturpare lo splendido territorio di Nardò», ma vuole essere da monito anche alla stessa amministrazione comunale, «Affinché assuma finalmente una posizione netta e di contrasto allo scempio che si vuole mettere in atto».

Francesco Tarantini e Maurizio Manna, rispettivamente presidente e direttore di Legambiente Puglia, sottolineano: «Pensavamo di non dover più parlare di questa ipotesi scellerata ma evidentemente c’è chi si ostina a pensare che lo sviluppo socio-economico di un territorio passi per il cemento sulla costa e per opere faraoniche in riva al mare, piuttosto che per la tutela e valorizzazione delle risorse ambientali, paesaggistiche e archeologiche. La notizia del nuovo tentativo della società Nereo di ricevere l’autorizzazione per la costruzione di quest’opera faraonica ci sorprende ma non ci spaventa. Faremo barricate per fermare quest’assurdo progetto che non è solo molto impattante, ma comporterebbe la modifica del decreto istitutivo dell’area marina protetta».

Con la bandiera nera assegnata alla società Nereo, Legambiente chiede all’amministrazione comunale di assumere impegni chiari: «Il Comune di Nardò ha sì rispedito al mittente la richiesta avanzata lo scorso anno, dichiarandosi incompetente rispetto all’iter autorizzativo e rimbalzando la questione agli uffici regionali, ma non si è mai espresso nel merito della vicenda – concludono Tarantini e Manna – Un intervento così massiccio richiederebbe tra l’altro un lungo e complicato processo di riperimetrazione dell’area marina protetta e sarebbe ben strano che dopo anni in cui il Comune di Nardò si è speso per l’ampliamento dell’area marina protetta, scontrandosi con le rigidità del comune limitrofo, oggi voglia avviare un percorso inverso. Al sindaco chiediamo quindi di sostenerci in questa battaglia, piuttosto che assumere posizioni ambigue».