Brasile: Survival chiede alla polizia di proteggere gli indios Kawahiva incontattati (VIDEO)

L’arrivo al potere di Jair Bolsonaro potrebbe far precipitare la situazione in Amazzonia

[6 dicembre 2018]

Survival International ha chiesto alle autorità Brasiliane à di aumentare urgentemente le misure di protezione della polizia per i Kawahiva, una delle tribù incontattate più vulnerabili al mondo, che vivono in una delle aree più violente del Brasile, dove si registrano i livelli di deforestazione illegale più alti del Paese.

L’Ong che difende i popoli autoctoni denuncia che «Negli ultimi decenni molti membri della tribù sono stati uccisi. La violenza dei taglialegna illegali e degli allevatori ha impedito al Funai, il Dipartimento agli Affari Indigeni del Brasile, di svolgere adeguatamente il suo lavoro nell’area, lasciando così le tribù esposte e a rischio sterminio. Il team del Funai responsabile di proteggere la terra dei Kawahiva ha bisogno di essere scortato della polizia durante le missioni di monitoraggio del disboscamento illegale e di sfratto degli invasori».

Ad Aprile 2016 il ministro della giustizia del Brasile, aveba firmato un decreto per la creazione di un Territorio indigeno protetto nelle terre ancestrali della tribù proprio per tener lontani gli invasori armati e portatori di malattie. Un atto che Survival giudicò «Un grande passo avanti per le terre e le vite dei Kawahiva, conquistato grazie alla pressione esercitata dai sostenitori di Survival in tutto il mondo».

Ma ora è la stessa Survival International a denunciare che  la perimetrazione del Territorio del Rio Pardo dove vivono i , noto come Rio Pardo Kawahiva, non va avanti  perché «alcuni passaggi cruciali per arrivare alla demarcazione del territorio non sono stati ancora stati completati».

Intanto, Survival International ha continuato a fare pressione perché questo processo fosse accelerato e il lavoro del Funai nell’area avesse il sostegno della polizia. Ma, di fronte all’inerzia delle autorità, Survival ha lanciato l’azione urgente “4 settimane per salvare i Kawahiva”, per sollecitare il governo (uscente) di Brasilia  a «Mappare il territorio e impedire il genocidio della tribù prima del 1° gennaio, giorno in cui Jair Bolsonaro entrerà in carica come Presidente».

Infatti il presidente eletto ha annunciato che consentirà l’invasione dell’Amazzonia e che lavorerà per ridurre i diritti alla terra dei popoli indigeni e le tutele ambientali. IN campagna elettorale aveva minacciato: «Se diventerò Presidente, non ci sarà un solo centimetro in più di terra indigena!».

Survival è molto preoccupata perché «Il territorio dei Kawahiva si trova nella municipalità di Colniza, i cui introiti derivano per circa il 90% dal disboscamento illegale. I Kawahiva sono cacciatori-raccoglitori nomadi, ma ora vivono in fuga. Scappano dalle invasioni illegali della loro foresta e rischiano di essere sterminati dalla violenza di esterni che vogliono derubarli di terra e risorse, e da malattie come influenza e morbillo verso cui non hanno difese immunitarie».

Anche per Jair Candor, coordinatore del team del Funai per i Kawahiva, «L’unico modo per garantire la loro sopravvivenza consiste nel demarcare il territorio e insediare nell’area una squadra permanente di protezione, Altrimenti saranno relegati ai libri di storia, come tante altre tribù di questa regione».

Il direttore generale di Survival International, Stephen Corry, conclude: «Sulla scia del tragico tentativo di John Allen Chau di contattare i Sentinelesi, nelle Isole Andamane, l’opinione pubblica ha dimostrato una maggiore sensibilità verso le tribù incontattate e il loro diritto a essere lasciate in pace. Sono i popoli più vulnerabili del mondo ma quando le loro terre sono protette, possono prosperare. Il lavoro del Funai e dei funzionari per la protezione ambientale è cruciale per impedire il genocidio dei Kawahiva e la distruzione del loro territorio, che è un’area dell’Amazzonia ad alta  biodiversità. Chiediamo alle persone di scrivere alle autorità brasiliane per sostenere il loro diritto alla sopravvivenza».

Videogallery

  • immagini uniche dei Kawahiva filmate dai funzionari governativi nel 2011