Biomasse a filiera corta e breve, BioEUParks in 5 Parchi modello per l’energia intelligente nell’Ue

Nel Parco Nazionale della Sila meeting con i partner del progetto europeo

[3 aprile 2015]

Sostenibilità ambientale, sviluppo locale e partecipazione, sono queste le tre tematiche chiave del progetto BioEUParks, che ha l’obiettivo di sviluppare una filiera corta e  breve di approvvigionamento di biomasse che sarà utilizzata come fonte per piccoli impianti di cogenerazione presenti sul territorio. Un processo virtuoso che mette insieme stakeholders locali, dai Parchi alle amministrazioni, dalle aziende boschive forestali e agricole agli autotrasportatori, di 6 paesi europei: Italia, Grecia, Slovenia, Austria, Germania e Ungheria.
In linea con quanto previsto nelle specifiche del bando EIE 2012, BioEUParks rappresenta dunque un modello positivo e replicabile di come contribuire a ridurre le emissioni di gas serra. Allo stesso tempo, grazie al progetto si realizzerà concretamente una buona pratica di gestione sostenibile delle foreste, con ricadute positive in termini di sviluppo economico e di nascita di nuove alleanze produttive tra enti pubblici e privati per valorizzare la green economy delle aree interne.

BioEUParks  è arrivato quasi al termine del secondo anno ed i  partner del progetto si sono incontrati al  Parco nazionale della Sila per fare il punto della situazione e programmare l’ultimo anno di lavoro, che, tra l’altro, vedrà il trasferimento dei contenuti tecnici del progetto attraverso i capacity building, di informazione e formazione rivolte agli stakeholder pubblici e privati, in un contesto europeo. «Le esperienze e i risultati raggiunti, infatti – dicono i partecipanti –  confluiranno in un manuale/guida da disseminare anche verso altri soggetti non coinvolti direttamente nel progetto. Un momento di confronto utilissimo, quindi, per valutare le eventuali criticità, esaminare lo stato di attuazione delle azioni e per verificare gli indicatori di sostenibilità ambientale, sociale e economica di ogni Paese coinvolto, che saranno il riferimento per il proseguimento delle attività durante la prossima stagione invernale».

Il responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente, Antonio Nicoletti, spiega che «Il progetto, di cui Legambiente è capofila e coordina l’attività di altri 7 partner europei rappresenta una sfida per il nostro Paese, che nonostante per il 34% sia coperto da boschi e foreste, non ha una strategia nazionale per tutelare e valorizzare il nostro patrimonio forestale, e nel quale ad oggi si consumano circa 17,7 milioni di tonnellate di legna da ardere. Ma pur avendo un patrimonio boschivo che è raddoppiato negli ultimi 40 anni, l’Italia è il primo importatore mondiale di legna da ardere con ben 3,8 milioni di tonnellate nel corso del 2013 (dati ISTAT), per una spesa di legna, pellet e cippato che si aggira intorno a circa 1 miliardo di euro all’anno. Per uscirne dalla contraddizione di consumare prodotti che provengono dall’estero pur avendone disponibilità in casa nostra- continua Nicoletti –  occorre puntare sulla gestione forestale sostenibile delle nostre foreste in cui, alla fruizione, tutela della biodiversità, mitigazione del cambio climatico e prevenzione dei rischi, si coniughi un utilizzo per le filiere della bio-edilizia e i processi di certificazione della qualità del legno, e si investa in una nuova funzione sociale ed economica del bosco e delle attività collegate. Il progetto BioEuParks rappresenta quindi, almeno per la filiera legno-energia, una sfida per la valorizzazione le risorse del nostro territorio, risorse che necessitano una politica  coordinata che favorisca la ripresa della capacità produttiva del settore».