Legambiente: «Grande soddisfazione per l’esito felice di questa brutta storia»

Green Hill: adozione definitiva per i primi 300 beagle

[17 ottobre 2013]

Un decreto firmato ieri dalla Procura della Repubblica di Brescia ha messo in salvo definitivamente i primi trecento beagle tra i circa 3.000 provenienti dall’allevamento lager di Green Hill, che riforniva i laboratori di vivisezione di tutta Europa, affidati in via provvisoria lo scorso agosto.

Rossella Muroni, la direttrice di Legambiente è molto soddisfatta: «Questa è una bellissima notizia per le trecento famiglie che da oggi possono allontanare ogni residua preoccupazione per il loro amatissimo beagle e un grande incoraggiamento per le altre famiglie affidatarie che, appena espletate le procedure, potranno vivere la stessa soddisfazione. Ed è una bellissima notizia anche per Legambiente. La battaglia contro il maltrattamento degli animali, che è punito dalla legge, è una conquista sentita e condivisa dalla società che ci spinge ad attivare una concreta attenzione verso le altre specie animali. Facciamo i migliori auguri agli affidatari che hanno condiviso con noi questa battaglia di civiltà e che ora hanno potuto adottare i primi 300 cani, in attesa che anche tutti gli altri, seguendo le procedure indicate dai custodi giudiziari (Legambiente e Lav) possano festeggiare la “liberazione” definitiva del loro amico a quattro zampe».

Se per i cani si mette bene non altrettanto si può dire per i i vertici di Green Hill che saranno chiamati a giudizio. Infatti, dopo l’inchiesta partita con il sequestro dell’allevamento e dei cani il 18 luglio del 2012, il pubblico ministero del Tribunale di Brescia Ambrogio Cassiani, ha chiesto la fissazione della data del processo per Ghislaine Rondot, amministratrice dell’allevamento, Roberto Bravi, direttore di Green Hill, Renzo Graziosi, il veterinario, e Bernard Gotti della Marshall Bioresources, manager di riferimento della multinazionale.

Ilaria Innocenti, responsabile Lav cani e gatti, spiega che «Secondo l’accusa, infatti, l’inchiesta avrebbe portato alla luce la soppressione di cuccioli senza necessità e maltrattamenti nei confronti dei cani allevati.Ma l’inchiesta su Green Hill non coinvolge solo i vertici dell’azienda, un altro filone vede rinviati a giudizio anche Cristian Leali, in qualità di Comandante della Polizia locale di Montichiari, che dovrà rispondere di omessa denuncia di reato e di falsità ideologica e Mario Astuti, Dirigente della Direzione Generale del Servizio Veterinario della Regione Lombardia, che dovrà rispondere dell’accusa di abuso d’ufficio. L’udienza davanti al Tribunale di Brescia che avrebbe dovuto svolgersi il 17 settembre scorso è stata rinviata a febbraio 2014».