I capigruppo delle minoranze: «Disponibili a legge immediata, PD rifiuta la trasparenza»

Caccia in Toscana, non passa la riorganizzazione delle Atc dopo la bocciatura della Consulta

Remaschi: «Atteggiamento meramente ostruzionistico delle opposizioni»

[8 giugno 2016]

caccia

L’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi interviene sulla mancata discussione e approvazione  in consiglio regionale  di una legge  per sanare la bocciatura della Consulta sull’organizzazione delle Atc (Ambiti territoriali di caccia) in Toscana: «Dispiace dover fare i conti con questo atteggiamento meramente ostruzionistico delle opposizioni che creerà disagi reali nelle prossime settimane e rischia di bloccare, oltre ai rimborsi, anche l’attività di contenimento della presenza degli ungulati che faticosamente le Atc stanno portando avanti. Mi impegno a portare nella prossima giunta la proposta di legge affinché sia calendarizzata ed approvata nella prossima seduta del Consiglio».

Ma i capigruppo delle opposizioni nell’assemblea regionale,  Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia), Stefano Mugnai (Forza Italia), Manuel Vescovi (Lega Nord), Andrea Quartini (Movimento 5 Stelle) e Tommaso Fattori (Sì – Toscana a Sinistra), non ci stanno e con una nota congiunta ribattono: «I pagamenti per i danni provocati dagli animali selvatici subiranno un ulteriore grave ritardo. Gli agricoltori possono ringraziare l’arroganza e la cialtroneria del Partito democratico che oggi in Consiglio regionale, respingendo la richiesta delle opposizioni su un pluralismo nei vertici degli Ambiti territoriali di caccia, ha di fatto ostacolato una rapida approvazione di una nuova norma sugli Atc dopo che la Consulta ha dichiarato incostituzionale la legge della Regione Toscana.  Per mantenere la scarsa trasparenza nell’ente ed escludere le opposizioni dalle scelte sui vertici,  il Partito democratico fa l’ennesimo danno all’agricoltura toscana. Come opposizioni ci eravamo resi disponibili a modificare immediatamente la legge, nell’interesse delle aziende del territorio. Per questo avevamo presentato alcuni emendamenti mirati alla richiesta del pluralismo nell’ente e a rendere più breve la fase di transizione approvando entro luglio anziché entro novembre il testo della nuova legge in vista del nuovo testo legislativo, proprio per venire incontro alle esigenze delle categoria. Per di più è quantomeno irrispettoso che le opposizioni siano venute a conoscenza della bocciatura della Consulta soltanto oggi in aula, mentre la sentenza è stata comunicata il 1° giugno e resa nota ai consiglieri soltanto nella seduta di ieri, con la pretesa di portare seduta stante una proposta di legge che di fatto non era ancora stata scritta e che nessuno aveva visto, soprattutto senza la volontà di confrontarsi nelle proposte di emendamento migliorative che sono state presentate con grande senso di responsabilità dalle opposizioni. La maggioranza ha ritenuto respingere ogni richiesta bloccando così una rapida risoluzione della questione.  Il Pd si prenda la responsabilità di aver anteposto gli interessi del partito a quelli dei cittadini toscani».