Caccia e calore, sui ghepardi c’è una nuova verità

Non è vero che smettono di cacciare perché si “surriscaldano”

[29 luglio 2013]

Con lo studio Cheetah do not abandon hunts because they overheat un team di ricercatori sudsafricani ed australiani demolisce quella che sembrava una certezza declamata anche in numerosi documentari sui ghepardi (Acinonyx jubatus): il più veloce animale terrestre non desiste dalla caccia quando il suo velocissimo inseguimento delle prede lo surriscalda, cioè per aver accumulato troppo calore metabolico.

I 7 ricercatori  spiegano su Biology Letters che «Utilizzando biologging per misurare a distanza la temperatura corporea (ogni minuto) e l’attività locomotoria (ogni 5 minuti) di 4 ghepardi allo stato libero che cacciavano spontaneamente, abbiamo scoperto che il ghepardo abbandona la caccia, ma non perché è surriscaldato. La temperatura media era di 38,4° quando la caccia era terminata. L’immagazzinamento di  calore metabolico non ha compromesso la caccia. L’aumento della temperatura corporea dopo una caccia di successo era il doppio di una caccia senza successo (1,3° C ± 0,2° C contro 0.5° C ± 0,1° C), anche se il livello di attività durante le cacce era simile».

Il team sudafricano-australiano pensa che «L’’aumento della temperatura corporea in seguito ad una caccia di successo sia un ipertermia stress, piuttosto che un ipertermia indotta dall’esercizio fisico».

Quindi, contrariamente ad una diffusissima convinzione, i ghepardi non si surriscaldano durante la caccia, ma la loro temperatura corporea aumenta dopo una caccia di successo, probabilmente perché temono, come spesso succede, che un altro predatore più grosso e forte sottragga loro la preda, come succede spesso.

Lo studio si è svolto in un “cheetah rehabilitation camp” di 4.500 ettari nella Okonjima Nature Reserve, nel centro della Namibia, dove i ghepardi vengono fatti riadattare alla vita selvatica.  Robyn Hetem, del Brain function research Group, dell’università sudafricana di Witwatersrand, ha utilizzato le sue osservazioni per confutare la teoria sui ghepardi nota da decenni: la velocità del carnivoro surriscalda troppo il suo corpo durante la caccia, per questo meno del 40% degli inseguimenti ha successo. Una teoria dovuta al fatto che spesso i ghepardi desistono dalla caccia quando sino già addosso alle prede e rilanciata  da innumerevoli guide dei safari.

Ma ora sappiamo che non la teoria del surriscaldamento non è vera. «Dopo la caccia, i ghepardi cercano l’ombra – dice Hetem  – ansimando, a volte per più di un’ora, e sembrano completamente esausti. Il “fatto” del surriscaldamento si basava su uno studio del 1973 secondo il quale il ghepardo interrompe la sua corsa quando la sua temperatura corporea raggiunge i  40,5° C. I ricercatori pensavano che questo fosse il limite fisiologico massimo dei ghepardi che erano costretti ad interrompere la caccia ed a stendersi per riposarsi.

Ma questo studio non aveva simulato le condizioni naturali: un ghepardo era stato messo su un tapis roulant per percorrere 2 Km ad una velocità media, non certo un confronto realistico di una vera e propria caccia

Hetem da buon scienziato dice che «Quello studio è stato sorprendente per l’epoca. Ma in realtà non rispondeva alla domanda», cosa che invece hanno fatto i sensori, uno per la temperatura e uno per monitorare l’attività, che il suo team ha impiantato su 6 ghepardi, monitorando per mesi i valori della temperatura durante le attività di caccia. Si è così scoperto che il ghepardo non si surriscalda mentre tende l’agguato e corre dietro alla sua preda, anzi, in realtà, non si riscalda affatto.  LO stesso Hatem ammette: «Siamo rimasti decisamente sorpresi. La temperatura del corpo di un ghepardo dopo la caccia è la sua stessa temperatura media corporea giornaliera, 38,4º C» e lo studio pubblicato su Biology Letters, afferma che «Il limite termico per la sua attività, che dovrebbe essere a 40,5º C, è apparso irrilevante in questi ghepardi allo stato libero».

Ma se non è il surriscaldamento, allora cosa è che fa desistere i ghepardi dalla caccia? Secondo Hetem ci sarebbero diverse teorie, ma la più probabile è che il colpevole sia l’acido lattico nei muscoli, proprio come negli atleti umani. Quando il ghepardo va a tutta velocità, i muscoli si stancano in fretta. Hetem ha anche notato un’altra cosa. «La temperatura corporea dei ghepardi aumenta nelle ore dopo la caccia, piuttosto che durante. Nei 40 minuti dopo la caccia senza successo, le temperature corporee dei ghepardi sono  aumentate di circa 0,5° C e dopo una caccia riuscita 1.3º C. L’aumento della temperatura corporea post-caccia avviene gradualmente nel corso di 40 minuti. L’aumento ha luogo prima che il ghepardo cominci a mangiare, quindi non era il risultato del consumo della preda».

Il team di Hetem è stato anche in grado di escludere numerose altre variabili come causa del cambiamento di temperatura, tra cui la massima attività durante la caccia, la durata della caccia, la temperatura dell’aria e le dimensioni delle prede. Quindi cosa provoca il surriscaldamento del ghepardo i dopo la caccia? Secondo Hatem, «Lo stress. I ghepardi sono particolarmente vulnerabili dopo l’uccisione. Dal momento non sono più al top della gerarchia dei carnivori, in giro ci sono altri animali, come il leopardo ed i leoni, che potrebbero cercare di rubare la preda del ghepardo. Se un altro carnivoro si avvicina, un ghepardo affamato difenderà la sua carne, a volte a suo rischio e pericolo».  2 dei 6 ghepardo studiati dai ricercatori sono stati uccisi dai leopardi dopo la caccia. Hetem ha visto un leopardo spezzare la schiena ad un ghepardo che cercava di difendere la preda appena uccisa ed ipotizza che «L’aumento della temperatura dopo la caccia sia  probabilmente dovuto alla consapevolezza del ghepardo che altri carnivori potrebbero osservarlo per prendergli la sua preda morta per la cena».