Attività venatoria, preapertura l’1 settembre in 16 Regioni. Lipu: «Caccia in Italia del tutto illegale»

«Gravi rischi per la tortora e dal 18 settembre per l’allodola, specie in netto declino»

[31 agosto 2016]

caccia preapertura

La Lipu Lipu-BirdLife Italia  denuncia il «Rischio strage per la tortora selvatica, una specie in netto declino che sarà nel mirino dei cacciatori di 16 regioni italiane che dal 1° settembre effettuano la preapertura della caccia, così come per l’allodola, cacciabile in apertura della stagione dal 18 settembre, per la quale abbiamo attivato una campagna che ne chiede il divieto di caccia».

La Lipu e denuncia anche «La mancanza, o le gravi carenze, dei piani faunistici venatori delle Regioni italiane: vecchi, prorogati o addirittura inesistenti, tale da far concludere che la caccia italiana è nel suo complesso totalmente illegittima, ovvero priva delle condizioni di base per la sua sostenibilità. E’ l’articolo 18 della legge 157/92 che stabilisce che i termini di apertura della stagione venatoria, che  possono essere modificati a fronte di una preventiva predisposizione di adeguati Piani faunistico – venatori. È fin troppo evidente invece che ci si trova in una situazione di carenza gestionale generalizzata e che in nessuna regione italiana dovrebbero essere concesse le preaperture. Invece, tranne Lombardia, Liguria e Val d’Aosta, cui si aggiungono le Province autonome di Trento e Bolzano, tutte le Regioni prevedono giornate di preapertura dall’1 al 17 settembre, compresa la Provincia di Brescia. Le stagioni venatorie in Italia si susseguono dunque senza alcun serio controllo dell’attività venatoria e dei dati scientifici su cui basare la programmazione della caccia: dall’Abruzzo (piano faunistico scaduto) al Lazio (risalente al ’98), dal Veneto (che non l’ha adottato, pur avendolo compilato) alla Val d’Aosta, e poi Calabria, Lombardia e Molise (per entrambi l’iter di approvazione non è ancora concluso), Marche (non ce l’ha)»..

Secondo il presidente della Lipu, Fulvio Mamone Capria, «C’è una situazione di illegalità generale, di caos gestionale e gravi ritardi che provoca danni al patrimonio faunistico e ambientale italiano ancora non del tutto calcolabili. Una situazione non più tollerabile, sulla quale potrebbero esserci conseguenze per il nostro Paese, sottoposto a indagine da parte della Commissione europea».

I calendari venatori prevedono la caccia in preapertura per 12 specie di uccelli, e in quasi tutti compare la tortora selvatica, specie che migra a sud del Sahara e che risulta in netto declino a causa della pressione venatoria e della distruzione degli habitat: il suo stato di conservazione italiano (studio Lipu-Ministero Ambiente) è definito “inadeguato”, in Lista rossa europea è classificata “Vulnerabile”.

Mamone Capria conclude: «Temiamo vere e proprie stragi di tortora selvatica, specialmente in Toscana, Lazio, Basilicata, Calabria e Campania. Una situazione aggravata, in tutta Italia, dalla mancanza di controlli sui carnieri che porterà all’uccisione di un numero di capi ben superiore ai limiti stabiliti dai calendari venatori, di per sé eccessivi nei confronti di una specie in declino. E poi c’è il problema dell’allodola, specie che andrebbe immediatamente esclusa dalla lista delle cacciabili e per la quale la Lipu ha lanciato una specifica campagna».