Cacciatori “pendolari”, accordo tra Toscana, Umbria e Lazio

Tetto del 4% dei cacciatori per ciascun Atc, il 5% per la caccia migratoria o battuta al cinghiale

[28 settembre 2016]

cacciatore

La Regione Toscana le presenta come l’arrivo per le regole  per i cacciatori “pendolari” o “in trasferta”, quelli che risiedono in una regione ma cacciano solitamente in un’altra confinante, ma probabilmente le regole di interscambio reciproco tra Toscana. Umbria e Lazio che riguardano la stagione venatoria in corso faranno arrabbiare le associazioni ambientaliste e animaliste.

La giunta toscana ha infatti approvato i due accordi, che sono parte di una stessa delibera presentata dall’assessore Marco Remaschi e ricorda che «La Toscana è suddivisa in ambiti di caccia ed esiste una norma che prevede l’iscrizione anche a chi non è residente nella regione: il tetto è del 4% dei cacciatori ammissibili per ciascun ambito che diventa il 5%, con accesso giornaliero in mobilità, per la caccia migratoria o la battuta al cinghiale».

La Regione Toscana spiega che «Nell’accordo stretto con l’Umbria i cacciatori provenienti dalle due regioni e che intendono richiedere la residenza venatoria in una diversa da quella dove hanno la residenza anagrafica avranno la priorità su quelli che richiedono l’iscrizione agli ambiti come ulteriore Atc. In Toscana in particolare avranno la priorità i primi settecento cacciatori umbri che presenteranno domanda e saranno riservati almeno mille posti per le prenotazioni giornaliere. Settecento saranno anche i cacciatori toscani a cui sarà concessa la priorità nell’iscriversi ad un ambito umbro. Per la caccia al cinghiale i cacciatori delle due regioni, iscritti nella precedente stagione venatoria in squadre locali, saranno riconfermati per la durata del presente accordo, previa iscrizione all’Atc di competenza».

Per quanto riguarda le regole per Lazio e Toscana, la giunta regionale sottolinea che «Anche ai cacciatori laziali (o ai toscani che decideranno di cacciare nel Lazio) si applicano regole simili. Ciascuno avrà così la priorità rispetto ad altri cacciatori non residenti, senza (in questo caso) alcun tetto massimo sulle domande. Per i posti giornalieri disponibili per la mobilità venatoria saranno garantiti almeno mille posti ai toscani in Lazio e ai laziali in Toscana, da usufruire dal 1 ottobre 2016 fino al termine del 31 gennaio 2017 per la caccia alla selvaggina migratoria da appostamento o per la caccia agli ungulati, fino ad un massimo di diciotto giornate per cacciatore. Per la caccia al cinghiale in battuta, le squadre provenienti dalle due regioni saranno accolte nella misura e con le modalità previste dai rispettivi regolamenti regionali».

Per i cacciatori ‘pendolari’ di Lazio e Umbria, come anche per i toscani che si sposteranno nelle due regioni limitrofe, rimane invariata anche la parte economica: dovranno pagare 35 euro, la stessa quota del 2015 senza alcun aumento.