Buone notizie in Sicilia: si involano le giovani aquile di Bonelli

Wwf: «I risultati per il 2018 del progetto LIife ConRaSi fanno ben sperare per il futuro della specie»

[21 giugno 2018]

Nel 2000 in Sicilia erano rimaste meno di 20 coppie nidificanti di aquila di Bonelli (Aquila fasciata), a 18 anni di distanza il Wwf annuncia che « Oggi questa popolazione è salita a 44 coppie e, nel corso del 2018, almeno 26 (62%) hanno portato a termine la riproduzione, con un risultato straordinario: l’involo di almeno 39 giovani. Si tratta del maggior numero di esemplari di aquila di Bonelli che, dal 1990 ad oggi, hanno lasciato il nido. Altro dato sorprendente è quello relativo al tasso di involo (cioè il rapporto tra il numero di pulcini involati e il numero di uova schiuse) molto elevato: ben 13 coppie, delle 26 che si sono riprodotte con successo, hanno involato 2 giovani».

E’ un’ottima notizia perché la Sicilia è l’unica regione italiana ad avere  una popolazione riproduttiva di aquila di Bonelli, una specie che era stata messa in pericolo dal bracconaggio e dalle perdite di habitat e che, «Grazie  alla protezione e anche all’istituzione di Riserve naturali e siti Natura 2000, la popolazione siciliana dall’inizio di questo secolo ha iniziato ad aumentare». Ma al Wwf avvertono che questo maestoso rapace rimane pericolosamente vicino all’estinzione: «Nel corso dell’ultimo decennio, ai pericoli già noti per la specie, si è aggiunto il saccheggio dei nidi, finalizzato a rifornire il mercato della falconeria di uova e pulli». E’ da questo pericolo che è nato ed è stato sviluppato il progetto pluriannuale Life ConRaSi per la conservazione di aquila di Bonelli, capovaccaio (Neophron percnopterus) e lanario (Falco biarmicus) in Sicilia. Un Life che è finanziato dall’Unione Europea e che, oltre al Wwf Italia, vede la partecipazione del Grupo de rehabilitación de la fauna autóctona y su hábitat (Grefa – Spagna) e della Regione Siciliana. All’aquila di Bonelli e al progetto Life ConRaSi è dedicato un bel documentario, girato dai film-maker Marco Andreini e Alessandro Di Federico, che pubblichiamo.

Tra i motivi del successo riproduttivo di quest’anno dell’aquila di Bonelli in Sicilia c’è anche l’efficacia dell’attività di monitoraggio e sorveglianza dei siti riproduttivi, iniziata nel 2014 dal Gruppo Tutela Rapaci e ampliata nel 2016 dal Life ConRaSi guidato dal WwF Italia. «Le due squadre – spiegano quelli del Panda –  agiscono unitamente per bloccare il furto di uova e pulcini destinati alla falconeria (ben 63 territori potenziali e 44 siti riproduttivi monitorati da volontari ed esperti tra gennaio e giugno 2018)». Dal 2016, il Life ConRaSi si è particolarmente concentrato nella «complicata lotta contro il traffico di pulcini e uova, finalizzato alla loro commercializzazione illegale, molto lucrosa in Italia e all’estero. La principale strategia messa in campo dalla squadra del progetto europeo consiste sia nella sorveglianza dei nidi, eseguita per mezzo di osservazioni con strumentazioni ottiche e per mezzo di apparati di videosorveglianza, durante il periodo riproduttivo delle coppie (febbraio-giugno), sia nella apposizione di anelli colorati e trasmettitori satellitari da parte di un team di tecnici esperti ai giovani di questa specie, per studiarne la dispersione ed eventuali fattori di rischio e mortalità».

A questo si aggiunge il trattamento veterinario somministrato ai pulcini di aquila di Bonelli  dal team del progetto Life ConRaSi contro la tricomoniasi, un’infezione causata dal parassita Trichomonas gallinae trasmesso dai piccioni dati in pasto dai genitori ai pulcini. Il Wwf evidenzia che «Quest’anno l’infezione è stata rilevata in 9 delle 11 giovani aquile dotate di anello di riconoscimento, rivelandosi un fattore di rischio piuttosto grave. I piccioni rappresentano per l’aquila di Bonelli la preda principale dopo il coniglio selvatico, diminuito fortemente nell’isola a causa di malattie legate alla pratica dei ripopolamenti ai fini venatori».

Il Wwf conclude: «C’è da dire che, purtroppo, la mortalità di questo rapace resta elevata. Tra i nemici da battere: le collisioni contro le funi delle linee elettriche, il bracconaggio, il disturbo nel periodo riproduttivo e probabilmente l’effetto dei pesticidi che, entrando nella catena alimentare, possono compromettere l’esito riproduttivo».

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  • Conservazione dei Rapaci in Sicilia-LIFE ConRaSi