Biodiversità, bracconieri e cinghiali nel Parco Nazionale delle Cinque Terre

Denunciato un bracconiere che cacciava cinghiali vicino alle case e alla strada provinciale

[2 marzo 2016]

Bracconiere Parco Cinque Terre

Domani il Parco Nazionale delle Cinque Terre organizzerà a La Spezia il convegno “Azioni di sistema per la tutela e la valorizzazione della biodiversità nei parchi nazionali dell’area tirrenica” che si concluderà con  la presentazione del progetto “Impatto degli ungulati sulla biodiversità dei Parchi italiani” che prevede le relazioni di Matteo Perrone  su  “L’attività di controllo del cinghiale nel Parco Nazionale delle Cinque Terre”  e di Alessandro Pistoia (Università di Pisa) su “Impatto degli ungulati selvatici sulle biodiversità del Parco Nazionale delle Cinque Terre”, ma qualcuno, almeno per quanto riguarda i cinghiali, ha evidentemente deciso di portarsi avanti con il lavoro.

Infatti,  durante l’attività di servizio, gli agenti del Corpo forestale dello Stato in servizio nel Parco Nazionale delle Cinque Terre hanno denunciato un bracconiere, che aveva catturato un cinghiale con un laccio metallico. In realtà il fatto è avvenuto la mattina del 23 febbraio a breve distanza dall’abitato di Monterosso al Mare e dalla strada provinciale, ma il Cfs ha espletato tutti gli accertamenti del caso prima di renderlo noto.

Il Parco Nazionale spiega come si è arrivati all’individuazione del bracconiere: «Alcuni colpi di fucile hanno causato l’allarme e l’immediato intervento della pattuglia del Cfs, che ha rinvenuto evidenti tracce di sangue, riconducibili ad un animale catturato e trasportato dentro una baracca in un terreno privato. Sono stati quindi condotti accertamenti sul proprietario, che risultava residente in zona ed in possesso di porto d’armi uso caccia. All’interno della proprietà sono stati sequestrati alcuni lacci di acciaio e il cinghiale ucciso, un esemplare di circa 40 chili».

Il cacciatore/bracconiere è nei guai, i reati ipotizzati sono diversi: dall’utilizzo abusivo di armi e di mezzi di cattura vietati, al maltrattamento ed uccisione di fauna selvatica all’interno di un’area protetta».

Il Parco, che ha avviato iniziative per il contenimento dei cinghiali, sottolinea che «La gravità dell’episodio è allarmante per la mancanza di rispetto delle norme di tutela ambientale e per la minaccia all’incolumità pubblica, provocata dall’utilizzo di strumenti di cattura non consentiti e di armi da fuoco in luoghi frequentati, con il rischio di ferire o uccidere indistintamente animali e persone».