Caccia al lupo in Maremma, arriva una mozione in Consiglio regionale: è sconcerto

[8 novembre 2013]

Da qualche tempo in Maremma i greggi di ovini e caprini sono sottoposti ad attacchi di predatori. Si tratta soprattutto di cani inselvatichiti e ibridi, mentre sono rari gli attacchi di veri lupi (Canis lupus) che sono una specie protetta tutelata da leggi nazionali e internazionali.

Ciò detto il disagio alimentato degli allevatori non è affatto da sottovalutare soprattutto per i danni economici diretti (animali uccisi) e per gli altri danni indiretti (es. stress degli animali) registrati. Per questo è necessario che le istituzioni ai vari livelli si facciano carico seriamente del problema per evitare tra l’altro che sul posto si proceda a soluzioni “fai da te”, che come riportato ieri su greenreport possono assumere derive violente da condannare.

Derive che sarebbe grave venissero in qualche modo avvallate e “istituzionalizzate”.  «Sinceramente avevo sperato che la Mozione presentata da Fratelli d’Italia durante il Consiglio Regionale, che chiede al Governo di valutare interventi anche in sede europea per permettere l’abbattimento di lupi e ibridi (ovvero cani selvatici), fosse bocciata senza indugio e in modo deciso dal centrosinistra toscano. Mi preoccupa invece la disponibilità del Pd a discuterne in Commissione – ha dichiarato il Consigliere regionale di Sinistra ecologia e libertà (Sel) Mauro Romanelli- Vediamo dunque nella Commissione competente come si svilupperò il dibattito, voglio solo sperare che la Toscana non finisca per scrivere un nuovo vergognoso capitolo di appiattimento filovenatorio, usando per l’ennesima volta in maniera strumentale le sacrosante problematiche di allevatori e agricoltori (nel caso specifico pastori), per tentare di fare un altro scandaloso favore alle doppiette».

«Al di là di questa proposta, totalmente inaccettabile – rincara la dose Dante Caserta, presidente del WWF Italia – ci preoccupa che la politica continui a cercare soluzioni semplicistiche e populistiche senza capire che è il momento di affrontare il problema dei danni provocati dal lupo con conoscenze puntuali, dati scientifici e veri esperti. La caccia al lupo è totalmente inaccettabile. La vera sfida sta sulle scelte che si fanno, una convivenza con questo predatore deve basarsi su prevenzione, gestione adeguata della zootecnia e gestione dei cani randagi e vaganti per eliminare il problema delle ibridazioni lupo-cane».

In effetti c’è il rischio che il lupo, specie protetta che ha un alto valore ecologico, faccia la fine degli ungulati e paghi la miopia di chi non vuol approfondire per individuare le vere cause di fenomeni complessi. «Le problematiche degli squilibri ecologici sempre più pesanti che caratterizzano le popolazioni di animali selvatici- ha aggiunto Romanelli- squilibri dovuti alla modifica degli habitat, alla cementificazione, all’abbandono delle campagne, alle immissioni di specie ad opera dei cacciatori stessi, vanno affrontate in maniera scientifica, con una programmazione e una pianificazione seria che coinvolga competenze adeguate, non approfittandone per blandire un’altra volta le lobbies dei cacciatori, e i loro numerosi voti. Evidentemente le esperienze di questi ultimi anni non hanno insegnato niente. O forse si finge di non vederle: ove più si concedono abbattimenti e forme di caccia indiscriminata, più incrementano, anno dopo anno, gli squilibri ecologici e i problemi per agricoltura e allevamento. Solo malafede e cecità possono impedire di prendere atto di questi dati assolutamente evidenti», ha concluso l’esponente di Sel.