Biodiversità marina, nel 2014 scoperte 1.451 specie, ma potremmo non conoscerne 2 milioni

Al tasso attuale di circa 4 nuove specie al giorno, per descrivere la vita marina ci vorrebbero 360 anni

[13 marzo 2015]

Gli scienziati del World Register of Marine Species (Worms) dicono che la maggior parte delle specie marine sono ancora da scoprire, anche se nelle acque del nostro pianeta nel 2014 sono state scoperte circa 1.500 nuove creature. Il team del Worms ha censito fino ad ora 228.450 specie nei mari e negli oceani di tutto il pianeta e stima che la biodiversità marina sia molto più estesa: ci sarebbero tra i 500.000 e 2 milioni di organismi multicellulari ancora sconosciuti alla scienza. Jan Mees, del Flanders Marine Institute (VLIZ)  e  co-presidente del Worms, ha sottolineato che «Fino ad adesso gli abissi sono stati poco studiati. Ma  numerose specie potrebbero estinguersi prima di essere state scoperte, a causa dell’inquinamento, del cambiamento climatico e dell’acidificazione degli oceani. Anche se restano alcune lacune relativamente minori, consideriamo il registro ormai praticamente completato per le specie descritte nel corso della storia scientifica. E, naturalmente,  ci saranno  continui aggiornamenti con specie appena descritte, revisioni della tassonomia e l’aggiunta di specie occasionali che sono state trascurate. Oggi, circa 10.000 o più specie nuove per la scienza sono nei laboratorio di tutto il mondo in attesa di essere descritte».

Nel 2014 i ricercatori del Worms hanno identificato 1.451 nuove specie “marine” – una media di 4 al giorno – tra le quali il delfino australiano Sousa sahulensis e il delfino di acqua dolce brasiliano Inia araguaiaensi, 139 spugne, una medusa  velenosa lunga 50 cm e priva di tentacoli, trovata al largo dell’Australia. Tra le “nuove” specie di pesci ci sono anche 122 squali e razze e un nuovo barracuda, Sphyraena intermedia, trovato  nel Mediterraneo. Ma il record spetta ai ghiozzi, con 131 specie aggiunte, seguiti  dai pesci lumaca Liparidae con 52 nuove specie.

Dal suo avvio nel 2008 il progetto Wornms ha permesso di censire circa 18.000 nuove specie ma ha anche eliminato degli organismi  conosciuti 190.400 specie – il 45% –  che erano state repertoriate, spesso più volte, con nomi diversi, il caso più estremo è quello della littorina Littorina saxatilis , una comune chiocciola di mare, identificata per la prima volta nel 1972 da uno scienziato italiano a Venezia, che era stata classificata ben 113 volte sotto forme diverse. Quindi, tra aggiunte ed esclusioni, il numero delle specie marine attualmente conosciute e classificate è di 228.450. al Worms spiegano che «Circa 195.000 (86%) di loro sono animali marini, tra cui poco più di 18.000 specie di pesci descritti a partire dalla metà del 1700, più di 1.800 stelle marine, 16 calamari, 93 balene e delfini ed 8.900 vongole e altri bivalvi. Il resto sono specie di kelp, alghe e altre piante, batteri, virus, funghi e organismi monocellulari. Ma anche al tasso attuale di circa 4 nuove specie descritte al giorno, per descrivere classificare ogni specie degli oceani che si pensa  esista, ci vorrebbero più di 360 anni. Forse conosciamo meno dell’11% della vita marina.

Gli scienziati nel 2014 hanno anche descritto 12 nuove famiglie e 141 nuovi generi di organismi marini, con un nuovo genere di animali, il Dendrogramma , con due specie associate  Dendrogramma enigmatica Dengrogramma  discoides non facilmente inseribili in un phylum esistente, cosa che potrebbe portare alla storica aggiunta di una nuova classificazione della vita.

Nicolas Bailly, dell’Hellenic Center for Marine Research, uno specialista di pesci del Worms,  sottolinea che «Sorprendentemente, nuove specie di animali relativamente grandi vengono ancora regolarmente scoperto e descritto. Appena il mese scorso, per esempio, si è aggiunta una  nuova specie di drago marino, Phyllopteryx dewysea rosso rubino  dal sud dell’Australia, distinto attraverso l’analisi del DNA daaltre due specie di drago marino. La maggior parte delle nuove descrizioni di specie di pesci si basa su scoperte recenti, studi di esemplari di collezioni museali  e rivalutazioni di specie con un ampio areale di distribuzione. Ad esempio, molte nuove descrizioni di pesci marini provengono da una rivalutazione delle specie che vivono sia nel Mar Rosso che nell’Oceano Indiano, con una recente tendenza a separare le popolazioni del Mar Rosso come nuove specie. Le barriere coralline forniscono ancora il 30% delle nuove specie ittiche marine descritte (per lo più Gobiidae e altre famiglie di piccole  dimensioni); un altro 30% sono quelle del mare profondo. Pochissime sono descritte dalla zona pelagica, nel mezzo degli oceani tra la  superficie e 200 metri di profondità».

Tra le specie più curiose segnalate da Worms  ci sono  l’Areospora rohanae, un nuovo genere e specie di parassiti, notato dai pescatori cileni di granchi reali; il Litarachna lopezae,  una specie di acari delle  acque di Puerto Rico che prende il nome da Jennifer Lopez; il  Mysidopsis zsilaveczi,  un gambero “star-gazing”del Sud Africa,  chiamato perché i suoi occhi sono fissi verso l’alto; il Phoronis Emigi, Il primo nuovo verme parassita di cavalluccio marino scoperto in oltre 60 anni, la Nitzschia bizertensis, un’alga che causa fioriture che sprigionano una neurotossina; il Sierradiadema kristini, una nuova specie di riccio di mare individuata da un esemplare fossile

Il presidente del Worms, Geoff Boxshall del Natural History Museum di Londra, conclude: «Sono molto orgoglioso di quello che ha ottenuto Worms. Rappresenta lo sforzo collettivo di ben oltre 200 redattori distribuiti in tutto il mondo ed ora è una risorsa veramente globale. Il supporto di ispirazione che abbiamo avuto dai nostri padroni di casa del VLIZ è stato fondamentale per il nostro successo, così come il sostegno finanziario continuo da parte dell’Unione europea attraverso una serie di progetti (ad esempio LifeWatch), ma voglio soprattutto rendere omaggio agli specialisti tassonomici: senza la loro competenza e il loro impegno, non esisterebbe Worms».