Burundi: assassinato il ministro dell’Ambiente

Il Burundi sotto il tallone della dittatura di Nkurunziza: 500 assassinati, 300.000 profughi

[3 gennaio 2017]

Il governo del Burundi ha condannato i killer del ministro dell’ambiente, dell’acqua e della gestione del territorio ed urbanizzazione, Emmanuel Niyonkuru, che è stato assassinato nella notte del primo primo dell’anno a Bujumbura, la capitale del piccolo Paese africano.

Niyonkuru, 54 anni, era un uomo fedele alla dittatura del presidente Pierre Nkurunziza ed era stato eletto a senatore nelle fila del Conseil national pour la défense de la démocratie-Force de défense de la démocratie (Cndd-Fdd, il partito al potere) nella circoscrizione della provincia di Muramvya, nelle elezioni truccate del 2015 che hanno scatenato un colpo di Stato fallito e la successiva repressione di  Nkurunziza.   Niyonkuru  era stato nominato ministro dell’ambiente del nuovo governo il 24 agosto  2015.

Philippe Nzobonariba, segretario generale del governo e portavoce del dittatore, ha detto alla Radiotélévision nationale du Burundi: «Il governo del Burundi esprime la sua viva indignazione e condanna con tutte le sue energie questi terroristi, chiunque essi siano, interni o stranieri, così come quelli che li ospitano e accordano loro l’appoggio morale e finanziario». Non si poteva spiegare meglio il caos interno e l’accerchiamento internazionale del Burundi di Nkurunziza.

Nzobonariba ha aggiunto che «Questo atto ignobile fa parte di una serie di altri assassinii mirati di alte personalità dello Stato da parte di criminali che hanno scelto il cammino del terrorismo come segno distintivo» è chiaro che ce l’ha con l’opposizione armata della quale fanno parte anche militari che avevano sostenuto Nkurunziza fino alla sua svolta dittatoriale e alle stragi di oppositori nelle piazze.

In realtà si tratta del primo attentato mortale contro un ministro del governo da quando il Burundi  precipitato nella grave crisi politica innescata dalla decisione di Nkurunziza di correre per un terzo manbdato presidenziale nonostante la Costituzione lo vietasse.

Secondo Jeune Afrique, dall’aprile 2015, in Burundi sono state uccise almeno 500 persone e 300.000 hanno scelto l’esilio, andando a ingrossare le fila dell’opposizione, anche quella armata.

Il governo di Bujumbura  chiede che vengano al più presto individuati gli autori dell’attentato così come i loro mandanti.

La polizia dice di aver arrestato quattro persone che sarebbero: una donna, un domestico di Niyonkuru che avrebbe aperto il cancello per far entrare la macchina del ministro che è stata crivellata di colpi, un vigilantes e il proprietario di un bar restaurant dove Niyonkuru si era d fermato prima di tornare a casa.

Il presidente  Nkurunziza ha reagito immediatamente all’assassinio del suo ministro è ha fatto sapere su Twitter che «Questo crimine non resterà impunito».