Brasile: a rischio sterminio la tribù dell’Aquila Arpia e i vicini indios incontattati

Invase le terre ancestrali degli Uru Eu Wau Wau e degli Jururei. Un’area con un’eccezionale biodiversità

[26 ottobre 2016]

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Survival international lancua un nuovo allarme sulla sempre più difficile situazione degli indios brasiliani: «Orde di allevatori e altri coloni stanno invadendo, con l’aiuto di politici locali, il territorio degli Uru Eu Wau Wau, una tribù brasiliana contattata di recente. Gli Uru Eu Wau Wau sono conosciuti come il “popolo dell’Aquila Arpia” perché utilizzano le grandi piume di questo grande rapace per realizzare frecce e copricapi. Chiamano i loro vicini, gli indios incontattati Jururei, “i coraggiosi”.

Nella regione questa viene descritta come “la peggiore invasione territoriale degli ultimi decenni” e potrebbe spazzare via i popoli incontattati che vivono nella zona».

Survival sottolinea che «Delle tribù incontattate sappiamo molto poco, ma sappiamo che intere popolazioni sono sterminate dalla violenza genocida di stranieri che le derubano di terre e risorse, e da malattie, come l’influenza e il morbillo, verso cui non hanno difese immunitarie».  E’ una sorte alla quale non sono sfuggiti gli  Uru Eu Wau Wau che, dopo il primo contatto con i “bianchi” avvenuto negli anni ’80, sono stati decimati. Survival ricostruisce l una storia di neocolonialismo paternalistico: «La tribù degli Uru Eu Wau Wau fu contattata dai funzionari del governo brasiliano nel 1981 e fu così esposta a malattie infettive. La politica ufficiale all’epoca era infatti quella di forzare il contatto con i popoli isolati».

Secondo Survival, Il governo dello stato di Rondonia ha in atto da tempo un programma di colonizzazione vicino al territorio della tribù. Ora i coloni stanno cominciando a entrare nel territorio,  nonostante questo sia parte di un parco nazionale e in esso vivano tre gruppi di Indiani incontattati. I proprietari terrieri e i politici locali stanno promuovendo una nuova ondata di invasioni».

Le immagini aeree pubblicate dall’Associação de defesa etnoambiental Kanindé mostrano che «vaste aree del territorio della tribù sono state bruciate e disboscate dai coloni» e Survival sottolinea che «Oltre a essere la casa di numerosi popoli indigeni, nella regione vi sono pini amazzonici unici e un caratteristico paesaggio ricco di cascate, grotte e altipiani. Inoltre, diverse specie in pericolo di estinzione – come l’opossum dalle spalle nere, l’armadillo gigante e l’hocco becco a rasoio – dipendono da questi ambienti per sopravvivere».

L’8 agosto alcuni Uru Eu Wau Wau avevano scritto alla polizia federale brasiliana, ma Survival dice che le autorità non sono ancora intervenute. Eppure quella degli indios era una richiesta di aiuto urgente «Siamo molto preoccupati perché le invasioni sono vicine ai nostri villaggi e mettono a rischio la vita di donne, anziani, bambini e uomini – scrivevano – La situazione è estremamente seria e gli invasori devono essere allontanati velocemente prima che qualcuno muoia durante gli scontri all’interno del territorio indigeno».

Nonostante i diritti territoriali della tribù siano stati riconosciuti ufficialmente dal governo brasiliano nel 1991, Survival e gli indios temono che non si stia facendo abbastanza per proteggere la terra ancestrale dgli Uru Eu Wau Wau e dei Jururei, «caratterizzata da un’altissima biodiversità. Le tribù incontattate sono i popoli più vulnerabili del pianeta e se le loro terre non saranno protette, per loro sarà la catastrofe».

Stephen Corry, direttore generale di Survival International, conclud: «Il furto di terra è uno dei problemi più gravi che i popoli indigeni devono affrontare. In tutto il mondo, le società industrializzate rubano le terre indigene per profitto perpetuando l’invasione e il genocidio che hanno caratterizzato la colonizzazione europea delle Americhe e dell’Australia. Il diritto dei popoli incontattati alle loro terre è protetto sia dalla legge brasiliana che da quella internazionale e deve essere rispettato, o le conseguenze umanitarie saranno terribili»