Bracconaggio, il Kenya aderisce alla Elephant Protection Initiative

L’obiettivo è proteggere almeno 40.000 elefanti nei prossimi 5 anni

[23 luglio 2015]

Epi

Il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, ha aderito alla Elephant Protection Initiative (EPI), il programma africano che punta ad eradicare il commercio di avorio e a fermare il massacro di elefanti da parte dei bracconieri.

L’EPI è stata istituita nel febbraio del 2014 dai leader di Botswana, Ciad, Etiopia, Gabon e Tanzania che partecipavano alla  London Conference Illegal Wildlife Trade ed ha il sostegno del governo britannico e dell’Ong t  Stop Ivory, attiva nel Regno Unito.

Il 3 marzo Kenyatta aveva promesso di mettere fuori commercio tutta la riserva di avorio del Kenya, bruciandola prima della fine di quest’anno.

L’adesione all’Epi è stata sancita da una cerimonia al Parlamento di Nairobi, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e delle Risorse Naturali per l’associazione kenyota Space for Giants. Si tratta solo di uno degli impegni assunti dal Presidente kenyano che ha aderito al “Giants Club”, la nuova iniziativa protezionistica governativa africana avviata da Space for Giants.

In Kenya l’Epi è stato avviato dal Kenya Wildlife Service che ha attivato un inventario e un campionamento del DNA sulle scorte di avorio e di corni di rinoceronte che verrà gestito da da un team guidato da Stop Ivory, che negli ultimi 18 mesi ha completato gli inventari in 6 Paesi africani e che sta estendendo queste attività a sostegno dell’Epi in tutta l’Africa. L’inventario del Kenya è finanziato congiuntamente da Stop Ivory e Save the Elephants e sostenuto da Wildlife Direct e dagli studenti  della Technical University of Kenya. Ernst & Young e Huawei Technologies sono partner del settore privato.

Il Giants Club è un nuovo forum messo a punto da Space for Giants per combattere la piaga del bracconaggio,  che coinvolge i leader degli Stati africani dove vivono ancora gli elefanti, i capi di grandi aziende che operano in Africa e gli esperti nella protezione di questi animali, «per fornire l’appoggio politico, le risorse finanziarie e la tecnologia per salvare le popolazioni di elefanti dell’Africa sopravvissute». L’obiettivo dichiarato è quello di «proteggere almeno 40.000 elefanti – il 10 % del totale del continente – entro il 2020. Il patron di Space for Giants è Evgeny Lebedev, che è anche proprietario dei giornali britannici The Independent e Evening Standard. Secondo Lebedev, «Il Kenya ha una lunga storia di pioniere in Africa rispetto ai problemi della protezione della fauna selvatica e la decisone del Presidente Kenyatta di entrare a far parte del Giants Club, come impegno del Kenya nell’Epi, continua e conferma quella grande e orgogliosa tradizione. Vorrei estendere i miei ringraziamenti al Presidente per il suo appoggio nella protezione degli elefanti e per aver deciso di compiere un passo così importante nel debellare il commercio illegale di specie selvatiche».

Judi Wakhungu, Segretaria di Gabinetto per l’ambiente  e le risorse naturali del Kenya, ha detto che «A livello globale, il Kenya è un esempio di protezione della fauna selvatica, soprattutto a fronte di un aumento del  commercio illegale di specie selvatiche in ambito nazionale, regionale e internazionale. Le nostre strategie sono innovative e comprendono il lavoro con le comunità, lo spazio conquistato per gli elefanti e l’applicazione del massimo della pena per il traffico illegale».

A dire il vero, il Kenya è stato l’ultimo Paese a entrare a far parte del Giants Club, al quale avevano già aderito anche il presidente del Gabon, Ali Bongo Ondimba, quello dell’Uganda Yoweri Musevini. Etiopia, Tanzania e Sierra Leone hanno annunciato l’intenzione ad aderire in tempi brevi.

L’abbattimento illegale degli elefanti e il commercio dell’avorio in Africa sta minando l’integrità dell’ecosistema, lo sviluppo economico e lo Stato di diritto. Negli ultimi tre anni sono stati uccisi oltre 100.000 esemplari di elefanti per rifornire di avorio i mercati neri asiatici, in particolare quello cinese. I proventi di questo commercio illegale sono stati utilizzati per finanziare attività criminali, conflitti armati e terrorismo. Gli ambientalisti in prima linea sono stati feriti e uccisi a centinaia. Al momento, se non si interviene in modo sostanziale, le specie sono destinate all’estinzione entro pochi decenni.

Max Graham, amministratore delegato di Space for Giants, ha sottolineato che «Il Kenya ha guidato la lotta contro il bracconaggio e quindi ha tutte le carte in regola per aderire al Giants Club. Con l’impegno del Kenya possiamo assolutamente affermare che gli elefanti sono più sicuri in Africa. Il Giants Club salverà almeno 40.000 elefanti entro il 2020 e i suoi membri lavoreranno insieme per porre fine al commercio illegale di avorio. Ecco perché questa nuova iniziativa non solo è importante ma anche tempestiva».

Kenyatta ha promesso anche di collaborare con Space for Giants «stando in prima linea per fornire protezione al Paese, secondo le linee guida del National Elephant Conservation Strategy». Si punta anche alla creazione immediata di un fondo a lungo termine per il National Elephant Conservation and Management Strategy e per l’African Elephant Action Plan

Alex Rhodes, amministratore delegato di Stop Ivory, concluded:«Il Kenya considera i propri elefanti un grande valore e ha una lunga tradizione vincente nella protezione degli elefanti. Con l’adesione alla Elephant Protection Initiative e al Giants Club il Kenya sottolinea non solo il proprio impegno di lunga data per proseguire l’azione a tutela dei propri elefanti, ma aggiunge la propria voce al crescente consenso rispetto all’abolizione del commercio di avorio. Stop Ivory si sente onorata di poter lavorare con partner così esperti nella protezione della fauna selvatica africana a sostegno  dell’Epi e, in particolare, con il Kenya Wildlife Service».

 

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