Calendari venatori: i cacciatori fanno ricorso al Tar contro governo e ministero dell’ambiente

Polemica con Legambiente sul prelievo di tordo bottaccio, cesena e beccaccia

[11 marzo 2015]

Federcaccia, insieme ad Arci Caccia, ANUUMigratoristi ed Enalcaccia, ha depositato al Tar Lazio il ricorso contro le decisioni prese il 20 gennaio dal Consiglio dei Ministri  che bocciò i calendari venatori di diverse regioni. Per Federcaccia si tratta di «Un atto dovuto per un principio di rispetto delle regole e delle competenze delle Regioni, oltre che in difesa della caccia alla migratoria, fatta oggetto di un provvedimento immotivato e senza precedenti». Ad affiancare Federcaccia ci sono anche alcuni  cacciatori residenti nelle regioni interessate, «portatori di un interesse primario e diretto all’annullamento degli atti impugnati che hanno leso il loro diritto di esercitare l’attività venatoria».

Con il ricorso le 4 associazioni di cacciatori chiedono «L’annullamento delle delibere con le quali la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha disposto, avvalendosi dell’esercizio del potere sostitutivo, la modifica dei calendari venatori delle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Liguria, Umbria e Toscana e di tutti gli atti precedenti e conseguenti a tale procedimento con il quale sono stati ridotti i tempi di prelievo per cesena, tordo bottaccio e beccaccia».

In una nota Federcaccia sottolinea che «Il ricorso vuole essere la manifestazione della ferma difesa di un principio superiore di rispetto delle regole da parte di tutti: ricerca del riconoscimento della validità dei calendari venatori della scorsa stagione, che ha portato da subito Federcaccia a ribadire e difendere l’autonomia costituzionale delle Regioni, al fianco delle quali si è schierata, chiedendo il rispetto delle normative nazionali e internazionali vigenti e delle linee di azione in campo faunistico ambientale stabilite dall’Unione Europea, applicate in tutti gli stati membri e che devono essere garantite anche nella stesura dei prossimi calendari venatori. Per lo stesso motivo, nel massimo rispetto dei ruoli e delle diverse sensibilità, e senza che questo faccia venire meno gli impegni di collaborazione sottoscritti in altri campi, Federcaccia si dissocia dall’interpretazione di Legambiente in merito alla restrizione del periodo di prelievo di tordo bottaccio, cesena e beccaccia, tre specie in buono stato di conservazione (Birdlife International), trovandola quantomeno affrettata e non suffragata da corrette valutazioni tecnico legali e scientifiche».

Secondo i cacciatori, ridurre di 10 giorni i tempi di prelievo di quelle tre specie non è «La risposta corretta dello Stato alla procedura EU Pilot dalla quale ha preso le mosse la vicenda, ma piuttosto impegnarsi a osservare quanto previsto dall’articolo 12 della Direttiva 2009/147/CE “Uccelli” (Stato di conservazione delle specie, relativa raccolta dati e realizzazione dei piani di gestione delle specie previste dalla Commissione) che vede attualmente l’Italia inadempiente, e per il quale proprio i cacciatori potrebbero dare un significativo, indispensabile, contributo».

Federcaccia dice anche che, se non ci sarà da parte del Governo un cambio di approccio alle tematiche dell’ambiente, della fauna e della caccia, «Non è difficile prevedere alla luce di quanto accaduto che da ora fino alla prossima stagione venatoria si rischia una nuova fase di discussione sui calendari di fronte ai Tar, con il riaccendersi di un conflitto di cui nessuna parte ragionevole sente il bisogno e dalla quale nessuno uscirebbe vincitore».

Confidando in un successo del ricorso al Tar, Federcaccia «conferma la volontà di difendere tutte le forme di caccia sostenibili praticate nel nostro Paese, in particolare quelle tradizionali alla migratoria, che spesso subiscono in Italia limitazioni superiori rispetto a quanto previsto dalla Direttiva Uccelli e dalla stessa Guida Interpretativa, ovvero quei requisiti tecnico normativi cui si erano adeguate le Regioni per fissare i calendari al 31 gennaio», ma si impegna anche a «giungere a una soluzione definitiva nel rispetto delle regole e con l’apporto della documentazione scientifica necessaria, in forza di quel senso di collaborazione con le Istituzioni che da sempre fa parte della sua cultura e tradizione. L’auspicio di fronte a tanta fermezza, ma anche aperta disponibilità, è solo quello di avere ascoltatori altrettanto recettivi e aperti al dialogo e al confronto».