Blitz di Goletta Verde all’Isola d’Elba: «Giù le mani dalla costa» (FOTOGALLERY)

No alla nuova strada della Cala nel Parco Nazionale

[19 agosto 2015]

Giù le mani dalla Cala

Al grido di “Giù le mani dalla costa”, blitz dei volontari di Goletta Verde alla Cala, la splendida costa nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, nel Comune di Marciana Marina, all’Isola d’Elba, dove il Sindaco Adrea Ciumei è tornato alla carica per realizzare una nuova strada larga tre metri nella Zona B (Riserva orientata e destinata alla protezione degli equilibri ecologici) del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, per raggiungere un gruppo di ville e seconde case già raggiungibili a piedi attraverso due storici sentieri comunali.

Legambiente chiede al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, alla Regione Toscana e al Governo di opporsi subito al nuovo attacco che arriva alle coste dell’isola, da parte di un sindaco che quale vice-presidente della Comunità del Parco dovrebbe più di tutti rispettare il Piano del Parco, le Direttive europee, le normative regionali e i pronunciamenti del Consiglio dei Ministri.

La richiesta arriva nell’ultima tappa della campagna dell’associazione ambientalista che chiude oggi il suo tour 2015.

«Il Consiglio Comunale di Marciana Marina appena pochi giorni fa ha “declassificato” il sentiero comunale esistente a monte per poter così avviare una procedura di esproprio di un percorso pedonale privato sulla costa – definito tale anche da una sentenza definitiva della magistratura  – spiega Maria Frangioni, presidente del circolo Legambiente Arcipelago toscano -. Tutto questo per poter realizzare una nuova strada in un’area in evidente dissesto idrogeologico e che non solo è Zona B, ma che nel frattempo nel febbraio del 2013, da Zona di protezione speciale (Direttiva Uccelli) e Sito di interesse comunitario (Direttiva Habitat) è diventata Zona speciale di conservazione (Zsc Monte Capanne Promontorio dell’Enfola), anche per la presenza in quell’area della rarissima Felce Tirrenica, perché vicinissima ad un’area di nidificazione del gabbiano corso e frequentata da falchi pellegrini, marangoni dal ciuffo ed altre specie protette».

Nel marzo 2013  fu addirittura il Consiglio dei Ministri, accogliendo tutte le osservazioni di Legambiente e a bocciare sonoramente la strada nel Parco dell’Arcipelago Toscano che ora il Sindaco ripropone con la “furbata” della declassificazione del sentiero esistente.  La nota inviata dal Consiglio dei ministri  al Comune di Marciana Marina ed agli altri enti interessati era stringata ma non lasciava dubbi: «Al riguardo si rende noto che il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 23 marzo u.s., ha deliberato di condividere, facendole proprie le motivazioni espresse dalla Regione Toscana e dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano e di dare atto che, sulla base delle predette ragioni, che integralmente si  recepiscono, non sussiste la possibilità di procedere alla realizzazione del  progetto in esame».

«Una decisione senza appello – prosegue la presidente del circolo di Legambiente – frutto anche di interpellanze parlamentari presentate dall’attuale presidente della Commissione ambiente della Camera Ermete Realacci, che il sindaco dopo oltre due anni cerca furbescamente di aggirare declassificando la strada comunale a monte e scartando l’ipotesi della realizzazione di una cremagliera, come quelle esistenti nel Parco delle Cinque Terre ed in altre Aree protette, per risolvere i presunti problemi di sicurezza che renderebbero necessaria una strada nella Zona B di un Parco Nazionale. Dopo la bocciatura da parte del governo, il sindaco di Marciana Marina e la sua Giunta tentano nuovamente di violare il Piano del Parco e le Direttive europee Habitat ed Uccelli e di realizzare una strada sul terreno di persone che non la vogliono per favorirne altre, ignorando testardamente le proposte alternative avanzate dal Parco. Ci chiediamo solo quanti soldi pubblici siano stati spesi e saranno spesi in questioni legali, lavoro degli uffici, trasferte e se qualcuno li restituirà».