Canarie: il pasticciaccio del peschereccio pirata affondato. L’incendio è scoppiato in porto

Greenpeace: «Perché è stato portato ed affondato in aree di grande valore ecologico?»

[17 aprile 2015]

Javier Ródenas, il procuratore di  Las Palmas, specializzato in problematiche ambientali, ha aperto un’inchiesta per delitto ambientale per il naufragio del peschereccio russo  Oleg Naydenov che, dopo essersi incendiato, è affondato  (ma qualcuno dice che è stato fatto colare a picco) a 15 miglia a sud della punta di Maspalomas, al largo di  Gran Canaria.Nella notte tra il 15 e il 16 aprile il relitto del peschereccio ha cominciato a sversare combustibile pesante e secondo le ricognizioni dei mezzi aerei del Salvamento Marítimo il combustibile finito in mare sarebbe tra i 348,1 ed i 1.028,9 m3, quindi una buona parte delle oltre 1.400 tonnellate che il peschereccio pirata russo aveva a bordo, visto che 1 m3 equivale a circa una tonnellata. Second il Salvamento Marítimo, l’inquinamento più compatto ed esteso è stato avvistato a 40 miglia a sud-est di Gran Canaria.

Ieri il livello di allerta inquinamento è stato portato da 0 ad 1 (ci sono 4 livelli) e la ministra dello sviluppo   Ana Pastor, che è andata alle Canarie per seguire l’evoluzione dell’incidente, ha detto che il governo tenterà di inviare un robot fino alla profondità di 2.400 metri dove si è fermato l’Oleg Naydenov  per valutare la possibilità di estrarre il combustibile rimasto nel peschereccio. Intanto il ministero dello sviluppo fa sapere che se si verificassero altre fuoriuscite «Non verranno risparmiati mezzi per raccogliere il carburante dalla superficie marina».

Fortunatamente lo sversamento di combustibile pesante si è diretto a sudest, allontanandosi dall’arcipelago, però fonti della procura sottolineano che il delitto ambientale non dipende dal fatto se lo sversamento arriverà o meno sulla costa delle Canarie e che, dopo il disastro della Prestige l’Unione europea ha approvato una direttiva in materia di sversamenti marini che nel 2010  è stata recepita dalla Spagna nella riforma dell’articolo 325 del Codice Penale che, tra le altre cose, prevede pene da 3 a 5 anni di prigione per chi provoca o realizza sversamenti nelle «Acque terrestri, sotterranee o marittime, incluso l’alto mare».

Fin dal primo momento Greenpeace España ed altre associazioni ambientaliste e Partiti politici delle Canarie hanno criticato il governo di Madrid per come ha gestito l’incidente: l’Oleg Naydenov  è affondato dopo  essere stato in fiamme per diversi giorni. Infatti ora si viene a sapere che  l’incendio a bordo è scoppiato l’11 aprile nel porto di Las Palmas e che la Capitanía Marítima ha deciso di allontanare il peschereccio russo – noto per praticare la pesca illegale lungo le coste africane – perché temeva che esplodesse o che uno sversamento di carburante inquinasse il mare di Las Palmas e l’impianto di potabilizzazione che fornisce acqua alla città.

El País ricostruisce così l’odissea dell’Oleg Naydenov: «All’alba del 12 aprile , l’imbarcazione è stata rimossa dal porto ed ha iniziato il periplo a forma di V attraverso le acque delle Canarie. Prima è stata rimorchiata ad est, fino ad un punto situato a sud della vicina isola di Fuerteventura. Dopo, il peschereccio è stato portato in direzione sudest, fino a situarsi a 15 miglia (28 chilometri) a sud dell’isola di Gran Canaria. Lì, dove la profonditàò raggiunge i 2.400 metri, è stato dove è affondato. Le correnti in questa zona tendono a muoversi  verso su e sudest, il che fa sì che lo sversamento si allontani dalle Canarie».

Le cose sono quindi andate molto diversamente da come si era detto subito, ma La Pastor ha difeso la decisione di allontanare il peschereccio e di portarlo a sud di Gran Canaria ed ha detto che «Tutte le decisioni sono state firmate da tecnici.Non voglio  commentare le relazioni tecniche. Ho sempre voluto minimizzare i rischi». Fonti del ministero dello sviluppo spagnolo dicono che «Non esiste un protocollo che indichi che fare in caso di incendio di un’imbarcazione in un porto. Per ogni incendio bisogna prendere una decisone diversa e qui si è presa quella di portarlo in alto mare».

Dopo la riunione del gabinetto di crisi sull’affondamento dell’Oleg Naydenov al quale ha partecipato anche un rappresentante dell’Avvocatura di Stato nelle Canarie è stata richiesta tutta la documentazione «originale e rilevante» del peschereccio pirata russo per verificae la situazione in cui si trovava al momento dell’incidente. Intanto il capitano del peschereccio, Vitalis Patrakov, è finito sotto inchiesta.

Greenpeace, che aveva denunciato più volte l’Oleg Naydenov per pesca illegale, ribadisce: «Non vogliamo una nuova  Prestige. Per questo come Greenpeace esigiamo da ministero dello sviluppo che concretizzi quale sia il suo piano per estrarre il fuel dai tank del peschereccio e di conoscere in profondità la situazione». Dopo che si è saputo che l’incendio è cominciato  in porto e non in mare durante la navigazione come sembrava in un primo monto, Greenpeace España sottolinea che «Ora più che mai  è necessaria la trasparenza nell’informazione ed un’indagine rigorosa  per capire le responsabilità  di chi ha portato una nave che era in porto in mare aperto, sottoponendola ad un non necessario percorso erratico in  una zona di  alto valore ecologico».

Juande Fernández, il portavoce di Greenpeace España che si è trasferito a Gran Canaria, solleva un altro scottante problema: «E’ del tutto inaccettabile che un’imbarcazione pirata  che era in porto sia stata rimorchiata in mare aperto, prima vicino a Fuerteventura e dopo a Gran Canaria, mettendo così in pericolo zone di alto valore ambientale e per l‘economia canaria. Il ministero dello sviluppo dovrà dare delle spiegazioni per questa decisione. Devono estrarre tutto il combustibile dai tank dell’imbarcazione, costi quel che costi. E anche fondamentale inviare urgentemente un robot a controllo remoto nella zona dell’affondamento della nave per poter valutare lo stato della situazione con una delle navi oceanografiche dello Stato».

Il rischio più grosso è rappresentato da quel che resta nel relitto affondato a  2.400 metri delle 1.400 tonnellate di fueloil del tipo IFO 380, con una pressione che potrebbe aprire i tank di uno scafo lesionato ed indebolito. L’IFO 380 è molto denso, poco volatile e poco solubile ed a bassa degradazione, ma con alta viscosità ed aderenza e che, se arrivasse sulle coste delle Canarie o africane sarebbe difficile da bonificare ed avrebbe effetti disastrosi sull’avifauna ed i cetacei. E’ comunque più probabile che l’IFO 380 resti sul fondale marino, ma anche qui avrebbe un impatto forse peggiore e che si protrarrebbe per lungo tempo.

Greenpeace España ha valutato positivamente la presenza della ministra Pastor alle Canarie, ma Fernández conclude che «Questo gesto non la assolve dai gravi errori commessi. Per questo Greenpeace continua a chiedere una spiegazione dei movimenti che hanno portato il peschereccio ad abbandonare il porto ed a passare attraverso zone di alto livello ecologico».

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