Belize: moratoria per le attività petrolifere offshore nella barriera corallina

Oceana e Wwf: passo in avanti per Worldwide Heritage Site e per conservazione marina

[21 agosto 2017]

La Barriera corallina del Belize, patrimonio mondiale dell’Unescodal 1996, ospita quasi 1.400 specie e rappresenta una fonte fondamentale di sussistenza per oltre la metà della popolazione del Belize. Nell’ottobre del 2016, una decisione per consentire test sismici per la ricerca del petrolio (airgun) appena a un chilometro di distanza dal sito aveva provocato proteste sia a livello locale che internazionale rispetto all’impatto potenziale sul sito e sui suoi esclusivi ecosistemi. Per questo la Belize Coalition to Save Our Natural Heritage, della quale fanno parte anche Wwf e Oceana ha accolto con favore «la decisione del governo del Belize di introdurre una legislazione per stabilire una moratoria permanente sull’attività petrolifera offshore all’interno e nelle zone intorno alla barriera corallina del Belize» e sottolinea che si tratta di «Un deciso passo in avanti per il sito patrimonio Unesco e la conservazione marina a livello globale».

Oceana e Wwf evidenziano che «La mossa di fermare l’esplorazione petrolifera del mare territoriale del Belize e nella zona economica esclusiva, che dovrebbe essere adottata nella prossima sessione parlamentare del paese nel novembre 2017, rappresenta un importante primo passo verso la protezione degli ecosistemi costieri e marini in tutto il mondo oltre che un elemento fondamentale per la salvaguardia della più grande barriera corallina nell’emisfero occidentale, un significativo hotspot di biodiversità».

Nadia Bood, ricercatrice Wwf della Barriera corallina Mesoamericana, fa notare che «La mobilitazione dell’anno scorso ha mostrato quanto siamo determinati nel proteggere la barriera corallina, una fonte di vita, tradizione e orgoglio per tutti noi in Belize. La decisione di oggi che dimostra l’impegno del governo a proteggere il nostro tesoro nazionale ci rincuora. Ora dobbiamo continuare i nostri sforzi, come decisori, come società civile e semplici individui, per assicurare che la barriera corallina e la sua notevole biodiversità siano salvaguardati per la vita marina e per le comunità degli anni a venire».

Janelle Chanona, vice presidente di Oceana in Belize, è convinta che «Il catalizzatore del cambiamento risiede e risiederà sempre nella volontà delle persone. Sulla questione dell’esplorazione del petrolio offshore in uno degli ambienti marini più straordinari al mondo, l’impegno incrollabile degli abitanti del Belize, dei membri della Belize Coalition to Save Our Natural Heritage e la l’opinione pubblica globale sono stati il fattore costante che ci ha permesso di arrivare a questo puntoUna volta emanata, questa legge sancirà il riconoscimento dell’amministrazione del primo ministro Barrow rispetto al fatto che la qualità della nostra vita dipende direttamente dall’integrità delle risorse naturali e che i mezzi di sostentamento per le decine di migliaia di cittadini del Belize che dipendono dalla barriera corallina non sono disponibili. Questa legislazione renderà il Belize leader nella protezione dei coralli e nel salvaguardare gli ecosistemi costieri e marini, azioni che, si spera, siano di ispirazione in tutto il mondo».

A giugno un rapporto del Wwf ha dimostrato che «La barriera corallina del Belize è stata minacciata dalla perforazione di petrolio offshore. Mentre il divieto di attività petrolifere offshore rappresenterebbe un progresso significativo, è necessaria anche un’azione urgente per rafforzare la regolamentazione della mangrovie e limitare la vendita di terreni pubblici all’interno del World Heritage Site. Il turismo e la pesca correlati alla barriera corallina danno sostentamento a circa 190.000 persone in Belize. Il contributo economico annuo del turismo, della pesca e della ricerca scientifica correlata alla Barriera è stimato intorno al 15 per cento del prodotto interno lordo (Pil) del Belize».

Il Wwf è impegnato da trent’anni nella salvaguardare la biodiversità unica di questo piccolo Paese centroamericano, affrontando le sue maggiori minacce e migliorando la vita delle comunità vulnerabili, come parte integrante del sistema della Barriera Mesoamericana.

Il Panda ricorda che «Come la barriera corallina del Belize, quasi la metà dei siti naturali del patrimonio mondiale sono minacciati dalle pressioni industriali, che mettono a rischio i mezzi di sussistenza e il benessere delle comunità che ne dipendono oltre a minacciarne la conservazione nel tempo. La campagna del Wwf, “Insieme salvaguardando il nostro patrimonio comune”, sta lavorando per rafforzare l’implementazione della Convenzione sui World Heritage Site e rafforzare le linee guida Ocse che proteggono questi siti. Ad oggi, oltre 400.000 persone hanno espresso il loro sostegno per la protezione del Wold Hertage Site in Belize attraverso la campagna».

Marco Lambertini, direttore generale del Wwf International, conclude:«In un momento in cui la natura è sotto una pressione crescente e scompare con un’accelerazione senza precedenti, stiamo cominciando a comprendere il valore del suo contributo insostituibile per la nostra economia e per il nostro benessere. L’impegno del governo del Belize per proteggere la barriera corallina rappresenta un esempio del tipo di leadership di cui abbiamo urgente bisogno per salvaguardare gli oceani del nostro pianeta e alcuni dei suoi luoghi più produttivi, eccezionali e tuttavia estremamente vulnerabili».