Caffè e biodiversità: per gli uccelli (e i contadini) è meglio la Robusta

Uccelli e caffè: le piantagioni in India possono favorire la biodiversità dell’avifauna

[19 febbraio 2018]

Da secoli gli amanti del caffè si dividono su cosa sia meglio: i chicchi di Arabica con il loro gusto più dolce e morbido o il sapore audace e profondo della varietà  Robusta? Ora il nuovo lo studio “Birds and beans: Comparing avian richness and endemism in arabica and robusta agroforests in India’s Western Ghats”, pubblicato su Scientific Reports da Charlotte  Chang della Princeton University, Krithi K. Karanth di Wildlife Conservation Society (Wcs) e  Duke University, e Paul Robbins dell’università del Wisconsin-Madison, per rispondere a questa domanda tira in ballo degli esperti improbabili: gli uccelli.

I ricercatori, guidati dall’indiano Krithi Karanth, hanno esaminato la biodiversità degli uccelli nelle piantagioni di caffè nella regione del Western Ghats  in India de sottolineano che «Ricerche precedenti hanno dimostrato che il caffè coltivato all’ombra (tipicamente arabica) può ospitare livelli sostanziali di biodiversità. Ma a livello mondiale la produzione di caffè si sta spostando verso la Robusta, che utilizza un sistema agricolo più intensivo per il pieno sole, che può causare impatti deleteri per la fauna selvatica della foresta».

Dato questi precedenti, quel che  hanno scoperto i ricercatori è stato sorprendente: sebbene le coltivazioni ad Arabica fossero più ricchi di specie,  la Robusta offre comunque sostanziali benefici in termini di biodiversità e sostenta densità più elevate di diverse popolazioni di avifauna sensibili come i frugivori. Inoltre, nei terreni agricoli a Robusta, più resistente alle malattie, gli agricoltori utilizzano meno pesticidi».

Nelle piantagioni di caffè esaminate, il team indo-statunitense ha censito  79 specie di uccelli dipendenti dalle foreste, comprese  tre specie elencate nella lista rossa Iucn: il parrocchetto alessandrino (Psittacula eupatria), il bulbul dalla testa grigia (Pycnonotus priocephalus) e colombaccio Nilgiri (Columba elphinstonii). Inoltre le piantagioni di caffè possono ospitare anche diverse specie di mammiferi, anfibi e specie arboree.

Alla Wcs fanno notare che «Lo studio ha implicazioni importanti in quanto la produzione di caffè è un fattore sempre più importante nella trasformazione del territorio e gli avvicendamenti  tra le diverse specie di chicchi di caffè rappresentano una dimensione importante delle tendenze agroforestali». Gli autori dello studio dicono che «Gli sforzi per la certificazione del caffè dovrebbero dare la priorità al mantenimento delle zone ombrose delle canopie autoctone per garantire che i territori del caffè possano continuare a fornire vantaggi in termini di biodiversità. In un Paese come l’India, dove meno del 4% delle terre è formalmente protetto,  le piantagioni di caffè svolgono già un ruolo complementare alle aree protette, quindi costruire partnership con proprietari di terreni in gran parte privati ​​e di multinazionali  ​​fornirà il necessario territorio sicuro e altri habitat agli uccelli e altre specie».”

Gli esperti di caffè danno “cup scores” relativamente alti alla varietà di caffè robusta, che è anche resistente alle malattie e ha un buon prezzo per chi la coltiva.

La Chang, principale autrice dello studio, che ha analizzato i dati mentre studiava alla Princeton University e che ora è ricercatriceall’Institute for mathematical and biological synthesis dell’università del Tennessee, conclude: «Un risultato incoraggiante dello studio è che la produzione di caffè nei Western Ghats, un hotspot globale della biodiversità, può essere vantaggiosa sia per gli uccelli che per gli agricoltori».