Blitz a Capocotta: sequestrati chioschi, compreso quello “ambientalista” di Mediterranea

Legambiente: «Trasparenza e chiarezza sull’intera vicenda e certezze sulla gestione del lido romano»

[12 febbraio 2016]

Capocotta

Una ventina di agenti della Polizia locale di Roma Capitale, gruppo X Mare, ha effettuato un blitz a Capocotta, la spiaggia libera comunale tra il km 8,00 ed il 10,00 della via Litoranea Ostia-Anzio, per contrastare l’abusivismo edilizio in un Sito di interesse comunitario.

L’operazione Dune ha portato al sequestro di tutti i manufatti realizzati nelle aree di Zagaja, Mediterranea, Oasi Naturista, Porto di Enea e Mecs Village. Il 28 gennaio era stato sequestrato un chiosco di Settimo Cielo. Secondo il Messaggero, «I chioschi, realizzati nel 1999 dal Comune di Roma, sono stati affidati in gestione a soggetti privati che sarebbero responsabili di consistenti abusi con ampliamenti coperti e piattaforme in legno. La convenzione con i gestori è scaduta a luglio 2015».

Il sequestro preventivo è stato concordato con il commissario del X Municipio, Domenico Vulpiani, e la Procura della Repubblica di Roma.

Legambiente «esprime massima fiducia nel lavoro della magistratura e si augura che l’attività di controllo vada avanti per far chiarezza e ripristinare la legalità sul litorale romano, da decenni caratterizzato da speculazioni edilizie e abusivismo, oltre che da stabilimenti balneari che continuano a impedire l’accesso al mare. In attesa che si faccia chiarezza sull’intera vicenda». Il Cigno Verde  sottolinea come «in questi anni, il lavoro e la tutela della duna e della biodiversità, di recupero naturalistico, fruizione sostenibile e educazione ambientale portato avanti dal Mediterranea abbia permesso di valorizzare lo straordinario patrimonio naturalistico dell’area, garantendo a tutti la fruizione della spiaggia e permettendo, tra l’altro, anche il recupero sociale dell’area rendendola più vivibile e fruibile».

Gli ambientalisti ricordano che «Alla fine degli anni ’90 la zona in questione versava in un pessimo stato di degrado con parcheggi abusivi che interessavano anche le dune. Grazie alle attività di presidio e pulizia ad opera di associazioni e cittadini e all’impegno della cooperativa Mediterranea che gestisce il chiosco, l’area dunale ha registrato notevoli segni di miglioramento a partire dalla vegetazione che è tornata ad essere più rigogliosa di prima» e per questo chiede «trasparenza e chiarezza sull’intera vicenda e finalmente certezze sulla gestione del lido romano, per cui tutte le assegnazioni debbano procedere attraverso gare trasparenti per l’assegnazione delle concessioni che premino le gestioni virtuose».

Contro questo degrado il circolo locale di Legambiente, che è ospitato proprio nel chiosco del Mediterranea, anche se Legambiente precisa che non gestisce né partecipa al chiosco, «Si è sempre battuto impegnandosi in questi anni per la tutela del litorale libero dal cemento, per la spinta a modelli virtuosi della spiaggia e nella denuncia del devastante “lungomuro” di Ostia che impedisce non solo la visione, ma persino l’accesso al mare».