Bioacustica ed ecoacustica, cosa si “dicono” le foreste quando noi non ci siamo?

Nel parco nazionale delle Foreste casentinesi con l'Ufficio Territoriale per la Biodiversità CFS

[8 giugno 2016]

Bioacustica 00

Il “paesaggio sonoro” non è solo oggetto di pertinenza dell’estetica: assume anche valenze etiche, culturali, ricreative e scientifiche. Nel momento in cui si riconosce come rappresentazione della struttura e della diversità di un ambiente la sua espressione acustica, questa diventa strumento di studio e monitoraggio.
La bioacustica, nata come complemento dell’etologia per studiare la dimensione comunicativa negli animali, ha allargato il suo ambito di azione allo studio degli habitat e al monitoraggio della biodiversità, mostrando grandi potenzialità nelle attività educative legate alla natura.  L’ecologia acustica e la bioacustica diventano così una disciplina integrata – l’ecoacustica – finalizzata a studiare i paesaggi sonori dal punto di vista scientifico, con finalità di conservazione, di tutela, di gestione e valorizzazione.

l’incontro di Badia Prataglia rappresenterà un’occasione per fare il punto su queste materie e i progetti di ricerca in collaborazione tra il Parco nazionale, le università di Pavia e Bologna e il C.F.S.

La due giorni si apre sabato alle 9 con l’accoglienza e la presentazione del workshop da parte del moderatore, Giovanni Quilghini, capo dell’Ufficio territoriale per la biodiversità di Pratovecchio, e i saluti di Luca Santini, Sergio Paglialunga – rispettivamente presidente e direttore del Parco Nazionale delle Foreste casentinesi – e del Corpo forestale dello Stato. Alle 10 comincerà la trattazione degli argomenti di carattere generale sulla bioacustica e i suoni dell’ambiente naturale, sulla comunicazione animale e la percezione umana della foresta a cura di Gianni Pavan dell’Università di Pavia e di Dino Scaravelli dell’Università di Bologna.
Dopo il coffee break la discussione verterà sulle tecniche di monitoraggio ambientale tramite metodi di rilievo acustico, con presentazione di alcune esperienze messe in pratica nel Parco Nazionale e nelle Riserve Biogenetiche Casentinesi per lo studio di avifauna, chirotteri e lupo, oltre che sull’utilizzo dell’analisi sonora come strumento per la gestione ambientale.

Il calendario di domenica prevede uno studio dei suoni in campo attraverso metodi e strumenti di bioacustica applicati alla ricerca nella foresta della Lama nella riserva naturale biogenetica di Badia Prataglia.

Alle 9 è previsto il ritrovo presso il centro visita di Badia Prataglia, propedeutico al trasferimento nella foresta della Lama. Dopo il pranzo ci sarà il rientro nella stazione climatica sul crinale tosco-romagnolo.
Per informazioni si possono contattare l’Ufficio territoriale per la biodiversità di Pratovecchio (0575. 583763; utb.pratovecchio@corpoforestale.it) o l’ufficio informazioni del Parco di Pratovecchio (0575. 503029; promozione@parcoforestecasentinesi.it).

Grande interesse, anche al di fuori dei confini nazionali, hanno raccolto le importanti e suggestive ricerche sul ‘canto della natura’, la bioacustica e la ecoacustica. Il Parco, forte di un patrimonio di flora e di fauna unico in Italia, grazie alla collaborazione con le migliori università italiane e il Corpo Forestale dello Stato, può vantare un ruolo di assoluto rilievo nel campo della ricerca ambientale“. Luca Santini, presidente dell’ente di gestione dell’Area protetta.

Il progetto, finanziato dal CNRS Francese attraverso l’Università di Tolone, che nasce dalla convergenza degli interessi propri della bioacustica e dell’ecologia acustica (ecoacustica) e prevede l’installazione di registratori acustici in ambienti con diversi livelli di ricchezza/biodiversità e disturbo antropico, ha trovato nella riserva naturale Integrale di Sasso Fratino e nella riserva biogenetica di Badia Prataglia.

Al workshop, oltre ad essere illustrati i primi interessanti risultati di questa proficua collaborazione, parteciperanno numerosi relatori nazionali. Questi illustreranno le tecniche di bioacustica ed ecoacustica in uso ed in sviluppo, sottolineando la loro valenza come strumento di ricerca scientifica e di valorizzazione e divulgazione. Nella giornata di sabato infatti sarà inaugurata un’installazione permanente sulla bioacustica presso il museo forestale Carlo Siemoni: verrà dedicata una stanza ai paesaggi sonori della riserva di Sasso Fratino e della foresta della Lama.

Parco nazionale Foreste casentinesi, monte Falterona e Campigna