Basta animali in vetrina, #metticiiltuomuso

Una petizione lanciata da Tessa Gelisio e forPlanet, Ermete Realacci tra i primi ad aderire

[13 aprile 2016]

#metticiiltuomuso

La nota conduttrice televisiva Tessa Gelisio, presidente di forPlanet Onlus ha lanciato la petizione on-line #metticiiltuomuso indirizzata ai ministri dell’ambiente Gian Luca Galletti, della salute
Beatrice Lorenzin e della giustizia Andrea Orlando, nella quale ricorda che «Nella maggior parte dei comuni italiani è ancora possibile esporre gli animali nelle vetrine dei negozi. Questo nonostante sia fortemente sconsigliato da veterinari e comportamentisti: gli animali sono esposti a forti stress, senza possibilità di sottrarsi alla vista dell’uomo, ai rumori, alla luce, correndo anche rischi come colpi di calore in estate. Il cane inoltre è un animale sociale, che necessita di una relazione con il padrone: rimanere per lunghi periodi nelle vetrine può causare traumi, se non addirittura disturbi da deprivazione sensoriale e ritardi nella socializzazione. Inoltre, anche il divieto di vendita di cani e gatti al di sotto dei due mesi di età, non è mai stato previsto in una legge statale e così spesso vengono destinati al commercio anche cuccioli di età inferiore ai 60 giorni, che invece necessitano di stare accanto alla madre per un corretto equilibrio psicofisico».

Per questo la petizione chiede di «uniformare la disciplina su tutto il territorio nazionale, inserendo, nell’art. 2 della Legge Quadro sulla tutela degli animali d’affezione n. 281/1991, un nuovo comma che stabilisca, in modo chiaro, che è vietato esporre nelle vetrine degli esercizi commerciali o all’esterno degli stessi tutti gli animali d’affezione, intendendo per questi ultimi quelli che stabilmente od occasionalmente convivono con l’uomo, mantenuti per compagnia e che possono svolgere attività utili per l’uomo. Inoltre, che sia previsto per legge un divieto di vendita di cani e gatti di età inferiore ai due mesi, fatti salvi i casi in cui i cuccioli debbano essere  allontanati dalla madre per motivi sanitari certificati da un medico  veterinario pubblico o privato abilitato ad accedere all’anagrafe canina regionale».

Uno dei primi ad aderire alla petizione è stato Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente e lavori pubblici della Camera che evidenzia che gli unici a fare eccezione nella situazione illustrata dalla petizione della Gelisio sono i comuni della Lombardia «in cui vige il divieto, è ancora possibile esporre gli animali nelle vetrine dei negozi come una merce qualunque. Questa pratica è fortemente sconsigliata dai veterinari perché espone gli animali a stress, rumore, luce, colpi di calore, e si può dunque considerare come una forma di maltrattamento».

Realacci dice di aver aderito alla campagna #metticiltuomuso promossa da FortPLanet Onlus, «Per chiedere che la legge quadro sulla tutela degli animali d’affezione, che condanna gli atti di crudeltà, i maltrattamenti e gli abbandoni, sia applicata in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale e che preveda esplicitamente il divieto di esporre gli animali in vetrina come suggerisce la petizione, ho inoltre presentato una interrogazione ai ministri della Salute e dell’Ambiente. Sarebbe poi importante prevedere anche il divieto di vendita dei cuccioli di cani e gatti di età inferiore ai due mesi. Tanto più che il benessere degli animali da compagnia e più in generale il nostro rapporto con gli animali è anche una buona misura del tasso di civiltà della società».