Barkie, il cucciolo di oritteropo salvato in Namibia [FOTOGALLERY]

[25 agosto 2014]

Africa Geographic pubblica le eccezionali foto di “Barkie” un cucciolo di oritteropo (Orycteropus afer), salvato dallo staff del N/A’an ku sê Wildlife Sanctuary, in Namibia.

Il piccolo aardvark, come vengono chiamati in afrikaans e nei paesi dell’Africa australe questi strani mammiferi, l’unica specie vivente dell’ordine dei Tubulidentati,  è stato allevato amorevolmente dal team del N/a’an ku sê. Quando è stato trovato aveva forse tre mesi ed era rimasto orfano perché la mamma era stata uccisa da un contadino: un evento tragicamente comune in Namibia, un territorio in gran parte desertico nel quale, per sopravvivere gli agricoltori e proprietari terrieri dipendono fortemente dalla loro bestiame e gli scavi sotterranei realizzati dagli oritteropi  provocano inavvertitamente cedimenti nei recinti che Permettono al bestiame di sfuggire, rendendolo facile preda dei carnivori.

La N/a’an ku sê Foundation è ben nota in Namibia ed è stata fondata nel 2006 con lo scopo di proteggere e migliorare la vita della popolazione e della fauna selbvatica del Paese africano. La missione della N/a’an ku sê Foundation è quella di difendere la terra, le culture e le specie minacciate della Nmibia, confinate in habitat sempre più ristretti. N/A’an ku sê significa “Dio ci proteggerà” nella bella e singolare lingua a click del San, quelli che noi chiamiamo Boscimani, una lingua che Marlice van Vuuren, la fondatrice del N/A’an ku sê Wildlife Sanctuary, parla fluentemente, dopo aver trascorso la sua vita all’interno della cultura San.

Al N/A’an ku sê Wildlife Sanctuary spiegano che «Purtroppo, gli oritteropi si sono fatti una reputazione sempre più negativa, una reputazione del tutto sbagliata» ed è questo che ha portato alla morte la madre di Barkie che si è salvato solo perché in quella notte di febbraio ha avuto la  fortuna di incontrare i ranger del  N/A’an ku sê. Il cucciolo era ancora rosa, privo di peli e per questo la notte veniva vestito con un “pigiama” per poter affrontare le gelide notti del deserto della Namibia. Poi è stato alimentato con i termiti e insetti e un gruppo di volontari lo ha accompagnato e protetto durante le sue passeggiate quotidiane nel deserto.

E’ stato fatto di tutto per sviluppare pienamente l’istinto naturale dell’oritteropo, come lo staff del N/A’an ku fa con ogni orfano di animale selvatico che trova nell’area del Santuario, ma nonostante questo è abbastanza straordinario vedere un aardvark, con i suoi letali unghioni da scavatore, beatamente in braccio ad una bella signora bionda.

Al N/A’an ku sê Wildlife Sanctuary dicono che «Barkie ci ha offerto uno spaccato del mondo dell’oritteropo, un mondo del quale abbiamo appena scalfito la superficie. Il comportamento di queste creature sfuggenti rimane in gran parte sconosciuto, ma con l’aiuto di Barkie speriamo di cancellare la cattiva reputazione di questi magnifici mammiferi».