Bracconieri uccidono lupo nel veronese, condanna unanime di animalisti e cacciatori

Lav: «Un gesto individuale ignobile, ma anche il prodotto di comportamenti politici errati»

[27 settembre 2018]

È stato scoperto in un’area rurale fuori dal centro abitato di Roveré Veronese, in Lessinia, il cadavere di un lupo con evidenti ferite da arma da fuoco. Come denunciano dalla Lega anti vivisezione (Lav), che hanno diffuso la notizia, secondo le prime notizie i Carabinieri sarebbero subito intervenuti sul luogo ed il cadavere dell’animale trasportato all’Istituto Zooprofilattico di Verona per i rilievi necroscopici.

L’animale, un lupo adulto  in apparenza sano, sarebbe stato ucciso da un fucile da caccia caricato a pallettoni. «Un dettaglio da non trascurare – commenta Massimo Vitturi, responsabile Lav animali selvatici che spiega – se davvero, come risulta dalle prime indiscrezioni, il lupo fosse stato ucciso con un comune fucile, questo significherebbe maggiore difficoltà nel rintracciare l’autore di questo gesto ignobile, in quanto, a differenza di una carabina a canna rigata, l’analisi del proiettile esploso da questo tipo di arma non consente di risalire a chi lo ha sparato.

Questo è l’ultimo di una lunga serie di atti di bracconaggio, certamente un gesto individuale ignobile, ma anche il prodotto di comportamenti politici errati – continua Vitturi – come i vari tentativi di derogare al divieto assoluto di uccisione dei lupi, uno tra tutti il progetto di legge depositato presso la regione veneto  dalle forze di maggioranza,  o come il lungo iter di approvazione, non ancora concluso, di un Piano lupi che potrebbe reintrodurre la possibilità di uccidere questi animali».

Un atto di bracconaggio verso il quale anche la Federazione italiana della caccia esprime ferma condanna: «Nessuna giustificazione per il gesto ignobile di chi ha ucciso un esemplare di lupo in Lessinia. Il lupo è una specie particolarmente protetta e come tale tutelata a livello italiano ed europeo. Federcaccia condanna con forza qualsiasi azione illegale rivolta a questa come ad altre specie animali non sottoposte a prelievo».

Seppur da versanti molto distanti se non diametralmente opposti tra loro, sia gli animalisti sia la Federcaccia sottolineano l’inadeguatezza della politica nazionale e regionale in materia di lupo. La Federazione italiana della caccia si sofferma infatti a sottolineare «come la mancanza di una seria volontà da parte del legislatore nazionale di affrontare, anche alla luce delle esperienze di altri Stati, il problema della convivenza fra le attività umane e i grandi carnivori finisca per creare situazioni di grave tensione che, come già in altri casi, sfociano in gesti gravissimi come questo». La Lav è invece incisiva nell’evidenziare che «ora più che mai l’approvazione del Piano Lupo, senza la parte che riguarda gli abbattimenti, è urgente e necessaria e ci auguriamo che il nuovo ministro dell’Ambiente possa operare positivamente in tal senso, per la protezione integrale del lupo, in collaborazione con le Regioni».