Bracconaggio nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, intervengono i Carabinieri Forestali

Legambiente si congratula. Le associazioni venatorie prendano finalmente le distanze

[20 novembre 2017]

In un comunicato il  tenente colonnello Marco Pezzotta,  comandante  del Raggruppamento Carabinieri parchi reparto Parco Nazionale Arcipelago Toscano, informa che «Il 18 novembre 2017 in Rio Marina (LI), Loc. Monte Le Paffe, nel Parco Nazionale Arcipelago Toscano, i militari della Stazione “Parco” di Portoferraio (LI), impegnati in attività di controlli straordinari in materia di tutela del patrimonio forestale e della fauna selvatica, provvedevano a deferire all’A.G. il Sig. T. M., che stava esercitando attività venatoria. Gli stessi hanno provveduto a sottoporre a sequestro probatorio d’iniziativa n. 1 fucile semiautomatico Pietro Beretta Mod. a 301-S.F. calibro 12-70, n. 21 cartucce cal.12-70 marca Meteora,  n. 1 cartuccia marca MiniI Magnum calibro 12-70, n. 1 cartuccia esplosa calibro 12-70 marca Mini Magnum e n. 2 esemplari di Colombacci, abbattuti dal T.M. Nelle adiacenze sono stati altresì sottoposti a sequestro probatorio n. 2 appostamenti fissi non autorizzati e n. 6 piccioni utilizzati come richiami vivi in assenza di autorizzazione; i volatili sono stati immediatamente liberati. Per quest’ ultima violazione viene redatta separata notizia di reato contro ignoti».

Con una nota, il Presidente facente funzione del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano,  Stefano  Feri «ringrazia e si complimenta con il Comandante  Pezzotta del Raggruppamento  dei Carabinieri Parchi, per il continuo lavoro di contrasto al bracconaggio. L’attività di antibracconaggio terrestre e marino è una priorità per l’Ente».

Anche Legambiente Arcipelago Toscano «si complimenta con i Carabinieri forestali per la brillante operazione anti-bracconaggio condotta a Monte Le Paffe che dimostra l’insostituibile ruolo delle forze dell’ordine nel reprimere i reati che continuano ad essere compiuti all’interno del Parco Nazionale. Speriamo che i due bracconieri siano sanzionati nella maniera più dura possibile e contiamo che il Parco Nazionale si costituisca parte civile nel procedimento giudiziario avviato. Speriamo anche che le associazioni venatorie  prendano finalmente le distanze  questi atti illegali e li  condannino, a cominciare dal non rinnovare la tessera a chi se ne rende protagonista».