A caccia di alieni sotto il mare della Liguria (VIDEO)

Le specie aliene arrivano con le acque di zavorra delle navi. Indagini di Arpal nei porti di Genova e La Spezia in collaborazione con carabinieri e università di Genova

[7 maggio 2018]

L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure (Arpal) sta continuando i i monitoraggi previsti dalla Strategia marina, la direttiva quadro europea per l’ambiente marino basata su un approccio integrato, pilastro ambientale della politica marittima dell’Unione Europea. e spiega che «L’obiettivo è quello di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale delle acque marine: un traguardo da verificare monitorando diversi aspetti, declinati in nove moduli operativi».

AmbienteInforma, il notiziario del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa) ricorda che «Una delle nuove attività introdotte dalla Strategia marina riguarda la ricerca di specie aliene all’interno delle aree portuali, vera e propria corsia preferenziale di organismi provenienti dall’altra parte del mondo grazie al passaggio nelle acque di zavorra», e in questi giorni i tecnici del Centro Mare Arpal stanno  proprio cercando specie aliene immergendosi nei porti di Genova e La Spezia: «un ambiente fortemente antropizzato con caratteristiche operative difficoltose – spiegano – Le acque di zavorra delle navi, provenienti  da mari anche lontanissimi, rappresentano proprio un possibile veicolo di ingresso delle specie aliene».

Per portare avanti questa particolare attività, che è compresa nel modulo 3 della Strategia marina, gli operatori Arpal operano in collaborazione con i Carabinieri del nucleo subacqueo di Voltri e con i ricercatori del Distav dell’Università di Genova.

All’Arpal sottolineano che «Due volte l’anno, in primavera e in autunno, vengono scelte, fotografate  e “passate al setaccio” alcune parti di banchina, sia in superficie sia in profondità, al fine di recuperare tutte le specie presenti in tale habitat, grattandone la superficie verticale».  Prima è toccato alle banchine del Porto Petroli poi alla diga spezzina, nel tratto antistante gli allevamenti di mitili.

I ricercatori Arpal sottolineano che «L’anno scorso erano stati ritrovati molti Sabella spallanzanii, e Branchiomma luctuosum, vermi spirografi nostrani e alieni, e un Melibe viridis, un nudibranco piuttosto raro: si tratta di una specie di lumaca, un mollusco ancora non molto diffuso nel nostro mare».

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  • A caccia di alieni nei porti liguri: il nudibranco