Caccia nei pressi delle aree protette, Wwf: la legge della Regione Piemonte è costituzionalmente illegittima

[16 luglio 2013]

Sulla caccia ancora contrasto tra normativa statale e normative regionali. Questa volta è la Regione Piemonte, secondo quanto denuncia il Wwf, ad emanare un testo che in alcuni passaggi pare costituzionalmente illegittimo.

Infatti alcune disposizioni contenute nella Legge della Regione Piemonte 25 giugno 2013 n. 11 “Disposizioni in materia di aree contigue alle aree protette, modifiche alla legge regionale 29 giugno 2009, n. 19” sembrano in contrasto con i principi fondamentali fissati dalla vigente normativa statale, inclusa quelli in materia di tutela dell’ambiente e degli ecosistemi.

Con un recente provvedimento della Giunta Cota sulle aree contigue, cioè sulle fasce di raccordo tra le aree protette e il territorio dove la caccia è permessa, viene annullato il diritto di attività venatoria  ai soli cacciatori residenti nei comuni dell’area protetta e dell’area contigua. Ciò implica quasi automaticamente un aumento della pressione venatoria su questi territori.

Secondo il Wwf si apre la strada anche per aumentare in modo inaccettabile il disturbo all’ambiente e alla fauna nelle aree protette e limitrofe, nonché il rischio per coloro che a scopo ricreativo o naturalistico frequentano queste aree.

«Per il Wwf, da anni il Piemonte non solo ha perso il primato della Regione italiana più virtuosa nella conservazione della natura, ma con questa Giunta si sta ampiamente meritando il primato per le peggiori politiche di tutela dell’ambiente a livello nazionale» ha dichiarato Stefano Bechis, presidente del Wwf Piemonte e Valle d’Aosta.

A fronte di questo quadro l’associazione ambientalista chiede che il Governo proceda all’impugnazione della Legge Regionale piemontese n.11/2013 presso la Corte  Costituzionale, per fermare l’aumento della pressione venatoria nei territori limitrofi alle aree protette.