Brasile, le Awá costrette al contatto con “la civiltà” decidono di tornare nella foresta

Sono guarite dalle malattie portate dai taglialegna, ma avevano nostalgia del loro mondo

[9 settembre 2016]

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Survival International ha dato la notizia che «A conclusione di una vicenda sorprendente, due donne Awá incontattate dell’Amazzonia brasiliana hanno deciso di fare ritorno alla loro foresta ancestrale, dopo essere state trasportate in città – quasi in punto di morte – con un elicottero».

Le due Awá  si chiamano Jakarewyj e Amakaria  e nel 2015 erano state costrette a entrare in contatto con alcuni Awá stanziali perché il loro gruppo incontattato era stato circondate dai taglialegna e le due donne avevano contratto da loro influenza e tubercolosi, verso cui non avevano difese immunitarie.

Survival spiega che , dopo che il resto del gruppo di Awá  era stato spazzato via dall’invasione dei taglialegna abusivi, «Le due sorelle – insieme al figlio di Jakarewyj, Irahoa – avevano vissuto in fuga per anni dopo essere state cacciate dalla loro terra, nascondendosi dai taglialegna e temendo le motoseghe “urlanti”». Irahoa ha raccontato a Survival: «Eravamo spaventate… eravamo in trappola»,

Gli alleati degli Awá in Brasile e i sostenitori di Survival di tutto il mondo avevano chiesto al governo federale brasiliano di intervenire e da Brasilia era arrivato  un team di medici esperti. Jakarewyj e Amakaria sono state trasportate d’emergenza in aereo alla capitale statale, dove sono state ricoverate e curate.

«Oggi – dicono a Survival –  le due donne hanno deciso di fare ritorno alle loro vite incontattate nella foresta, sebbene la minaccia dei taglialegna persista. Gli Awá contattati hanno raccontato che le due sorelle parlavano sempre con nostalgia della loro foresta e che non gli piacevano il cibo e le medicine a cui non erano abituate, e neppure il caldo del villaggio. Sembra che, nel tornare a casa, abbiano coperto le loro tracce per non poter essere seguite».

Rosana Diniz, del Conselho indigenista missionário, l’organizzazione cattolica brasiliana che difende i diritti degli indios, ha detto: «Dobbiamo rispettare la loro scelta di tornare nella foresta, perché è quello che vogliono. Anche se pericoloso, è il luogo che conoscono e che amano»

Survival sottolinea che «Le tribù incontattate sono i popoli più vulnerabili del pianeta. Intere popolazioni sono spazzate via dalla violenza genocida di esterni che rubano loro terra e risorse, e da malattie verso cui non hanno difese immunitarie. Ma quando i loro diritti vengono rispettati, possono prosperare».

Molti Awá contattati hanno detto di preferire la vita prima del contatto con i “bianchi” e con gli indios “civilizzati”: Wamaxua, un Awá contattato di recente, conferma: «Quando ero nella foresta, vivevo bene. Se incontrassi uno degli Awá incontattati nella foresta gli direi “non uscire! Rimani nella foresta… Non c’è nulla qui fuori per te”».

Eppure c’è ancora chi,  come gli antropologi statunitensi Kim Hill e Robert Walker, continua a chiedre il “contatto controllato” delle tribù indigene per integrarle forzatamente nella società dominante. Per Survival «La decisione delle due donne sembra però fornire una chiara prova del fatto che tanti non solo preferiscono la vita nella foresta, com’era prima del contatto, ma addirittura rifiutano molti dei cosiddetti benefici del “progresso” e della “civilizzazione”».

Il direttore generale di Survival, Stephen Corry,  conclude: «Siamo molto felici di sapere che Jakarewyj e Amakaria siano guarite e abbiano potuto decidere autonomamente come vivere. Sono solo i popoli incontattati a dover scegliere se iniziare il contatto, e chi entra nei territori delle tribù incontattate nega loro questa scelta. Il viaggio delle sorelle e la loro determinazione non lasciano dubbi: le tribù incontattate lottano senza tregua per vivere nella loro terra, e sta ai governi e all’umanità intera garantire che questo sia possibile».