Le oasi di Persano e delle Grotte del Bussento sono i siti dove è più “facile” osservare le lontre in Italia

Buone notizie: due lontre riprese in pieno giorno nell’oasi Wwf delle Grotte del Bussento

Il paradosso delle lontre italiane; sono aumentate ma il loro areale si è ristretto

[11 gennaio 2018]

Sui social media circolano purtroppo diverse foto di lontre investite da auto e uccise, ma ci sono anche le buone notizie come quella data oggi dal Wwf: «Dopo le immagini di una femmina con cucciolo catturate di recente nell’Oasi Wwf di Persano, sempre dalla provincia di Salerno arriva un altro video che riprende in pieno giorno due esemplari di lontra. Il filmato, amatoriale, è stato girato nell’Oasi Wwf delle Grotte del Bussento, a Morigerati, nel Parco nazionale del Cilento-Vallo di Diano-Monti Alburni. Il nuovo episodio va ad aggiungersi al già ricco archivio di video e fotografie che hanno come protagonista questo raro e splendido animale ospite nelle oasi del Wwf e che consentono di affermare che le oasi di Persano e delle Grotte del Bussento possono essere considerate i siti dove è più “facile” osservare le lontre in Italia».

Negli anni ’80 il Wwf lanciò per primo l’allarme sulla situazione della lontra nel nostro Paese e, proprio da quella denuncia, nel 1982 nacque il Gruppo Lontra Italia, formato da naturalisti ed esperti a livello nazionale, che, dopo un monitoraggio regione per regione, confermò il dato negativo; le lontre ormai in Italia erano ridotte a un centinaio gli esemplari, concentrati nel solo Centro-Meridione.

Il Panda ricorda che «Da quel censimento scaturirono una serie di iniziative del WWF che portarono a risultati concreti di tutela, già avviati con la creazione dell’Oasi di Persano, in Campania  e continuate con l’acquisizione in gestione di altre Oasi che ancora ospitavano, e ospitano, la lontra: oltre Persano e alle Grotte del Bussento, quindi, si sono aggiunte il Lago di San Giuliano vicino Matera (ora non più gestita dal Wwf) e il Bosco Pantano di Policoro, sempre in Basilicata, il lago di Conza, ancora in Campania, le Cascate del Verde in Abruzzo. Anche la realizzazione di un Centro Lontra a Penne, in Abruzzo, è servita a raccontare, a far conoscere, a promuovere programmi di conservazione sulla specie».

E’ anche grazie a queste iniziative e all’istituzione di aree protette che le lontre italiane sono risalite a circa 600 esemplari, ma il Wwf fa notare che «Allo stesso tempo, e paradossalmente, si è ridotto l’areale di distribuzione, ora concentrato al solo Meridione, dall’Abruzzo alla Puglia, alla Calabria e in particolare alla Campania e alla Basilicata. Anche se ci sono novità importanti. Intanto c’è vitalità nei nuclei che vivono in Abruzzo e Molise e proprio di recente si è riscontrato un avvicinamento tra queste lontre e quelle che vivono in Campania. E se c’è connessione, le possibilità di consolidare la popolazione aumentano e di molto. Sono, inoltre, confermati i segnali di presenza sull’arco alpino, grazie allo sconfinamento di esemplari dall’Austria e dalla Slovenia».

Antonio Canu, Presidente di Wwf Oasi e membro dell’Otter specialist group dell’Iucn, conclude: «Le conferme che la lontra stia un po’ meglio ci sono. Molto si deve all’istituzione delle aree protette. Abbastanza alla crescente sensibilità di amministratori e comunità. Ma molto è ancora da fare, perché basta un niente e la situazione può nuovamente precipitare. Purtroppo, negli ultimi tempi, una delle maggiori cause di morte delle lontre sono gli investimenti da parte delle auto, soprattutto lungo le strade della Basilicata. Un fenomeno, purtroppo, in crescita nei confronti del quale è necessario mettere in campo misure di prevenzione, indispensabili per continuare in una missione ieri considerata impossibile e che oggi, invece, per tutti coloro che hanno lottato per garantire un futuro alla lontra in Italia (tra questi il Wwf con le sue Oasi) appare un traguardo raggiungibile».