I bonobo aiutano gli stranieri senza che gli sia richiesto

Gli esseri umani non sono l'unica specie che desidera fare buona impressione con gli estranei

[8 novembre 2017]

Lo studio “Bonobos Respond Prosocially Toward Members of Other Groups”, pubblicato su Scientific Reports da Jingzhi Tan, Dan Ariely e Brian Hare del Department of evolutionary anthropology della Duke University, rivela un altro aspetto molto “umano” dei nostri parenti più vicini, i bonobo (Pan paniscus) con i quali condividiamo il 99% del nostro DNA: questi primati pacifisti aiutano gli sconosciuti anche quando non c’è nessuna ricompensa immediata e senza doverglielo chiedere prima.

Una lezione per un’umanità che sta sempre più scordandosi la solidarietà e che torna a rinchiudersi in confini tribali e di sangue. Eppure si pensava – con la nostra solita presunzione antropocentrica  – che la generosità gratuita verso gli estranei fosse una caratteristica solo della nostra specie. Invece, come spiega Tan, un antropologo evolutivo, i nostri “cugini” notoriamente amichevoli che vivono – ormai assediati dall’uomo – nel bacino del Congo in Africa, «sembrano felici di poter aiutare gli sconosciuti».

In un precedente studio Tan e  Hare, che insegna antropologia evolutiva alla Duke, avevano coperto che i bonobo condividono il cibo con gli sconosciuti. Ora, grazie a una nuova serie di esperimenti, il loro team  sta cercando di sapere quanto sia forte questa loro gentilezza innata.

I ricercatori statunitensi hanno studiato i bonobo nati nel santuario Lola ya Bonobo nella Repubblica democratica del Congo (Rdc) e in un esperimento, hanno scoperto che i bonobo aiutano un estraneo a ottenere cibo anche quando non c’è nessuna ricompensa immediata.

Sedici bonobo sono stati condotti uno alla volta in una di due stanze adiacenti separate da una recinzione. I ricercatori hanno appeso un pezzo di mela a una corda appena sopra la stanza vuota, visibile ma fuori dalla portata delle scimmie. I bonobo non potevano accedere al frutto o alla corda. Ma se si arrampicavano sullla recinzione potevano raggiungere un perno di legno che teneva la corda al soffitto e liberare il frutto, facendolo cadere alla  portata degli altri bonobo che entravano nella stanza accanto.

I bonobo hanno fatto cadere  la frutta circa quattro volte più spesso quando un bonobo sconosciuto era nella stanza adiacente che quando la stanza era vuota. Inoltre, i bonobo non aspettarono che gli venisse chiesto aiuto: lo hanno solamente offerto.

Allora i ricercatori hanno cambiato le dimensione delle maglie del reticolato che circondava  la stanza dello sconosciuto in modo che in alcuni test dei bonobo potessero protendere le braccia attraverso le aperture per chiedere aiuto. I bonobo fornivano assistenza altrettanto spesso se lo straniero faceva o meno un gesto di richiesta di aiuto. Secondo i ricercatori della Duke «L’impulso dei Bonobo ad avere un feeling per gli stranieri non è del tutto sotto controllo cosciente».

In un altro esperimento, hanno fatto vedere a 21 bonobo una serie di brevi video. In alcuni video, le scimmie vedevano un familiare membro del loro gruppo che sbadiglia o aveva un’espressione neutrale. In altri video ai primati sono stati fatti vedere dei completi sconosciuti che vivono nello zoo di Columbus negli Stati Uniti che si comportavano allo stesso modo. I ricercatori sottolineano: «Proprio come guardare un’altra persona che sbadiglia può farci sbadigliare, lo sbadiglio è contagioso anche nei bonobo. Precedenti studi suggeriscono che il fenomeno sia legato ad una forma di empatia di base chiamata “contagio emotivo”, quando l’umore di una persona innesca emozioni simili negli altri intorno a lei». I ricercatori hanno scoperto che gli sbadigli dei bonobo stranieri erano altrettanto contagiosi di quelli dei parenti o  di altri individui del gruppo che vive nel santuario Lola ya Bonobo.

Secondo Tan, «L’impulso ad essere carino con gli sconosciuti è probabile che si evolva nelle specie dove i vantaggi di un legame con gli outsider superano i costi». E i bonobo, proprio come gli esseri umani, sembrano avere grossi vantaggi nel contatto con gli stranieri: quando raggiungono l’età adulta, le femmine di bonobo lasciano il gruppo dove sono nate per unirsi a un nuovo gruppo, dove formano legami – anche sessuali e molto promiscui – con altri adulti non legati a loro e che non avevano mai incontrato prima.

«I Bonobo, come gli esseri umani, possono semplicemente essere ansiosi  di fare una prima buona impressione – conclude Tan – Tutte le relazioni cominciano tra due sconosciuti. Conosci uno straniero, ma potrai incontrarlo di nuovo, e questo individuo potrebbe diventare il tuo futuro amico o alleato. Vuoi essere gentile con qualcuno che sarà importante per te».

Forse gli uomini dovrebbero cominciare a rimparare la gentilezza innata dai Bonobo.