Bracconaggio in Sudafrica, strage senza fine di rinoceronti: 790 uccisi solo nel 2013

Pretoria punta ad accordi con Mozambico, Laos e Cina

[25 ottobre 2013]

Il Sudafrica non sembra riuscire a fermare la strage di rinoceronti e il bracconaggio sta diventato un problema globale: da gennaio ad oggi il numero di rinoceronti uccisi in Sudafrica e salito a 790  e solo nelle ultime due settimane sono stati arrestati 31 bracconieri su un totale di 259 (nel 2012 o c’erano stati 267 arresti e nel 2010 “solo” 165).

Quest’anno nel Kruger National Park sono già stati uccisi 476 rinoceronti; 87 rinoceronti sono stati abbattuti nel Limpopo, 65 nel Nord Ovest, 73 nel KwaZulu-Natal e 68 nel  Mpumalanga. I bracconieri hanno fatto fuori 4 rinoceronti anche nel Gauteng, 3 nell’Eastern Cape e tr3 nel Parco Nazionale del Marakele nel Nord Ovest.

Nel 2011 il bracconaggio di rinoceronti è stato dichiarato dal Sudafrica “rischio per la sicurezza nazionale e priorità nazionale” ed affrontato con una serie di interventi ai più alti livelli di governo. Questi interventi comprendono non solo la cooperazione internazionale e regionale e le trattative sulla natura transfrontaliera del bracconaggio al rinoceronte, ma anche interventi nazionali, comprese modifiche legislative, la creazione di un National Rhino Fund e di una maggiore cooperazione con gli stakeholders, localmente ed a livello internazionale.

Il Sudafrica sta cercando di intervenire nei Paesi asiatici dai quali arriva la domanda di coni di rinoceronte o che fungono da territori di transito del contrabbando, come il Laos con il quale ha in programma di firmare un protocollo di intesa nel campo della biodiversità e della sua  gestione che sarà accompagnato da un piano di attuazione con immediati contro i crimini della fauna selvatica e iniziative per educare e sensibilizzare l’opinione pubblica. .

Il ministro per gli affari idrici ed ambientali del Sudafrica ha sottolineato che «Il Sudafrica guarda al bracconaggio dei rinoceronti ed al traffico illecito di fauna selvatica e di specie in via di estinzione come ad una parte delle nuove ed emergenti forme di criminalità, come le miniere e il traffico illecito di metalli preziosi, che richiedono un’attenzione globale, se vogliamo affrontare efficacemente questi crimini».’

L’altro protocollo d’intesa con il Mozambico è sulla buona strada e dovrebbe essere firmato entro l’inizio del 2014, il termine dato al Mozambico ed al Vietnam dalla Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora (Cites) Vietnam per approvare normative ed altre misure adottate per arginare il bracconaggio dei rinoceronti.

Nel giugno scorso si è tenuto un incontro tra Sudafrica e Mozambico per deliberare sulle azioni concrete da intraprendere per combattere la piaga del bracconaggio di rinoceronte. I due paesi si sono impegnati a trovare misure concrete per debellare questo flagello che vede spesso protagonisti bracconieri mozambicani e trafficanti asiatici.

Il governo sudafricano ha stabilito collaborazioni con riserve private ed Ong ambientaliste per cercare di porre fine a questa strage e combattere la caccia illegale all’interno dei confini del Sudafrica ed all’estero. Il Sudafrica sta mettendo nero su bianco termini del protocollo d’intesa con la Cina, il più grande importatore di corni di rinoceronte, che riguarda le zone umide, gli ecosistemi desertici e la conservazione della fauna selvatica e che dovrebbe inoltre essere firmato al più presto ed il governo di Pretoria/Tshwane è convinto che «La conclusione dei protocolli d’intesa con il Laos e il Mozambico ed il piano di attuazione con la Cina, sono indicativi dell’impegno del governo ad intensificare gli sforzi internazionali e regionali per sradicare il bracconaggio di rinoceronte e il crimine della fauna selvatica in generale».