Cacciatori di lupi e boicottatori, Grosseto mette alla porta gli estremisti

[2 gennaio 2014]

Da mesi la Maremma sta vivendo una sorta di psicosi da lupo: sui media si rincorrono le notizie di animali sbranati al pascolo, alternate a quelle di lupi uccisi da bracconieri improvvisati e dai cadaveri gettati in piazza. Un monito non ai compagni di branco ma all’ignavia politica, così com’è percepita dagli allevatori. Dall’altra parte le giuste critiche degli ambientalisti, le cui voci si levano a difesa di una specie protetta – il lupo, appunto – ma dietro le quali talvolta spuntano isolati richiami a boicottare per protesta un intero territorio, la Maremma, e i suoi prodotti.

La Provincia di Grosseto si mette in mezzo, e per voce del suo vicepresidente Marco Sabatini ribatte che «ha ben presente il problema delle predazioni delle greggi e, da tempo, ha avviato programmi per la tutela del lupo e la salvaguardia degli allevamenti dagli attacchi dei predatori». Sabatini esprime dunque «Ferma condanna nei confronti di ogni forma di estremismo, in quanto non produce altri effetti se non quello di incendiare gli animi, aumentare le distanze tra le diverse posizioni, facendo perdere di vista il quadro in cui è possibile agire. Condanno – prosegue il vicepresidente – con fermezza chi, violando la legge, decide di farsi giustizia da solo uccidendo i lupi. Ma anche chi, per prendere le difese del lupo, distribuisce pubblicamente e superficialmente offese pesanti nei confronti del territorio, delle persone che vi risiedono e lavorano,  delle istituzioni che lo amministrano. In entrambi i casi si tratta di forme di violenza gratuita».

«Uccidere il lupo, oltre che eticamente inaccettabile – osserva Sabatini – è un’azione illegale e perseguibile, che rischia di vanificare gli sforzi della Provincia di trovare soluzioni facendo sedere allo stesso tavolo allevatori e ambientalisti, istituzioni e mondo della ricerca, ed investendo notevoli quantità di risorse pubbliche. Arrivare, poi, a chiedere addirittura di boicottare i prodotti della Maremma manifestando odio verso tutti gli allevatori locali, verso un intero territorio è un’azione oltranzista e prevaricatrice. Il vilipendio e l’arroganza, non portano a niente di buono, se non ad un cieco sfogo personale». Una risposta che ad alcuni potrebbe suonare cerchiobottista ma che richiama comunque a un necessario equilibrio: dopo le parola adesso, e ancora una volta, occorre mettere in campo soluzioni che portino a risultati concreti.