Cambio del direttore al Parco di San Rossore, cosa succede?

Per l’ex presidente Manfredi è stato il PD. Intanto, nel Parco regionale compare il lupo

[5 settembre 2016]

Lupo San Rossore

Ieri sulla sua pagina Facebook l’ormai ex direttore del Parco regionale di Migliarino, San Rossore Massaciuccoli, Andrea Gennai, scriveva: «Nell’ultimo giorno del mio mandato da Direttore, mi permetto di fare un breve saluto e ringraziamento. Sono stati tre anni e mezzo straordinariamente intensi nei quali ho imparato molto e, spero, dato qualcosa di buono tra un errore e l’altro. Tra le migliaia di cose che potrei dire ne scelgo solo una. Proprio oggi è uscito un articolo sulla presenza del lupo in Tenuta di San Rossore. Un tema molto delicato, con le ancestrali paure che fanno fatica ad essere spazzate via nonostante l’evidenza scientifica e storica. Avevamo tenuto la notizia riservata, ma uno scoop fotografico e qualche indiscrezione carpita da un amico giornalista hanno reso tutto ormai pubblico. Sono anni che il lupo fa capolino nel Parco e sono anni che questa convivenza con l’uomo non ha dato alcun problema. Chi dovesse lanciare allarmismi è quindi certamente in cattiva fede».

Gennai non è un direttore “qualunque”: è noto anche come esperto per le sue collaborazioni con trasmissioni televisive, ha diretto il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ed è presidente e socio fondatore di 394: Associazione Nazionale Dipendenti Aree Protette, quindi la sua mancata riconferma ha fatto scalpore. E lo stesso Gennai conferma che non è stata “tranquilla”. «Io vado via da San Rossore col cuore gonfio anche per questa splendida presenza, che un appassionato fotografo viareggino ha avuto la fortuna e la bravura di immortalare (nella foto qui sotto) in una delle strade pedonali di San Rossore che in questi anni abbiamo aperto al pubblico anche nei feriali, in modo regolamentato. Sono orgoglioso di aver lavorato in modo che questo appassionato abbia avuto l’opportunità di un simile incontro, perché sono eventi di estrema rarità che a molte persone hanno cambiato la prospettiva di vita.  Ma sono ancora più orgoglioso di lasciare un Parco in una situazione tale che sia i lupi che gli uomini possano coesistere tra loro, com’è la missione dei nostri Parchi. Infine, sono orgoglioso di aver portato avanti, nel mio piccolo e con preziosi colleghi, quella strategia di difesa del lupo (inteso come simbolo di tutta la natura) avviata dal mio maestro Franco Tassi, storico Direttore del Parco nazionale d’Abruzzo, che mi ha onorato di una visita a San Rossore nella quale tra l’altro piantammo simbolicamente assieme un albero, che sta crescendo lentamente ma inarrestabilmente. Franco mi ha telefonato ieri ma non so se abbia compreso fino in fondo quanto quella telefonata è stata importante per me».

Gennai conclude: «Ringrazio comunque tutti quelli che mi hanno aiutato, a cominciare dal Presidente Manfredi che coraggiosamente mi nominò nel 2013, fino a tutti i colleghi e compagni di viaggio. Ringrazio soprattutto tutti quelli che continueranno a voler bene a questo straordinario Parco».

Un lavoro apprezzato più volte anche da greenreport.it e che ha ricevuto numerosi di attestati di stima. Ci sembra che sia Renzo Moschini, del Gruppo San Rossore e che di quel Parco se ne intende, visto che ne è stato presidente, a spiegare bene il clima che si respira a San Rossore: «Finora mi ero considerato persona abbastanza informata sui fatti del Parco di San Rossore ma stando alle ultime, roventi polemiche e denunce di complotti dovrei almeno in parte ricredermi. Sul ruolo mozzateste di Mazzeo (Antonio Mazzeo, PD, presidente della commissione Costa del Consiglio regionale, ndr) non intendo tornare avendo detto chiaramente la mia anche quando ha attivamente concorso a far fuori Manfredi o ha attribuito responsabilità politiche al Parco assolutamente balorde, tipiche di uno che dell’attività di San Rossore non sa un tubo».  Manfredi accusa i renziani del PD di aver fatto fuori prima lui – per sostituirlo con Giovanni Maffei Cardellini – e poi Gennai, e dice più o meno che il Parco non è un club del Pd che decide chi lo deve governare in base alla fedeltà di Partito, o meglio di corrente.

Secondo Moschini, «va invece rimessa con i piedi per terra la vicenda del rinnovo – con concorso – del direttore. Innanzitutto non considerarla semplicemente il seguito – una sorta di secondo tempo – dell’operazione Manfredi. L’ente parco nel suo comunicato in cui informa delle ragioni del rinnovo fa riferimento a tentativi di mediazione finiti male. L’attività di Gennai sta sullo stomaco del nuovo presidente e consiglio? Si dovrebbe pensarlo anche per Paglialunga tanto più che dopo aver perso qui il posto ha vinto il concorso al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Sul ruolo dei direttori dei parchi e di come assumerli è in corso una pepata polemica nazionale perché si vorrebbe addirittura per legge stabilire che il presidente può prendere chi gli pare. Qui sarà la regione e il parco e non Mazzeo a decidere chi sarà. Quanto a cosa fare sul litorale come a Coltano a decidere ora come in passato dovrà essere il consiglio del parco perché il ruolo dei direttori è un altro. Qui torno a parlare come persona informata sui fatti alla cui gestione ho partecipato una decina d’anni  con più presidenti e direttori».

Ma Mazzeo non sembra essere tipo da mediazione politica, e risponde che «con l’ex presidente Manfredi immagino che ci vedremo presto in tribunale perché quelle che mi vengono rivolte, nei termini con cui sono state espresse, sono accuse diffamatorie delle quali sarà chiamato a rispondere nelle sedi opportune. Quanto al resto, posso solo dire che fortunatamente per Pisa, Viareggio e tutta la costa toscana si è aperta una fase nuova in cui speriamo possano essere ottenuti risultati migliori di quella che si è da poco conclusa. Per quello che mi riguarda l’unico interesse che ho sempre avuto, e su cui ho trovato condivisione e unicità di vedute a tutti i livelli istituzionali coinvolti, è stato quello di fare del parco un luogo di promozione del nostro territorio e per quel tratto di costa. Certo, capisco bene che il cambiamento faccia paura a chi, in questi anni, ha invece sempre difeso le cose come stavano non facendo però il bene di un patrimonio straordinario dei pisani, della Toscana e dell’Italia che va invece tutelato e valorizzato».

Quello della “fase nuova” è evidentemente uno slogan che piace al PD toscano (che però era l’artefice anche di quella “vecchia”…), visto che viene ripreso anche dall’assessore regionale all’Ambiente, Federica Fratoni. «Sulle questioni relative al Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli la storia è semplice – afferma l’assessore – Si è aperta una nuova fase che significa nuovo impulso alla gestione sia del parco sia dei beni della tenuta e il nostro unico interesse è quello di avviare a tutti i livelli un percorso di confronto e partecipazione per permetterne la crescita e lo sviluppo nel rispetto dell’ambiente che lo caratterizza. Dispiace che qualcuno, per propri interessi personali, continui a guardare indietro e a lanciare accuse pesanti, infondate, e diffamatorie».

La Fratoni spiega che «Dopo anni di commissariamento sulla tenuta dei conti era ed è necessario tornare a una situazione di piena funzionalità. Per questo motivo anche le scelte per il rinnovo degli organi di vertice hanno privilegiato profili di alto livello. Lo stesso criterio che guiderà il nuovo presidente, in un percorso di estrema trasparenza, nella selezione del direttore, che avrà luogo nelle prossime settimane. Il sistema dei parchi rappresenta per la Regione una grande opportunità di promozione e valorizzazione del territorio e, al contrario delle affermazioni sterili e infondate apparse sulla stampa, l’interesse del presidente Rossi e mio personale sono al massimo livello. Dimostrazione ne è il finanziamento di oltre 3 milioni che, anche per l’anno corrente, è stato confermato».

Con un clima politico così, forse anche il lupo di San Rossore ci ripenserà e cercherà un parco più “tranquillo”.