I risultati di una ricerca durata quasi 15 anni

Biodiversità, nessuno in Europa ha una flora più ricca dell’Italia

E nell’intero bacino del Mediterraneo solo la Turchia ospita un numero di specie più elevato

[19 febbraio 2018]

Dopo quasi quindici anni di studi è stata finalmente pubblicato sulla rivista internazionale Plant Biosystems un intero fascicolo con l’elenco aggiornato di felci e affini, conifere e piante a fiore – la cosiddetta flora vascolare – autoctone d’Italia, un censimento completo di questo importante tesoro di biodiversità presente sul suolo nazionale.

Si è trattato di un lavoro corale, portato avanti dal Gruppo per la Floristica, Sistematica ed Evoluzione della Società Botanica Italiana, coordinato da Fabrizio Bartolucci e Fabio Conti del Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino dell’Università di Camerino e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Lorenzo Peruzzi dell’Università di Pisa e Gabriele Galasso del Museo di Storia Naturale di Milano, realizzato grazie alla collaborazione di 51 ricercatori, italiani e stranieri.

Grazie a loro oggi sappiamo che l’Italia si colloca al primo posto in Europa per la biodiversità della flora vascolare autoctona, e nell’intero bacino del Mediterraneo – che è considerato uno delle aree mondiali a maggiore biodiversità – solo la Turchia ospita un numero di specie più elevato. In particolare, lo studio An updated checklist of the vascular flora native to Italy conta 8195 specie e sottospecie, di cui 1708 endemiche (cioè esclusive del territorio italiano) e 26 probabilmente estinte; le regioni che hanno il più alto numero di entità autoctone sono il Piemonte (3464), la Toscana (3370), la Lombardia (3272), e l’Abruzzo (3190).

Negli ultimi anni – commenta Fabio Conti – le esplorazioni sul campo, la stesura di elenchi regionali e gli studi comparativi riguardanti la flora italiana sono aumentati notevolmente. Tuttavia, per numerose specie vi sono ancora significative lacune di conoscenza. Per questo motivo, l’inventario appena pubblicato servirà come base tassonomica e nomenclaturale per ulteriori ricerche botaniche».