Adesso il caffè non ha più segreti, sequenziato il genoma della pianta

«Un passo importante, che ci ha permesso di capire perché questa bevanda sia così speciale»

[5 settembre 2014]

Il caffè espresso è una bandiera per il Paese e per i suoi cittadini in giro nei bar di tutto il mondo. Ma se c’è un’Italia una città che più di altre può vantare un rapporto privilegiato con questa bevanda è Trieste: tra il porto e le vie che stregarono Joyce si incrociano un impressionante volume nei traffici della materia prima che finirà in tazzina, aziende che si occupano della torrefazione e distribuzione, consumi di caffè tra i più alti d’Italia tra i cittadini.

Nonostante questo, neanche a Trieste erano riusciti a scoprire tutti i segreti del caffè. Finora. Un consorzio internazionale di università comprendenti quella cittadina, infatti, ha appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Science la decodifica del genoma di quella che è in assoluta una delle più importanti piante ad uso agricolo, il caffè appunto.

Ricercatori provenienti da 9 Paesi (Italia, Francia, USA, Canada, Australia, Germania, Brasile, India e Indonesia) hanno sequenziato il genoma di Coffea canephora (o Robusta), che costituisce circa il 35% della produzione mondiale di caffè. L’Italia ha visto la partecipazione di ricercatori dell’Enea  e dell’università di Trieste.

«Il caffè è importante per il buongiorno quotidiano come pure per l’economia globale. Di conseguenza il sequenziamento del genoma è un passo importante, che ci ha permesso di trarre delle conclusioni sul perché questa bevanda sia così speciale» dice Philippe Lashermes, ricercatore presso l’Istituto francese per la ricerca e lo sviluppo (Ird).

La caffeina, come sottolineano dall’università di Trieste, è la molecola più conosciuta prodotta da questa pianta e le analisi sul genoma mostrano che gli enzimi coinvolti nella sua produzione nel caffè si sono evoluti indipendentemente rispetto ad altre piante contenenti caffeina, come tè e cacao. Una prova quindi dell’importanza di questa molecola sia per la difesa dagli insetti patogeni che per l’impollinazione come evidenziato in uno studio recente, pubblicato anch’esso su Science, che dimostra come gli insetti impollinatori ritornino più spesso sui fiori ricchi in caffeina per ‘bere un altro sorso’ di nettare.

Il caffè è un prodotto di punta dell’industria italiana e Trieste è il più importante mercato italiano del caffè. Un primato che affonda le sue radici in oltre tre secoli di storia che sono le anche fondamenta di una intensa attività di ricerca accademica e industriale. Alberto Pallavicini, docente di Genetica presso l’università di Trieste illustra i possibili sviluppi della ricerca: «Il caffè è uno dei più importanti prodotti del mercato internazionale ed è una risorsa economica essenziale per molti dei paesi in cui viene coltivato. Negli ultimi anni il mutamento climatico sta minacciando le piantagioni in molti di questi paesi, ed ora la comunità scientifica possiede uno strumento eccezionale per identificare le caratteristiche genetiche che, ad esempio, possono conferire alla piante del caffè una maggiore resistenza alla siccità».