A Pianosa tutto pronto per aprire la Casa del Parco

Bracconieri di mare fermati nell’Arcipelago Toscano

Sammuri: «Più controlli nell’area protetta e i risultati si vedono»

[7 giugno 2013]

Le forze dell’ordine in questi giorni hanno segnato due bei colpi contro i bracconieri del mare protetto dell’Arcipelago Toscano; due pescatori di frodo sono stati beccati a Giannutri dalla Squadra nautica del Corpo forestale dello Stato di Monte Argentario e la Guardia Costiera di Portoferraio ha fermato un peschereccio e recuperato  una lunghissima rete  con un grosso quantitativo di pesce  Pianosa durante un  blitz notturno risultato di «“Una complessa operazione di polizia marittima eseguita in un area di mare che per un’estensione di un miglio marino dalla costa, vige il divieto assoluto di pesca».

Il  Presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, Giampiero Sammuri si è detto «Molto soddisfatto per l’operato della Guardia Costiera che continua a collaborare e affiancare il Parco nel difficile compito di tutelare l’area marina protetta nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Questa brillante operazione e quella del 14 maggio scorso a Punta del Marchese con il recupero di un’altra rete di 500 metri,  sono la conferma che gli effetti dell’investimento a sostegno delle azioni di vigilanza si cominciano a vedere. I controlli sull’area protetta sono stati intensificati,  l’incremento di risorse importanti a sostegno delle azioni del Cfs e della Guardia Costiera unito all’investimento in tecnologie all’avanguardia per la videosorveglianza  renderà  sempre più difficile sfuggire ai controlli. Ringrazio gli uomini della Guardia Costiera per il prezioso lavoro svolto».

Intanto il Parco mette a punto la sua struttura organizzativa ed annuncia  per il 29 giugno l’inaugurazione della Casa del Parco a Pianosa, presentandola come  «Un grande evento cui saranno presenti numerose autorità».

In una nota il Parco spiega ce «L’edificio demaniale, grazie a fondi messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente, è stato restaurato e d’ora in poi potrà accogliere il pubblico». Per tutta l’estate il Centro Visite sarà aperto con un animatore che potrà offrire materiale illustrativo, vendere libri e manuali sul patrimonio naturale e fornire informazioni.  L’accesso a Pianosa è regolamentato e a numero chiuso. L’isola si raggiunge ogni giorno con un’imbarcazione di linea dal porto di Marina di Campo sull’Elba mentre al martedì c’è anche il collegamento Toremar che parte da Piombino con scalo a Rio Marina. Sull’isola è attivo un punto ristoro ed esiste una limitata capienza ricettiva.

Per festeggiare l’apertura della Casa del Parco, grazie alla collaborazione dei Musei Civici di Reggio Emilia e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana si aprirà la mostra archeologica Ritorno a Pianosa e sarà inoltre possibile visionare gli scavi della Villa di Agrippa con il supporto del Comune di Campo nell’Elba. «Il titolo della mostra – spiegano all’Ente Parco – ha un preciso significato: per la prima volta infatti i reperti scavati da Pianosa e custoditi a Reggio Emilia, dopo oltre cento anni, ritorneranno nella loro terra d’origine. Questa vicenda è collegata alla realizzazione della colonia penale agricola avviata nel XIX secolo.

Nel 1871, l’allora direttore del carcere, il reggiano Leopoldo Ponticelli, invitò il  conterraneo don Gaetano Chierici a studiare i reperti archeologici che stavano venendo alla luce con la costruzione delle strutture detentive. Fu così che il Chierici fece due spedizioni di ricerca sull’isola. Con grande perizia eseguì il rilievo dei resti della Villa romana di Agrippa, si interessò alla rete di cunicoli delle catacombe, scavò entro le grotte recuperando resti di antiche faune ed esaminò siti ricchi di strumenti litici delle prime culture umane insediate quando Pianosa era probabilmente ancora collegata alla terraferma. Tutti i materiali furono così trasferiti a Reggio Emilia dando vita all’importante nucleo collezionistico archeologico dei Musei Civici. Una selezione di tali reperti viene prestata per questa occasione al Parco Nazionale sotto la supervisione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. Visitando questa esposizione documentata da diversi pannelli illustrativi, realizzati dai curatori scientifici della mostra, si potranno conoscere le vicende accadute nel passato sull’isola. Si segnala che dopo l’attività del Chierici molti altri scavi sono stati condotti fino ai giorni nostri dalle autorità competenti ma i materiali sono in parte ancora oggetto di studio. Per questo motivo si è deciso di presentare in questa iniziativa solo la raccolta di Chierici rimandando a successive esposizioni gli esiti delle ricerche più recenti».

Per i dettagli sulla fruizione: www.islepark.it