Recuperata dalla Guardia di Finanza - di Castellammare di stabia e ricoverata presso il Cras di Napoli

Bracconaggio, abbattuta un’aquila minore sui Monti Lattari

Cabs, Enpa, Legambiente, Lipu e Wwf: pesantissimo bilancio del bracconaggio in Campania

[31 ottobre 2016]

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In Campania la stagione venatoria 2016/2017 è iniziata male: questa volta vittima dei pallini criminali è stata una rarissima aquila (Hieraaetus pennatus) minore, abbattuta dai bracconieri in un’area protetta.

Il recupero di questo splendido rapace  avvenuto a Casola di Napoli, nel parco Regionale dei Monti Lattari, grazie all’intervento della Guardia di Finanza  di Castellammare di Stabia, l’animale è stato soccorso e portato al Centro recupero animali selvatici (Cras) di Napoli dove all’esame clinico-diagnostico è risultato colpito da pallini da caccia. qualche settimana fa la stessa  sorte era toccata a un Fenicottero rosa a Battipaglia.

E si tratta di un vero e proprio bollettino di guerra: nella riserva Ramsar dei Variconi, Riserva foce Volturno Costa di Licola, i bracconieri hanno abbattuto  una Poiana ed un Gheppio,  ad Ischia uno sparviero….  Cabs, Enpa, Legambiente, Lipu e Wwf dicono: «Assistiamo inermi ad un vero e proprio attacco da parte di bracconieri, alla fauna  migratoria e stanziale, specie particolarmente protette,  il tutto  a partire  proprio  dall’apertura della stagione venatoria.  Moltissimi quindi gli esemplari di avifauna protetta colpiti da doppiette facili che non risparmiano specie preziose ed utili ed in via di estinzione o comunque vietati dalle normative vigenti sull’attività venatoria, in quanto “ specie non cacciabili».

In un comunicato congiunto, le cinque associazioni ambientaliste manifestano tutta la loro preoccupazione «per il dilagare del fenomeno del bracconaggio in Campania che assume i contorni di vera e propria criminalità quando vengono abbattuti esemplari di specie particolarmente protette e di inconfondibile determinazione zoologica. Un rapace, ad esempio, ha un portamento, modalità di volo e caratteristiche morfologiche ed etologiche che fanno capire da subito di che animale si tratta  e   il bracconiere che spara un determinato animale lo fa di proposito, consapevole di commettere un gravissimo crimine contro la natura. In altre parole, c’è bisogno di maggiore controllo del territorio, di maggiori forze di polizia che abbiano la possibilità di contrastare tale fenomeno attuando una vera e propria lotta al bracconaggio e a tutte le forme di aggressione alla natura e all’ambiente in Campania»

Secondo Piernazario Antelmi, delegato regionale Wwf, «C’è bisogno di una presa di posizione forte e chiara di tutto il mondo venatorio campano, non è più tollerabile una situazione del genere , tutti i bracconieri in possesso di porto di fucile per uso caccia al momento della condanna  per reati di bracconaggio dovrebbero essere radiati immediatamente dagli Atc come misura di autotutela dello stesso mondo venatorio; auspichiamo inoltre che la Regione Campania voglia insieme alle associazioni ambientaliste e agli organi di  vigilanza volontaria delle stesse associazioni contrastare tale fenomeno, in un momento in cui sta scomparendo il Corpo Forestale dello Stato, la Polizia Provinciale e gli organi di vigilanza sono ridotti al lumicino»

Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, fa il quadro do una situazione con numeri impressionanti: «La Campania, è tra le regioni più colpite, dal bracconaggio, seconda solo dopo la Sicilia con 6118 infrazioni, 5.592 persone denunciate e 2.249 sequestri effettuati. Maglia nera alla provincia di Napoli con 3.654 infrazioni contro la fauna selvatica, seconda dopo Roma, mentre è leader assoluta per le persone denunciate con 3.516 e per numeri di sequestri 1.473. Dati preoccupanti anche per la Provincia di Salerno, seconda a livello regionale con 1.870 infrazioni,1.794 persone denunciate e 376 sequestri. Segue la Provincia di Caserta con 262 infrazioni, 138 persone denunciate e 199 sequestri».

Matteo Palmisani, delegato regionale della  Lipu evidenzia che «L’abbattimento e la cattura di specie selvatiche chiude il cerchio delle tante criticità che attanagliano la nostra regione contribuendo alla sua invivibilità. I cittadini loro malgrado sono costretti a subire queste atrocità a danno di beni che dovrebbero essere goduti e fruiti da tutti. Una piccola minoranza di cacciatori, perché di loro parliamo visto che tutti quelli sorpresi in fragranza di reato possiede la licenza di caccia, infanga una intera categoria che rispetta le regole».

Cabs, Enpa, Legambiente, Lipu e Wwf  concludono: «Bracconaggio e commercio illegale di specie animali protette –– sono alcuni dei reati più diffusi in Italia ai danni degli animali a testimonianza dell’ importanza e l’urgenza di un’efficace attenzione alla salvaguardia di questa componente essenziale della biodiversità, a partire dall’adeguamento della tutela legislativa, oggi ricadente solo tra i cosiddetti “reati minori”, dall’istituzione di una regia nazionale, dal rafforzamento della vigilanza, compresa la valorizzazione di quella volontaria, e dal coinvolgimento attivo dei differenti attori istituzionali territoriali per fermare i bracconieri e le illegalità ai danni della fauna».