Biodiversità, Wwf: «Azioni concrete urgenti per non erodere la ricchezza della vita e rispettare gli obiettivi globali»

Costruire un pianeta sostenibile e resistente ai cambiamenti climatici

[2 dicembre 2016]

Mentre a Cancún, in Messico, comincia la 13esima Conferenza delle parti della Convention on biological diversity (Cop13 Cbd) il Wwf ricorda che secondo il suo recente Living Planet Report «L’erosione della biodiversità procede a ritmi allarmanti: il monitoraggio di 14.152  popolazioni di 3.706  specie di vertebrati dimostra che sono diminuite del 58% tra il 1970 e il 2012».  Il Panda fa l’esempio drammatico dell’elefante africano, stroncato dal bracconaggio alla media di 20.000 esemplari l’anno per l’avorio: «Nel 1970 esistevano Il Wwwf rivolge un appello ai governi riuniti a Cancún, «chiamati con urgenza ad aumentare le loro ambizioni e ad evitare l’inadempienza degli impegni presi per la conservazione della biodiversità».

Come la stessa Cbd, il Wwf sorttolinea che i summit di Cancun «si rivolgerà proprio a quelle nazioni che sono ben lontane dal rispettare gli obiettivi stabiliti a livello di Nazioni Unite, e che scadranno alla fine di questo decennio. Nel 2010, 196 Stati nella Cop10 tenutasi ad Aichi in Giappone, hanno concordato una serie di  impegni per migliorare la condizione dei principali sistemi naturali (quelli di acqua dolce, di foresta  e degli oceani) e per sostenere e ridurre i livelli di rarefazione della flora e della fauna del nostro pianeta. Ma a Cancun solo il 10% di essi si presenteranno in linea con gli obiettivi della convezione, noti appunto come “Target di Aichi”. E non è un caso che le Nazioni Unite hanno infatti definito il 2010-2020 come decennio della Biodiversità».

Deon Nel, global conservation director del Wwf, non usa mezzi termini: «Gli Stati stanno mancando il raggiungimento dei Target di Aichi. Il mondo ha un accordo e un piano collettivo su come fermare la perdita di biodiversità, ma ogni singola nazione non lo ha ancora tradotto in livelli adeguati di ambizione e impegno concreto».

Secondo il Wwf, «La conservazione della biodiversità rimane un tema minoritario nella programmazione economica nazionale. L’ambiente viene sfruttato per guadagni immediati, erodendo così il potenziale ambientale a lungo termine offerto dai servizi ecosistemici. Eppure gli ecosistemi ci forniscono cibo, acqua dolce , aria pulita, energia, rimedi medicinali, svago e cultura. Inoltre, dipendiamo dai sistemi naturali sani e diversificati per la regolazione e la depurazione delle acque e dell’aria, per le condizioni climatiche, per l’impollinazione e la dispersione dei semi, per il controllo dei parassiti e delle malattie. Un recente studio del Wwf prevede che entro il 2020, lo stesso anno in cui scadranno i Target di Aichi, le popolazioni di fauna selvatica potrebbero diminuire di due terzi dai livelli del 1970».

Nel sottolinea che  «In meno di una generazione abbiamo ridotto la popolazione selvatica a livelli inimmaginabili, per non parlare dei danni a foreste, oceani e acqua dolce, ecosistemi vitali per il benessere umano. Non possiamo ribaltare questo trend in quattro anni, ma dobbiamo andare a Cancun con l’obiettivo comune di raddrizzare fortemente il timone verso la direzione giusta».

Gli ambientalisti incalzano: «I governi che si incontreranno a Cancun dovranno rendere effettivo l’accordo stabilito, e dimostrare con i fatti che non utilizzano sussidi per azioni che minano gli ecosistemi e la biodiversità , ma piuttosto per raddoppiare  gli investimenti destinati alla conservazione. Il Wwf chiede che la conservazione della biodiversità, base fondamentale del capitale naturale di noi tutti, sia tenuta in conto nelle decisioni strategiche, in particolare in quelle riguardanti l’agricoltura, la pesca, la gestione forestale e il turismo».

Nel conclude: «L’anno scorso il mondo si è unito in maniera poderosa per stabilire programmi globali sul cambiamento climatico e sullo sviluppo sostenibile. Tali accordi non saranno rispettati se non prendiamo sul serio la conservazione della biodiversità. La biodiversità è la terza gamba del tavolo che serve a costruire un pianeta sostenibile e resistente ai cambiamenti climatici. Per i governi è giunto il momento di ragionare seriamente e di dimostrare un livello di impegno equivalente, a favore della conservazione della varietà della vita sul Pianeta che costituisce la base del nostro sviluppo e del nostro benessere».