Buone notizie: le prime foto dopo 10 anni di un cucciolo di lince dei Balcani (VIDEO E FOTOGALLERY)

Ne sono rimasti solo 50 esemplari, a rischio perdita di habitat, caccia e cemento

[16 giugno 2017]

Dalla Macedonia arrivano buone  notizie: è stato fotografato un cucciolo di lince dei Balcani (Lynx lynx balcanicus) ed è la prima volta che gli scienziati sono riusciti a scattare foto di un cucciolo di questa rara sottospecie da quando 10 anni fa Euronatur e i suoi partner della Macedonian Ecological Society  (Mes)  hanno avviato un lavoro comunwe per salvare le linvci.  Ora  Euronatur  e Mes dicono che la nascita della piccola lince «Ci dà motivo di sperare che questa specie in via di estinzione potrebbe ancora una volta essere in grado di espandersi».

Oggi al mondo restano solo 50 linci dei Balcani che vivono nel loro areale forestale montano dei Balcani occidentali. Il cucciolo è il figlio di Maya, una lince che nel febbraio 2017 è stata dotata di c un collare GPS per saperne di più sugli spostamenti e il comportamento di questo rarissimo ed elusivo felino. Sono proprio i dati del GPS ad aver portato gli ambientalisti fino alla tana di Maya, vicino al confine del parco nazionale di Mavrovo, dove si sono imbattuti nel bellissimo cucciolo di lince in buona salute .

Il Parco Nazionale macedone è una delle uniche due aree dove  fino ad ora gli scienziati hanno trovato le prove che la lince dei Balcani si riproduce e alleva cuccioli con successo, ma è la prima volta da un decennio che viene fotografato un piccolo di lince dei Balcani.

Le foto sono state scattate da Panajot Chorovski, un cacciatore locale che conosce bene l’area e che si è dichiarato commosso e orgoglioso  di avere scattato le prime foto del piccolo di lince. Chorovski è un rappresentante del club di cacciatori locali che sta lavorando in stretta collaborazione con gli ambientalisti del Mes e tutti insieme sperano ora di ottenere ulteriori informazioni sui misteriosi felini che vivono nella loro zona. «E’ una gran cosa essere stato in grado di vedere questo cucciolo di lince in forma e in salute», dice Chorovski.

La popolazione delle linci dei balcani è collassata per diversi motivi, a cominciare dalla perdita di habitat, dalla caccia e dagli abbattimenti prer vendetta da parte degli agricoltori perché le linci molestavano il loro bestiame.  In realtà un cucciolo di lince era già stato trovato  due anni fa sul monte Munella in Albania, ma era stato ucciso a sassate  da un pastore del luogo.

10 anni fa, quando hanno iniziato a proteggere le linci, i ricercatori di  Euronatur  e Mes  non erano nemmeno sicuro che la Lynx lynx balcanicus esistesse ancora, però questo rarissimo felino non era stato inserito nella Lista Rossa  delle specie in via di estinzione dell’Iucn.

Mareike Brix di Euronatur, dice che «La piccola dimensione della popolazione e la bassa sopravvivenza dei cuccioli di lince dei Balcani sono  la sfida più grande. Solo il 25% di tutti i cuccioli nati raggiunge l’età adulta». Per questo la foto del cucciolo di Mavrovo  è così importante, perché rivela la presenza di una popolazione sana e riproduttiva.  Un’opinione condivisa anche da John Durrus Linnell, del Norwegian Institute for Nature Research che dal 2006 collabora col Mes, e che ha detto a New Scientist: «Questa è una buona notizia perché conferma che in questa popolazione ci sono animali che ancora si riproducono. Quando questo progetto è iniziato quasi 10 anni fa, non c’era neanche nessuna  prova reale che la popolazione esistesse. Da allora, il team ha raccolto centinaia di immagini di lince con le fototrappole sia in Macedonia che Albania, compresa la prova della riproduzione. Ciò significa che c’è ancora un nucleo per formare la base per la ripresa di una popolazione».

Ilse Storch, dell’università di Friburg, evidenzia che «La riproduzione in una popolazione in pericolo di estinzione è sempre una buona notizia. Ecologicamente parlando, l’estinzione di un predatore superiore è sempre una perdita, perché in ecosistemi competi e funzionanti, i carnivori al vertice  hanno una funzione significativa. Ma un solo cucciolo non può fare molta differenza per le possibilità di sopravvivenza della popolazione».

Brix e Melovski temono che il cucciolo non possa sopravvivere fino all’età adulta: malattie, malnutrizione e incidenti stradali sono tutte minacce che una giovane lince si trova ad affrontare. Insomma, per la lince dei Balcani le prospettive non sono buone e  riuscire a scattare foto di altri cuccioli nel loro  habitat naturale fornirebbe la prova che la popolazione sta riproducendo.

Ma Aleksandar Petrovic dal Centro per la protezione e la ricerca degli uccelli di Podgorica, sottolinea che le fototrappole installate negli ultimi 4 anni nel vicino Montenegro non hanno determinato la presenza della lince, che pure era presente almeno fino al 2002, quando probabilmente era stato ucciso da un cacciatore l’ultimo esemplare. Petrovic è convinto che «La caccia eccessiva delle prede della lince – conigli, caprioli, camosci – si sia andata solo ad aggiungere alla minaccia dalla caccia illegale diretta dell’animale».

Gli esperti pensano che per salvare le ultime linci dei Balcani bisogna concentrare gli sforzi sul Parco Nazionale di Mavrovo, l’unica area ad avere ormai linci riproduttive note. Linnell spiega ancora che «Questa zona al confine tra Macedonia e Albania è incredibilmente bella e ospita una biodiversità incredibile, compresa una fauna selvatica carismatica come linci orsi, lupi, camosci ecc. Ma sta affrontando enormi minacce per una regolamentazione inefficace  per il governo delle sviluppo delle infrastrutture dei trasporti, di  impianti idroelettrici, dell’edilizia, del turismo, della silvicoltura e così via».

La svizzera Manuela von Arx, di Carnivore ecology and wildlife management, una Ong che collabora el progetto di Euronatur e Mes, ha detto a New Scientist che per salvare la lince dei Balcani c’è bisogno «Dell’applicazione della legge e di una gestione della fauna selvatica sostenibile, così come della protezione degli habitat dove si vogliono realizzare i progetti infrastrutturali. Inoltre, bisogna sensibilizzare e  lavorare con le popolazioni rurali, assicurando che sono interessati ad avere la lince in giro, per esempio, grazie al il reddito proveniente dal  turismo ecologico».

Linnell conclude: «C’è una lunga strada da percorrere prima che il futuro e la biodiversità di questi territori siano al sicuro. Ma immagini come queste ci ricordano che finché c’è vita, c’è speranza e questo è quel che mantiene alte le motivazioni degli ambientalisti».

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  • Balkan Lynx Recovery Programme 2005 – 2015