Buone notizie. Nati al Parco Natura Viva due avvoltoi reali indiani in via di estinzione

[13 giugno 2013]

Il Parco Natura Viva di Bussolengo, uno dei principali Centri italiani per la conservazione delle specie animali in pericolo di estinzione e per l’educazione ambientale, con oltre 250 specie ospitate, festeggia un’altra nascita eccezionale. Il lieto evento è avvenuto tra marzo e aprile 2013, quando sono nati due pulcini di avvoltoio reale indiano (Sarcogyps calvus) una specie inserita nella Lista Rossa Iucn come ad alto rischio di estinzione. Da 10.000 individui presenti nel Sud-est asiatico si suppone oggi vi siano solo circa 100 individui adulti.

L’avvoltoio reale indiano è un rapace monogamo a riproduzione stagionale, che avviene fra Dicembre ed Aprile. Sia il maschio sia la femmina costruiscono un grosso nido in cima agli alberi o comunque molto in alto (fra i 9 e i 12 metri di altezza) anche se in aree più desertiche nidificano in cima ai cespugli, a 2 o 3 metri di altezza; il nido è costruito con materiale legnoso e foderato di foglie verdi ed erba secca. La femmina vi depone un singolo uovo. Al Parco il nido viene costruito dai genitori su una piattaforma realizzata ad hoc, situata in alto nel reparto, in un’area protetta dalla vista dei visitatori.

Lo staff del parco spiega che «Un tempo ampiamente diffusa in India e nel Sud-est dell’Asia, la popolazione del Sarcogyps ha subito un declino estremamente rapido in tempi recenti, che sembra destinato a continuare nel prossimo futuro. La drammatica riduzione di questo e di altri avvoltoi in Asia sembra essere legata alla scomparsa degli ungulati selvatici, all’intensificazione dell’agricoltura, alla persecuzione diretta e alla diffusione di malattie. Tuttavia, la principale causa del declino avvenuto in quest’ultimo secolo, sembra sia da attribuire al trattamento del bestiame domestico con farmaci tossici per gli avvoltoi, come pure all’uso di esche avvelenate destinate ad altre specie. Quando per una specie diventa così difficile sopravvivere in natura resta la sola possibilità di attuare un importante programma di conservazione con la necessità di preservare le specie nel luogo di origine e di gestire la popolazione in cattività in modo tale che si possano poi attuare programmi di reintroduzione. Per l’avvoltoio reale indiano non sembra facile poter attuare entrambe le azioni e gli individui ospitati nei giardini zoologici non hanno un buon successo riproduttivo. I dati riportano, infatti, un’ultima nascita nel 2005».

Quindi i due piccoli avvoltoi nati al Parco Natura Viva rappresentano qualcosa di davvero importante: «Da qualche anno la giovane coppia ospitata al Parco deponeva uova che poi non portavano alla nascita di piccoli – sottolineano i ricercatori –  In collaborazione con Alberto Fagan, un esperto di rapaci, è stato possibile incubare le uova e farle schiudere avendo due bellissimi pulcinotti che vengono ora alimentati non dal genitore naturale, ma da una femmina anziana sempre della collezione zoologica del Parco».

Il Parco ospita due coppie di avvoltoio reale indiano. Una è formata da individui allevati in cattività, l’altra da una femmina anziana, allevata in natura, e da un maschio allevato da personale umano. «I due piccoli sono nati dalla coppia di giovani individui, mentre la femmina anziana è stata inserita nel programma di allevamento dei due piccoli che, dopo un primo periodo di allevamento diretto dall’uomo, sono alimentati da questa femmina – spiegano al Parco Natura Viva – Questa strategia è volta a far sì che gli individui non creino un legame esclusivo con l’essere umano perché questo potrebbe influire sulle relazioni sociali future dei due pulcini con i propri con specifici. Poiché la giovane coppia si accoppiava e deponeva uova dal 2011 senza tuttavia arrivare alla schiusa dell’uovo e alla nascita del piccolo si è reso necessario adottare un protocollo di allevamento con l’intervento dell’uomo.

In febbraio è stato deposto il primo uovo che, dopo poco meno di due settimane dalla deposizione, è stato messo in incubatrice. Circa un mese dopo aver messo il primo uovo in incubatrice la coppia ha rideposto un secondo uovo per il quale è stata adottata la stessa strategia del primo uovo. Dopo 55 giorni dalla deposizione di ciascun uovo, sia il primo sia il secondo uovo si sono schiusi e sono nati due bellissimi pulcinotti. In letteratura viene riportato un tempo di 45 giorni per la schiusa di un uovo di avvoltoio reale indiano, ma l’esperienza vissuta al Parco vede un periodo più lungo di cova prima della schiusa».

Per l’allevamento dei giovani avvoltoi viene adottato un protocollo che prevede 3 fasi: «Una prima fase vede il piccolo nutrito dal personale umano per garantirne la sopravvivenza in questa prima delicata fase; una seconda fase nella quale il piccolo viene nutrito grazie ad una femmina della stessa specie allevata al Parco Natura Viva. Infine, nell’ultima fase sempre in presenza della femmina del Parco, il piccolo recupera da solo il cibo che viene inserito nel reparto a seguito di un suo richiamo».

Il reparto dove viene allevato il piccolo avvoltoio è stato costruito apposta per proteggere il piccolo e farlo crescere in buone condizioni. «Questo protocollo di allevamento sembra non modificare tratti comportamentali importanti di questa specie in quanto il pulcino, dopo un primo breve periodo non ha più contatti diretti con l’uomo, bensì con una femmina della propria specie seppur non la madre naturale – concludono i ricercatori –  Quando una specie, come quella del Sarcogyps calvus, è altamente minacciata di estinzione bisogna adottare tutte le strategie possibili per assicurare la sopravvivenza degli individui in natura e garantire un’alta variabilità genetica degli individui gestiti nei giardini zoologici».